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Lunedì, 20 Maggio 2024

VIDEO | Discarica Malagrotta, aggiudicate le gare per la messa in sicurezza. A luglio l'avvio dei cantieri

Il lavori termineranno in 36 mesi, con la creazione di un protocollo per la sicurezza di tutto l'impianto. Fuori dal sito un piccolo sit in di protesta degli abitanti di Casal Selce

Con un risparmio di 21 milioni sui 250 messi a disposizione del Governo, si avvicina sempre più il momento di apertura dei cantieri per gli interventi di messa in sicurezza della “discarica più grande d’Europa”. Forse ci siamo, ed un nuovo capitolo si può scrivere riguardo la lunga vita di Malagrotta e dei suoi 250 ettari di grandezza.

Nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 8 maggio, la presentazione dello stato dell’arte all’interno dell’impianto, alla presenza del commissario unico di Governo per le bonifiche delle discariche, Giuseppe Vadalà, la vice ministra all’Ambiente Vannia Gava, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e l’amministratore giudiziario della E.Giovi Spa Luigi Palumbo. 

“Le gare sono state aggiudicate ed ora partiranno le verifiche del caso per poi avviare l’apertura dei cantieri - spiega il generale Vadalà -. Abbiamo un cronoprogramma preciso, con la fine dell’intervento entro il 2027, per quanto siano tempi davvero molto ridotti”. Una messa in sicurezza che parte dall’impiantistica: un nuovo sistema di captazione del percolato, la parte più inquinante di una discarica, il recupero e il riutilizzo del biogas e la costruzione di una seconda cinta intorno al sito che permetterà di garantire il contenimento dei materiali per anni. “La messa in sicurezza è già una bonifica e questa fase è molto importante perché così com’è la discarica continua ad inquinare il territorio", dice il sindaco Gualtieri. "Una volta fatto questo, il passo successivo sarà il ripristino ambientale con l’idea di far sorgere un parco, anche se è presto per parlarne. Ricordo che Central Park a New York nasce proprio su una discarica”.

Una procedura possibile grazie ai fondi stanziati dal Governo: “Dopo 40 anni diamo sicurezza anche ai cittadini di Roma - sottolinea la vice ministra Gava -, il recupero e il riutilizzo del biogas rientra nell’ottica dell’economia circolare che stiamo portando avanti”.

Ma come verranno recuperati questi soldi pubblici? “C’è la rivalsa verso la società Giovi per i 250 milioni - risponde il generale Vadalà -, puntiamo certamente sull’economia che ci garantirà il biogas, e come ultima ratio c’è la confisca dei terreni. Non dimentichiamo - conclude il Generale - che ci sono due procedimenti giudiziari della Procura di Roma  in corso, di cui attendiamo gli esiti.

Fuori dall’impianto di Malagrotta una piccola delegazione di cittadini di Casal Selce in presidio di protesta: “Contenti del progetto di bonifica, ma a meno di un chilometro da qui vogliono costruire un biodigestore, quindi sarà tutto inutile”, spiega Donatella del comitato di Casal Selce.

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