Diesel vietati ma lo smog aumenta, il blocco divide: "Con lavaggio strade Pm10 ridotto del 60%"

Il divieto serve? Il dibattito è aperto. Medici per l'Ambiente: "Provvedimento giusto. Disincentivare l'uso dell'auto"

I diesel vietati dividono l'opinione pubblica di Roma. Da martedì, per arginare l'emissione di polveri sottili, il Comune di Roma ha emesso tre ordinanze con le quali vietava l'uso delle auto diesel fino agli euro 6

I dati delle zone più inquinate di Roma

Dati alla mano le concentrazioni di Pm10 non calano, anzi aumentano. Secondo i dati di Arpa Lazio relativi alla giornata di ieri, su 13 centraline ben 11 sono risultate sopra il limite dei 50 microgrammi al metro cubo, 2 in più rispetto ai valori di mercoledi'. E le cifre raggiungono picchi sempre piu' preoccupanti. Maglia nera, come di consueto, a Tiburtina, che arriva addirittura a quota 82. Quindi Magna Grecia a 70, Cinecitta' e Bufalotta a 69 e Malagrotta a 67, che fa un vertiginoso balzo in avanti rispetto al 48 di ieri. Seguono Preneste (64), Fermi (62), Arenula (60), Corso Francia e Cipro (59) e Villa Ada (52). 

Insomma, nnonostante le misure del Campidoglio, in assenza di piogge, l'emergenza non sembra arrestarsi. 

Il lavaggio delle strade

Intanto, con Raggi che difende il blocco, il dibattito è aperto. L'Unione Petrolifera ieri, in una nota, ha messo in evidenza un male endemico della città di Roma, ovvero la mancata pulizia delle strade. Si legge: "Nell'ambito delle politiche finalizzate alla riduzione del particolato, è fondamentale anche il ruolo svolto dalle condizioni e dalla qualità di manutenzione dei manti stradali". La stessa Unione Petrolifera ricorda che "un esempio dell'efficacia di interventi specifici sulle strade si ha nella città di Stoccarda che, a fronte di un triplicarsi del numero di giorni di lavaggio delle strade, ha registrato una riduzione del 60% dei superamenti delle concentrazioni giornaliere del Pm10".

"Interventi anche modesti sulla pulizia e manutenzione delle strade cittadine darebbero quindi risultati di gran lunga superiori in termini di abbattimento delle emissioni di Pm10, come dimostrano le esperienze europee, rispetto agli effetti praticamente nulli derivanti dal blocco delle auto diesel euro 5 e euro 6", osserva l'Up ricordando che "nelle motorizzazioni euro 5 e 6, le emissioni di particolato derivano solo in piccola parte dalle emissioni allo scarico (sia primarie che secondarie), mentre in larga percentuale sono dovute al deterioramento per attrito di pneumatici, freni e del manto stradale (le cosiddette emissioni non-esauste), che tra l'altro tendono a crescere rapidamente con l'aumento del peso del veicolo".

I medici

Positivo invece il giudizioni di Roberto Romizi, presidente dell'Associazione medici per l'ambiente-Isde che, interpellato da Adnkronos Salute ha spiegato: "L'emergenza smog è un problema fondamentale che interessa molte realtà, compresa Roma. Per combatterlo vanno presi dei provvedimenti che sicuramente devono interessare il trasporto, la mobilità dei cittadini e il riscaldamento casalingo. La scelta a Roma di fermare le auto diesel Euro 6 fa parte di questi provvedimenti perché va disincentivato l'uso dell'auto privata e favorita invece la mobilità 'green'. Solo così si può combattere questo tipo di inquinamento". 

Un problema di tutto il Lazio

Legambiente Lazio allarga il problema all'intera regione. Secondo i dati che emergono ben 9 centraline su 13 hanno continuato a segnare sforamenti dei limiti: record negativo nella centralina su Via Tiburtina con 74 ug/m3 e 13 giorni su 15  oltre i limiti, picco romano registrato alla centralina Preneste con 140 ug/m3 il 1 gennaio. 

"La situazione per ambiente e salute è grave e i comuni si permettono di proporre provvedimenti tardivi o deboli - dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - o di non fare assolutamente nulla. Roma ha bloccato i diesel e va bene, ma con troppi giorni di ritardo rispetto all’inizio dell’emergenza e visto il perdurare della problematica è chiaramente ancora troppo poco, lo stop che ora è previsto in due fasce orarie di mattina e di sera, deve durare tutto il giorno e riguardare anche le altre vetture. Gravissima la situazione anche in tante altre città dove l’aria è inquinata da inizio anno, poche amministrazioni hanno messo in campo provvedimenti e, laddove ci sono stati sono a dir poco deboli per contrastare le emissioni di smog: bisogna abbattere le emissioni inquinanti con regole stringenti sul trasporto e sulle modalità di riscaldamento. Per il lungo periodo la cura del ferro, il potenziamento e l’ammodernamento dei mezzi pubblici collettivi, è l’unica vera ricetta che può garantire un futuro senza Mal’Aria".
 

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