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Coronavirus, Legambiente alla Raggi: “Per il post Covid 19, Roma green in cinque mosse”

Sicurezza sanitaria, mobilità sostenibile e riduzione dell’inquinamento. Legambiente Lazio stila l’elenco dei comportamenti su cui investire per una svolta green che sia “veramente coraggiosa”

La fase 2 non è ancora ufficialmente iniziata. Per il ritorno alla normalità ci vorrà del tempo. Quanto, adesso, è impossibile stabilirlo. Il percorso rischia di non essere rapido ed i romani dovranno continuare ad essere resilienti. Ad adattarsi alle situazioni che via via, con il modificarsi delle restrizioni, andranno a determinarsi. Ed anche gli amministratori dovranno mostrare la stessa attitudine.

Il post Covid-19

Chi governa la Capitale è fin d’ora chiamato ad essere lungimirante. Ad immaginare e preparare il terreno ad una fase che, sinteticamente, si potrebbe definire “post Covid-19”. Ma che degli effetti del nuovo Coronavirus continuerà, ancora per un tempo indefinibile, a risentirne. Per Legambiente tutto questo si traduce in un’incredibile opportunità. 

La svolta green

“A Roma e nelle città del Lazio, servono risposte e soluzioni eccezionali perché per ripartire – ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente regionale di Legambiente – c’è bisogno di una svolta green coraggiosa, e in grado di garantire sicurezza sanitaria, mobilità sostenibile e riduzione dell’inquinamento”. 

Cosa fare

“Sarà fondamentale avere idee chiare e progetti semplici quando le città ripartiranno, perché il dopo non sia più come il prima. A Roma in particolare  – ha sottolineato Scacchi – c’è bisogno di mezzi pubblici efficaci e sicuri, più ciclabili e sharing mobility, la messa in rete dei parchi per spostamenti non solo ludici ma casa-scuola-lavoro, maggiori possibilità di lavoro agile”.  E' necessario anche “potenziare le ZTL e le strisce blu” e serve dotarsi di  “un piano sostenibile per la distribuzione delle merci”. Sono tante le cose da fare ma in sostanza sono cinque le misure che andrebbero a contribuire a questa profonda trasformazione. E Legambiente, in una lettera  indirizzata alla Sindaca, le ha provate a riassumere.

Mezzi pubblici più sicuri

Serve innanzitutto garantire la sicurezza negli spostamenti sui mezzi pubblici. Per evitare che le persone impaurite ricorrano in maniera sempre più massiva alla vettura privata, “Sarà fondamentale un continuo e attento monitoraggio, sia dei mezzi che delle stazioni, dove si dovranno introdurre controlli e tornelli per contingentare gli ingressi oltre a garantire una quotidiana sanificazione”. In Spagna, ha ricordato Legambiente, il governo ha garantito la distribuzione di 10 milioni di mascherine nelle stazioni principali. Una misura analoga è auspicabile anche nel nostro Paese e, quindi, nella sua Capitale.

Investire sulle ciclabili

Per evitare di lasciar soffocare Roma nel traffico generato dal trasporto privato, Legambiente suggerisce di puntare in maniera decisa anche verso la ciclabilità. Alcuni municipi, più virtuosi, avevano già cominicato a farlo. Legambiente però consiglia di fare un passo ulteriore. Propone alla Sindaca di “realizzare percorsi ciclabili temporanei, con segnaletica orizzontale e verticale, lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate”. A chi si sposta in bici andrebbe quindi riservato un apposito spazio con l’obiettivo, “nei mesi successivi”, di trasformare questi percorsi “in vere ciclabili”. Anche perché, la bicicletta,  “è il mezzo che permette il migliore distanziamento”.

Mobilità condivisa e rottamazione

Per ridurre i livelli di inquinamento che hanno avvelenato l’aria della Capitale, Legambiente suggerisce, nella lettera alla sindaca, anche di rafforzare la sharing mobility. In questo senso il Campidoglio dovrebbe “stringere accordi con le imprese per avere più mezzi e in più quartieri”. E questo dovrebbe riguardare sia le auto che le bici, gli scooter ed i mezzi della micromobilità elettrica, come i monopattini. La Sindaca, e come lei anche i primi cittadini degli altri comuni, “deve farsi sentire per aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile”. Legambiente ricorda che “nel decreto Clima approvato nel dicembre scorso” sono previsti dei fondi. “Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3 o più inquinante) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore”.

Incentivare lo smart working

Ridurre l’inquinamento implica anche, come ricordato da Roberto Scacchi, realizzare un piano sostenibile “per la distribuzione delle merci che sia legato ad una rete di vetture ecologiche e realizzato in orari di basso impatto per la cittadinanza”. Però significa anche disincentivare gli spostamenti, puntando con decisione sullo smart working. Ai Sindaci Legambiente chiede infatti di “spingere sul lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e aiutare tutte le attività che scelgono di andare in questa direzione”. Magari facendo appello ancora una volta al Governo per individuare le risorse necessarie, con cui introdurre degli “incentivi fiscali”. 

Preparare la svolta green

Non si tratta di misure che si possono attuare nel volgere di poche settimane. Ma sicuramente è utile iniziare ad impostarle per favorire l’approdo ad un “post Covid 19” che consenta ai romani di vivere, in sicurezza, in una città anche meno inquinata. In questo senso, paradossalmente, il nuovo Coronavirus potrebbe diventare un potente volano per lo sviluppo, in chiave sostenibile, della mobilità cittadina. Un passo importante in direzione di quella svolta green tanto evocata quanto, finora, disattesa.
 

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