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Sabato, 22 Giugno 2024
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In attesa di un contratto: la dura vita delle educatrici romane, tra cambi di scuola e flessibilità

Il Comune sta finendo di assumere 600 precarie, ma c'è chi aspetta da quasi 4 anni. E la nuova organizzazione di nidi e infanzia preoccupa: "Non siamo solo lavoratrici, abbiamo interessi e famiglie"

Ogni anno firmano un nuovo contratto all'inizio di settembre e iniziano un'avventura in una scuola diversa. Ogni anno viene richiesto loro di essere flessibili, coprire i buchi creati da pensionamenti e assenze per malattia. Sono le educatrici di Roma Capitale, circa 9.000, che aspettano di firmare il tanto agognato contratto a tempo indeterminato. Per il 2023/2024 le supplenze le firmeranno con due settimane di ritardo, il 15 settembre, ad inserimento dei bimbi già concluso: "Non è proprio ideale per i progetti pedagogici" commenta Rossella, 47 anni, precaria da quasi 15 anni. 

La riorganizzazione delle scuole comunali preoccupa le educatrici

Nelle ultime settimane sindacati e amministrazione capitolina si sono confrontati sull'organizzazione di nidi e scuole d'infanzia per l'imminente anno scolastico. Il 1° settembre si comincia, mancano 20 giorni e le criticità sono molteplici. Nessuna sigla ha firmato la bozza di accordo presentata nell'incontro di inizio mese, il tetto limite per i contratti a termine per coprire i vuoti d'organico è pericolosamente vicino alla fine (circa 12.000.000 di euro rimasti secondo i sindacati) e gli assessorati a lavoro e personale chiederanno alle educatrici di essere flessibili con l'orario, il che significa entrare un'ora prima del previsto e andarsene una dopo. Non solo: il rapporto 1 a 7 tra educatrici e bambini potrebbe saltare, anche per più di un'ora nell'arco della giornata. "Questa eventualità - spiega Rossella, 47 anni, in attesa dell'ennesimo contratto annuale - influisce molto sul servizio e sui progetti pedagogici. Noi gestiamo bambine e bambini da 0 a 36 mesi, che con noi iniziano a camminare e quello che facciamo non è semplice sorveglianza. Il rapporto non è solo con i bambini, ma con la comunità che hanno intorno fatta di fratelli e sorelle, genitori, zii, babysitter, nonni". 

Il "mostro" della flessibilità

E anche la flessibilità che si chiede alle educatrici non fa proprio piacere: "Non è che non si voglia lavorare - premette Rossella - ma non si pensi che la maggior parte di noi sia giovane. Forse lo sono molte delle ultime precarie contrattualizzate dal Comune, ma in media l'età è avanzata. Ci sono titolari di settant'anni, magari anche nonne, alle quali si chiede di stare due ore in più rispetto all'orario previsto dal contratto. Si perde di vista un fatto: abbiamo delle famiglie, siamo madri e mogli, vorremmo fare sport e curare anche altri interessi. Con la storia delle scuole aperte anche di pomeriggio molte colleghe fanno fatica, io l'ho sperimentato. Bisogna coprire dalle 7 alle 18 in dieci educatrici che fanno turni da 6 ore e due educatrici che lavorano quattro ore e mezza, è improponibile se devo garantire 11 ore consecutive. Impossibile, a patto che ogni giorno a turno una collega faccia almeno un'ora in più, che però difficilmente recuperi". 

Rossella, 47 anni: da quasi 15 aspetta un contratto 

La storia di Rossella è quella di migliaia di educatrici dei nidi e insegnanti delle scuole d'infanzia di Roma Capitale: "Il primo bando per titoli accademici al quale mi iscrissi fu nel 2009/2010 - racconta - e grazie a quello iniziai con le supplenze. Dal 2012 sono più costante, poi ad agosto 2018 ho partecipato al bando, per titoli e per anni di esperienza, l'ultimo fatto dal Comune per contratti a tempo indeterminato con graduatoria a scorrimento. Per fortuna questa amministrazione ha raccolto le nostre istanze e i tanti appelli, assumendo 600 tra educatrici e insegnanti, con le ultime convocate proprio pochi giorni fa. Come sto messa io? Abbastanza bene, se continueranno ad assumere, dovrei rientrare entro la fine del 2024". Alla soglia dei cinquant'anni, ma c'è sicuramente di peggio: "Ho visto educatrici assunte a 60", dice Rossella. Giusto il tempo per accumulare un po' di lavoro consecutivo e andare in pensione. Ma, per curiosità, in tutti questi anni quanti nidi comunali ha girato Rossella? "Tantissimi - conclude - considerando che sono stata in tutti i municipi tranne Ostia, ognuno ha 11 nidi comunali. L'anno prossimo? Ancora non lo so". 

UIL FP: "Si investa sullo scorrimento della graduatoria e si faccia nuovo bando"

Nel frattempo, i sindacati continuano a spingere affinché si scorra la graduatoria ma soprattutto per far indire un nuovo bando. Al 4 agosto i contratti firmati dalle insegnanti sono 152, con 48 unità che hanno rinunciato, non hanno risposto oppure si sono viste semplicemente prorogare il contratto. Chi ha rinunciato verrà sostituito con lo scorrimento della graduatoria entro la fine di agosto. Stessa cosa per le educatrici: quelle nuove ad oggi sono 152, con 44 che hanno rinunciato o non hanno risposto. "Alla luce del quasi raggiungimento del tetto sul lavoro flessibile di Roma Capitale ed al fine di evitare un organizzazione così restrittiva come annunciato e previsto unilateralmente dall'assessora alla scuola e dai sui uffici - commenta Mirko Anconitani della Uil Funzione Pubblica - diventa fondamentale investire sulle assunzioni a tempo indeterminato, con particolare riferimento al settore dei nidi capitolini, che storicamente ed alla luce della nuova organizzazione voluta dall’amministrazione, sarà quello che maggiormente risentirà dei vincoli alla spesa". Secondo i conti del sindacato, sono 150 i vuoti d'organico nei nidi capitolini: "Si investa sulla scuola e sui nidi - l'appello del sindacalista - si esauriscano le graduatorie e si proceda ad indire il prossimo anno un nuovo concorso così d’avere già dal 2025 nuove graduatorie per le supplenze ed i contratti annuali. Comprendiamo che la stessa amministrazione ha vincoli di spesa e di bilancio da dover rispettare, se però si vuole e si punta ad un servizio di qualità per le famiglie capitoline, solo attraverso adeguati investimenti sul personale e sulle strutture, sempre meno adeguate, lo si potrà ottenere".

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