Roma zona gialla, cosa si può fare e cosa no dopo il dpcm. La guida completa

Multe fino a 1000 euro per chi non rispetta le regole. Ecco il regolamento della polizia locale

Foto Ansa

Cosa si può fare a Roma e cosa non si può fare dopo l'ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte? Quando ci si può spostare? Servirà l'autocertificazione? Sono queste alcune delle domande che in queste ore tanti romani si stanno ponendo. Da inizio ottobre, ossia da quando il Lazio ha firmato l'ordinanza per imporre le mascherine anche all'aperto, diversi sono stati i provvedimenti e le limitazioni che hanno riguardato gli esercenti e non solo. 

Il Lazio, al momento, è stato inserito nella zona gialla, quella in cui sono valide le misure stabilite dal Governo per tutto il territorio nazionale. Non ci saranno quindi ulteriori restrizioni, dunque.

Tra le norme essenziali da ricordare sempre ci sono: l'obbligo di indossare la mascherina quando si esce di casa e il divieto di uscire da casa tra le 22 e le 5 (si può uscire esclusivamente per motivi di lavoro, di salute o casi di necessità). Limitazioni a locali e ristoranti dalle 18 in poi.

Stabilita anche la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, lo stop ai musei, i mercati, ma rimangono aperti al loro interno i negozi alimentari e le farmacie. E allora cosa si può fare o cosa no a Roma? La polizia locale di Roma Capitale ha stilato un vademecum da seguire: chi non rispetterà le norme rischia una multa da 400 fino a 1000 euro, "aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l'utilizzo di un veicolo", si legge.

Nuovo Dpcm, l'autocertificazione: ecco quando serve

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Il coprifuoco

Dalle ore 22:00 alle ore 5:00 anche il Lazio sarà soggetto ad un inasprimento della misura del coprifuoco: sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Ogni spostamento è consentito solo in virtù di "comprovate esigenze lavorative (a titolo esemplificativo il tragitto domicilio, dimora e residenza verso il luogo di lavoro e viceversa); situazioni di necessità; motivi di salute". Da un punto di vista pratico, in fase di controllo, le forze dell'ordine dovranno in prima battuta accertare l'eventuale possesso della autodichiarazione, il cui modello può eventualmente essere fornito ai cittadini dagli stessi agenti, in seguito, al fine di individuare la sussistenza della violazione del divieto di spostamento introdotto dalla ordinanza, o la presenza di uno spostamento legittimo deve poi "essere valutata la compatibilità tra gli elementi oggettivi riscontrati al momento del controllo e il contenuto della dichiarazione resa".

Chiusura di strade e piazze nei centri urbani

Delle strade e piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Un provvedimento, questo, che la sindaca Virginia Raggi aveva già adottato a fine ottobre firmando anche un'ordinanza anti minimarket nelle ore serali.

Le zona a rischio soggetto chiusura restano, nelle giornate di venerdì e sabato, Campo de' Fiori, Piazza Trilussa, limitatamente all'area della scalinata prospiciente la fontana dell'Acqua Paola, Piazza Madonna de' Monti,Via del Pigneto e via Pesaro relativamente alla zona pedonale. Il divieto di accedere in quelle piazze sussiste dalle 21 (quindi un'ora prima del coprifuoco) nelle sole giornate del venerdì e del sabato ed è efficace dal 22 ottobre fino al 13 novembre. 

Obbligo esposizione cartello nei locali pubblici e aperti al pubblico

Anche il nuovo Dpcm conferma l'obbligo di esporre, all'ingresso di tutti i locali pubblici ed aperti al pubblico nonché in tutti gli esercizi commerciali, un cartello indicante il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale. L'obbligo facilita anche l'attività di controllo della polizia che può, prima di entrare nel locale, verificare la presenza di tale cartello e poi verificarne il rispetto. 

Accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici e alle aree gioco dedicate ai minori

Rimane consentito l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici, nel rispetto del divieto di assembramento nonché della distanza di sicurezza di almeno un metro. L'accesso dei minori, anche assieme ai familiari o ad altre persone conviventi o deputate alla loro cura ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto è condizionato al rispetto delle linee guida stabilite dalla Regione Lazio che riguardano, oltre il distanziamento, anche i divieti di assembramento e l'obbligo di mettere la mascherina.

Attività sportiva e motoria: si può fare oppure no?

Rimane consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, dove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di "almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti", si legge nel regolamento di polizia urbana.

Sospensione palestre, piscine centri natatori, centri benessere, centri termali

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Rispetto alla precedente versione del divieto scompare la deroga relative a palestre con presidio sanitario obbligatorio che devono pertanto restare ugualmente chiuse. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolta all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Manifestazioni pubbliche solo in forma statica

Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche continua ad essere consentito solo in forma statica, a condizione che siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento.

Sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò: aperte o no?

È confermata la sospensione di tutte le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Rispetto al precedente Dpcm viene precisato che la sospensione "opera in relazione alle medesime attività, ancorché svolte all’interno di locali adibiti ad attività differenti".

Spettacoli in sale teatrali, cinema e negli altri spazi al chiuso e all'aperto

Restano altresì sospese le attività in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi all'aperto o al chiuso. Secondo il regolamento di polizia urbana di Roma Capitale, inoltre, questi divieto comprendono anche "attività degli artisti di strada, intese come spettacoli all'aperto".

Feste e sagre vietate

Restano vietate anche le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Sono altresì vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi.

Sospensione attività parchi tematici e di divertimento

Sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento. Rimane invece consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di "attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida stabilite dalla Regione".

"Non ricevere persone diverse dai conviventi"

Con un’altra disposizione priva di qualsiasi rilievo sanzionatorio, con riguardo alle abitazioni private, si ribadisce che è fortemente "raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità ed urgenza".

Mentre resta confermata la "sospensione di tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza". Nell'ambito delle pubbliche amministrazioni le "riunioni devono svolgersi con modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni che andranno evidenziate nel documento di convocazione".

In chiesa sì ma nel rispetto di misure organizzative

L'’accesso ai luoghi di culto deve avvenire "nel rispetto di misure organizzative tali da evitare assembramenti, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro", si legge.

Disposizioni per l'attività didattica ed educativa: cosa cambia

Cambiano di nuovo le disposizioni circa l'attività didattica ed educativa: "le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano attività didattica a distanza nella totalità dei casi, fatta eccezione per le attività di laboratorio o per la condizione di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali; l’attività educativa e didattica per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza; i corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza fatta eccezione per i corsi di formazioni relativi alle professioni sanitarie".

Chiusura esercizi commerciali nei centri commerciali e nei mercati nei giorni festivi e prefestivi

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti di vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. 

Cosa cambia per bar e ristoranti

Viene confermato che le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 sino alle 18, senza più alcuna distinzione tra consumo al banco o al tavolo. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che non si tratti di persone tra loro conviventi.

In orario successivo alle 18 è inoltre vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico a prescindere dalla vicinanza con attività di ristorazione. Fino alle 22 (il precedente dpcm prevedeva fino alle 24,00) è consentita la ristorazione per asporto con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze a partire dalle 18 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza  di almeno un metro.

"Dopo le ore 18 non è consentito ad un ristorante ospitare clienti alloggiati in alberghi od altre strutture ricettive con cui abbia stipulato un contratto di fornitura di pasti. In tal caso resta consentita la sola ristorazione per asporto senza consumo sul posto", sottolinea la polizia locale.

Trasporto pubblico locale e trasporto ferroviario regionale al 50%

Cambiano anche le disposizioni relative al trasporto pubblico locale e ferroviario regionale. "È stabilito che a bordo dei mezzi pubblici, con eccezione per i veicoli adibiti al trasporto scolastico dedicato (scuolabus), è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50% che sostituisce quello vigente nei protocolli di sicurezza regionali", si legge nel regolamento.

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