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A Roma tre attività su dieci verso la chiusura: così la pandemia stritola negozi e imprese

È un quadro di “forte sofferenza” quello dipinto dall’indagine della Camera di Commercio di Roma: soffrono alberghi, ristoranti e commercio, meno settore manifatturiero e delle costruzioni

La pandemia da Covid-19 si è inevitabilmente abbattuta sul tessuto produttivo di Roma e provincia

Covid-19, per le imprese quadro di “forte sofferenza”

È un quadro di “forte sofferenza” quello dipinto dall’indagine della Camera di Commercio di Roma dalla quale emerge anche un impatto della crisi differenziato: più contenuto per il settore manifatturiero e delle costruzioni, molto forte per alberghi, ristoranti e commercio dove il calo del fatturato è più marcato e la ripresa ancora lontana dal manifestarsi. Se il 2020 è stato un anno durissimo, anche il 2021 si prospetta difficile: per questo  la quasi totalità del tessuto produttivo (l’84,9%) si aspetta una normalizzazione dell’attività economica solo nel 2022. 

Negozi e imprese: nel 2020 calo di fatturato di oltre il 30%

In base allo studio della Camera di Commercio di Roma per il 47,7% delle imprese intervistate la riduzione di fatturato nel 2020 ha superato il 30%. In totale per il 79,1% delle imprese il fatturato è diminuito (per il 31,4% delle imprese il fatturato è diminuito fino al 30%) a fronte di un 20,9% che ha visto invece il fatturato stabile o in aumento. Dopo un anno così difficile il 29,3% delle aziende dichiara di essere in una situazione di vulnerabilità e di aver proseguito l’attività solo grazie alle misure di sostegno messe in campo, mentre un altro 31,4% pensa che ci siano concreti rischi di chiusura dell’azienda nel 2021.

La svolta digitale delle attività produttive

Ma come si stanno preparando le attività produttive per il ritorno alla normalità? Quasi due imprese su tre pensano che non siano necessari cambiamenti aziendali e che il ritorno alla normalità dipenderà solo dalla fine dell’emergenza sanitaria. Sperano dunque nella diminuzione dei contagi e nell’efficacia del piano vaccinale. Una parte importante di imprese ha deciso invece di potenziare i canali di vendita digitali, la formazione del personale e la personalizzazione dei prodotti.

Ripresa sperata per il 2022: ma attenzione ai “pericoli” 

Sguardo al futuro sì, ma senza sottovalutare i “pericoli per la ripresa”. Per il 33,5% delle imprese l’epidemia ha causato un abbassamento delle aspettative per il futuro, il 31,8% delle imprese pensa che ci saranno molte chiusure e un aumento dei disoccupati significativo, per quasi il 30% delle imprese un altro motivo che potrebbe compromettere la ripresa è lo slittamento degli investimenti e anche, per il 23% delle imprese, l’aumento della propensione al risparmio delle famiglie legato all’incertezza per il futuro.

La Camera di Commercio: “Roma deve ripartire, tra vaccini e ristori timido ottimismo”

“I risultati di questa nuova indagine delineano un quadro di forte sofferenza per il nostro tessuto produttivo, ma anche un impatto della crisi differenziato. La pandemia, senza dubbio, ha poi accelerato il processo di digitalizzazione delle imprese e lo dichiara quasi una su quattro (22,6%) ma le piccole, che rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo, hanno spesso un livello delle competenze che è un punto debole. Per questo - ha commentato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma – è necessario un grande sforzo, da parte di tutti gli attori preposti allo sviluppo, per accompagnare le Piccole e Medie Imprese nella trasformazione digitale perché è ormai una scelta obbligata: solo se l’impresa è innovativa, sopravvive. In generale, l’Osservatorio della Camera di Commercio attivato a marzo 2020 in concomitanza con l’avvio del primo lockdown ci ha restituito l’immagine di un sistema imprenditoriale locale che non si arrende, seppur tra molte difficoltà. Dopo un anno la situazione resta complessa, ma la campagna vaccinale in costante potenziamento, il nuovo decreto ristori e i fondi del Recovery Plan inducono a un minimo di ottimismo per i mesi a venire. Roma, la Capitale d’Italia, può e deve ripartire. Il tempo delle rendite è finito, serve una nuova visione di sviluppo e auspico – conclude Tagliavanti - che venga realizzato un grande progetto capace di legare insieme le filiere della produzione, del sapere, dell’innovazione e della conoscenza, facendo leva sul grande patrimonio della nostra città. Noi, come Camera di Commercio, siamo pronti a dare il nostro contributo”. 
 

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