Coronavirus, discoteche ultime a riaprire. L'appello di Silb Roma: "Fate qualcosa o rischiamo di chiudere tutti"

Antonio Flamini, presidente dell'associazione che rappresenta i locali dell'intrattenimento notturno capitolino fa il punto sull'emergenza del settore e su un futuro che si presenta tragico

foto d'archivio

"Cara Sindaca, cara Virginia, Roma è una città troppo importante per tenere spente le luci che illuminano la notte". Inizia così la lettera-appello inviata alla prima cittadina da Antonio Flamini, Presidente del SILB Roma, l’associazione che rappresenta i locali dell’intrattenimento notturno da ballo e di spettacolo della Capitale.

Il Coronavirus ha spento le discoteche di Roma: "Riaprire a metà non ha senso. Il Governo ci aiuti" 

E' il grido disperato di tantissimi lavoratori del settore e delle loro famiglie che Flamini vuole far arrivare al Campidoglio per richiedere aiuti concreti, al più presto. Abbiamo raggiunto al telefono il presidente del Silb Roma che ha sottolineato quando sia grave la situazione per tutto l'ampio comparto della nightlife.

"Stiamo stati i primi a chiudere a fine febbraio ancora prima del lockdown. Da parte di tutti c'è stato un grande senso di responsabilità. Ma non sappiamo, ad oggi, cosa ne sarà del nostro futuro".

Nella lettera inviata alla Sindaca Raggi, che Romatoday ha potuto visionare, Flamini sottolinea la consapevolezza di rientrare tra le attività considerate a maggior impatto rispetto al rischio Covid-19, ma anche l'intenzione di non volersi arrendere e di non rassegnarsi ad essere immolati sull’altare del fallimento.

"Ci rendiamo conto che la cosa più importante è la salute, ma questo non deve essere contrapposto all'economia, entrambe le cose devono andare avanti parallelamente. Non vogliamo, ad oggi anticipazioni sulle aperture, ma che quando si riaprirà ci siano le condizioni per farlo", ha dichiarato Flamini a Romatoday.

Il presidente Silb Roma è consapevole di come, al momento, alcuni accorgimenti richiesti siano impossibili in realtà quali discoteche e locali di intrattenimento, primo tra tutti il distanziamento sociale: "A livello nazionale si sta preparando una sorta di protocollo per le riaperture con una serie di cose che noi potremo essere in grado di fare, ma - prosegue Flamini - pensare a dei luoghi di aggregazione dove ci sia un distanziamento per noi è impossibile poiché va proprio contro la filosofia delle nostre strutture".

Riaprire i locali, facendoli lavorare al 20-30% delle loro possibilità oltre che impossibile sarebbe anche antieconomico, sottolinea il presidente Silb Roma. "E' preferibile restare chiusi, a quel punto, e aspettare di riaprire in condizioni lavorative accettabili, questo sia per tutelare i lavoratori che i clienti. Mi auguro che questo non significhi dover attendere un vaccino - aggiunge - altrimenti sarebbe molto difficile".

Per questo il Silb chiede la possibilità di avere dei sostegni che possano consentire di arrivare fino al momento della riapertura: "Nello specifico, quello che chiediamo al Comune di Roma è l'annullamento di tutti i tributi locali, anche per dei principi piuttosto chiari. Facciamo l’esempio della Tari - spiega Flamini - noi non produciamo rifiuti non è neanche giusto che paghiamo rifiuti e su questo stiamo ragionando con il Comune".

Antonio Flamini ha chiesto un incontro al Sindaco e agli assessori competenti, nel caso specifico all'assessore al Commercio Cafarotti e all'assessore alla Cultura Bergamo, perché come categoria non sono stati ancora ascoltati: "E’ importante che ci permettano di dire la nostra, ci auguriamo di poterlo fare presto. Oltre al discorso legato alla soppressione dei tributi, chiediamo la costituzione di un fondo speciale che possa aiutare le nostre imprese e i nostri lavoratori, un fondo di aiuto per l’intrattenimento notturno".

Flamini sottolinea come il mondo dell'intrattenimento notturno, oltre a dare lavoro a tante persone e a creare un volume d'affari importante, sia un elemento fondamentale per l'offerta turistica della città da non trascurare. "A livello nazionale si sta studiando un protocollo per consentire con degli accorgimenti accettabili di poter quantomeno far ripartire verso luglio le strutture estive all'aperto, perché immagino - continua il presidente Silb Roma - che nel momento in cui ci sarà l'opportunità di una maggiore circolazione, potrebbero esserci ritrovi di giovani e meno giovani all'aperto, nelle piazze, nelle case non regolati o, ancora, manifestazioni  assolutamente abusive di intrattenimento. A quel punto sarebbe consigliabile dare l'opportunità a chi fa questo lavoro con professionalità di aprire dei luoghi con accorgimenti precisi, sanificazione degli spazi, controllo sui lavoratori attraverso tamponi e misurazione della temperatura in spazi all'aperto"

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Serve un aiuto a fondo perduto, è il grido chiaro che arriva dal settore della nightlife, altrimenti la chiusura di molte strutture è un rischio concreto: "Servono aiuti alle imprese ma anche ai lavoratori. Il nostro è un mondo importante - conclude Flamini - che produce un reddito importante. Lavoratori, famiglie di questi ultimi, aziende, non possono essere lasciati soli".
 

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