Lunedì, 15 Luglio 2024
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Rapporto Goletta Verde 2024, il mare di Roma non gode di buona salute. Si salvano Ostia, Anzio e Cerveteri

Sono sei i punti critici in provincia di Roma, quindici in tutto il Lazio

l mare laziale non gode di buona salute. Questo il risultato del monitoraggio di Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente che ha reso noti i dati raccolti nella conferenza stampa tenutasi a Ostia oggi, mercoledì 10 luglio. Critica la situazione, in particolare, in sei punti della provincia di Roma, con valori di escherichia coli e enterococchi intestinali oltre i limiti.

Il mare laziale non gode di ottima salute

I dati del monitoraggio arrivano poco tempo dopo quelli rilasciati dall’Arpa Lazio, l’ente regionale che si occupa, tra le altre, del monitoraggio della qualità delle acque regionali. In quel caso, il mare di Roma era stato definitivo prevalentemente “eccellente”. La differenza con l’indagine di Goletta Verde è che i campioni vengono prelevati in punti diversi. I volontari, infatti, si sono recati in alcuni luoghi critici segnalati dai cittadini e, più in generale, in zone storicamente in sofferenza per la presenza di inquinanti, a ridosso di foci e canali che attraversano le spiagge e arrivano sul mare.

I campionamenti

Sono 24 i punti campionati lungo le coste laziali dai volontari e dalle volontarie di Legambiente tra il 24 giugno e il 6 luglio: 15 foci di fiumi o canali, 8 punti a mare ed un punto in un canale che immette in un fiume poco lontano dalla riva. Dieci di questi punti sono risultati fortemente inquinati (9 foci ed 1 punto a mare) e 5 inquinati (2 foci e 3 punti a mare).

Mare inquinato in provincia di Roma

Dalle indagini di Legambiente, sono risultati fortemente inquinati sei punti in provincia di Roma. Come era stata segnalato anche nell’ultimo report sulla balneazione di Arpa Lazio, Ardea continua a destare preoccupazioni. In particolare, sono stati rilevati valori oltre i limiti alla foce del rio Torto e alla foce del Fosso Grande a Marina di Ardea. Risultati simili a quelli dell’Arpa, con inquinanti rilevati in due lati del fosso della Caffarella.  

dati Goletta Verde 2024

Escherichia coli oltre i limiti anche alla foce del canale in via Aurelia al km 64 a Santa Marinella e del rio Vaccina a Ladispoli, che per due anni era risultato entro i limiti. Problemi anche alla foce del canale all’altezza di via Filadelfia (canale Crocetta) a Torvajanica. Inquinato il mare di fronte alla foce del canale Loricina presso via Matteotti a Nettuno mentre risulta inquinata la foce del fiume Arrone a Fregene. 

Valori entro i limiti, invece, nel mare di fronte alla foce del Fosso Zambra a marina di Cerveteri, alla foce del Canale dei pescatori ad Ostia, la spiaggia in corrispondenza della foce del Fosso  Cavallo Morto nel lungomare delle Sterlizie ad Anzio. 

Alla presentazione dei risultati del monitoraggio hanno preso parte Laura Brambilla, portavoce di Goletta Verde, Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio, Alessandro Mei, direttore Porto turistico di Roma, Silvestro Girgenti, capitano di vascello della Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino.

“Le foci dei fiumi si riconfermano punti critici, e campanelli d’allarme sugli scarichi illegali e l’efficienza dei depuratori nel nostro Paese – dichiara Laura Brambilla, portavoce di Goletta Verde - le istituzioni non possono continuare a far finta di niente, devono investire nell'efficientamento del sistema di depurazione per la salute dei cittadini e delle cittadine e per non intercorrere in nuove sanzioni dalla Comunità Europea. Non dobbiamo dimenticare che l’Italia ha già quattro procedure di infrazione per la mancata conformità alla Direttiva Acque Reflue, e quella del 2004 è già arrivata alla sanzione pecuniaria che ha già portato gli italiani a pagare in bolletta oltre 142 milioni di euro. Se non corriamo ai ripari questo numero aumenterà”.

“Troppe criticità lungo la costa del Lazio continuano ad essere confermate – commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio, con le nostre analisi non vogliamo sostituirci alle autorità competenti, tanto meno giudicare complessivamente la qualità di intere porzioni del litorale, ma porre l’attenzione su problemi evidenti che ne mettono a rischio la salute. Un’attenzione che chiediamo con forza anche agli amministratori, i gestori del servizio idrico, i consorzi di bonifica e gli operatori del mare. Scarsa o mancata depurazione e abusivismo fognario sono le cause delle problematiche che emergono, peraltro sempre negli stessi posti: per indagare e risolvere i problemi, con i nostri laboratori siamo a disposizione di tutti i comuni marini, ma anche di tutti quelli dell'entroterra dai quali, spesso, provengono i reflui inquinati. Il mare del Lazio ha un potenziale straordinario che va valorizzato al meglio, per farlo è imprescindibile l’impegno costante per la sua qualità, attraverso la quale generare green economy e bellezza in tutta la regione”.

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