Giovedì, 29 Luglio 2021
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Il Coronavirus non ferma lo spaccio, chi assiste i tossicodipendenti: "Il coprifuoco? Sembra non ci sia mai stato"

Medici, operatori e volontari di Villa Maraini, il centro che fornisce servizi di sostegno e cura ai tossicodipendenti, è in prima linea

"Sembra che il coprifuoco da coronavirus non ci sia mai stato". Chi è in strada tutti i giorni per dare assistenza ai tossicodipendenti abituali, parla chiaro. I numeri, di queste prime due settimane di quarantena, sono contenuti, gli stessi dei giorni precedenti. 

Questo perché lo spaccio a Roma, anche ai tempi del coronavirus, a Roma non si ferma. Ma se per i boss delle piazze di spaccio di Tor Bella Monaca e San Basilio i problemi sono solo economici, per gli assuntori abituali di sostanze stupefacenti la questione di sposta sul piano sociale.

"Rimanendo a casa, forzatamente, per il coronavirus non si guarisce. Chi è tossicodipendente è 'malato' e come tale, va curato e trattato da paziente", sottolinea Massimo Barra, medico esperto in tossicodipendenze a RomaToday.

Medici, operatori e volontari di Villa Maraini, da circa tre anni Agenzia nazionale della Croce Rossa Italiana attiva per contrastare questo problema, in questi giorni sta dando assista a 300 tossicodipendenti al giorno, fornendo loro monodosi di metadone.

Numeri che, al momento, non preoccupano perché identici a quelli di mesi a dietro. Un dato sintomatico che testimonia come sia ancora semplice trovare la droga a Roma. "La guardia, tuttavia, non va abbassata - sottolinea il dottor Barra - Nei prossimi giorni è possibile immaginare un aumentando i casi di uomini e donne che escono dai loro appartamenti, per comprare una dose, nonostante i freni delle loro rispettive famiglie. Insomma ci aspettiamo una naturale impennata del fenomeno". 

E così, i casi di violenza domestica, rischiano di aumentare. L'ultimo è avvenuto sul litorale dove un 37enne, tossicodipendente, ha aggredito il padre che voleva impedirgli di uscire, visto il rischio di contagio del Covid-19. Sul posto sono così arrivati i carabinieri della locale stazione che hanno dovuto mettere le manette ai polsi dell'uomo, arrestandolo per maltrattamenti in famiglia. 

E' solo uno dei tanti episodi che, secondo gli esperti, potrebbero verificarsi con il passare di queste lunghe giornate di quarantena forzata.

"Noi siamo per dare all'assuntore di sostanze stupefacenti una dose singola di metadone così che possa consumarla davanti a noi ed in completa assistenza sanitaria, ma in questi tempi la situazione potrebbe diventare più complicata", dicono da Villa Maraini. Già perché il rischio di contagio c'è anche per i medici e per i volontari del centro, sempre in prima linea. 

Villa Maraini, oltre la presidio fisso a Tor Bella Monaca (presente sabato e la domenica) ed al servizio in centro, ha anche un'ambulanza mobile che gire per Roma, dalla stazione Termini alle periferie

"Stiamo valutando anche l'ipotesi di consegnare il farmaco a domicilio, ma serve l'ok della Asl. Non è così semplice anche perché l'abuso di metadone può portare alla morte. Al momento tra medici e volontari siamo circa 20 che svolgiamo questo servizio - spiegano al nostro quotidiano - tutti hanno mascherine e guanti. Così come le portano anche i tossicodipendenti che si rivolgono a noi, sono obbligati".

E per i limiti imposti dal Decreto, come fanno ad uscire? "Chi si rivolge a noi è giustificato. Sull'autocertificazione può scrivere la motivazione, noi distribuiamo un farmaco", assicurano da Villa Maraini. 

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