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Camion Ama, immagine d'archivio (Ansa)

Camion Ama, immagine d'archivio (Ansa)

Coronavirus, è guerra sindacati-Ama. L'appello al Prefetto: "Senza tutele per i lavoratori sarà sciopero"

In una lettera la minaccia di serrata già dalla prossima settimana. Tra le richieste sanificazione di ambienti e mezzi e le misure di protezione per tutti i lavoratori

Se la sindaca Raggi non ha dato risposte, l'ultimo appello è ora diretto al Prefetto. Dopodiché, in extremis, sarà sciopero. Cresce così la rabbia tra i sindacati conferedali per le mancate tutele ai lavoratori di Ama, l'azienda dei rifiuti capitolina, per fronteggiare il coronavirus. Già dalla prossima settimana Cgil, Cisl e Fiadel potrebbero mettere in atto la serrata. Le parti sociali hanno abbandonato il tavolo, il Comitato sull'applicazione e la verifica delle misure di contenimento del coronavirus, per la "totale assenza di risposte da parte aziendale" e per "i ritardi accumulati nell'assumere adeguate misure anti contagio". 

È scritto nero su bianco in una lettera, che RomaToday ha potuto visionare, inviata al prefetto Gerarda Pantalone e alla commissione di garanzia sugli scioperi. Si chiede una convocazione immediata, e l'avvio di una serie di azione che diano seguito alle richieste messe sul piatto: da un "piano di razionamento dei Dpi (dispositivi quali mascherine e guanti, ndr) e di acquisti futuri per dotazione di detergenti e igienizzanti", al "calendario degli interventi di sanificazione", all'estensione di quest'ultima "a tutti i settori aziendali e a tutto il parco mezzi". La lista è lunga e riguarda le tutele essenziali per i dipendenti.

D'altronde sono giorni che dai sindacati l'allerta è stata lanciata. Dopo i casi di contagio emersi in azienda - tre quelli accertati tra i depositi di Ponte Malnome e Rocca Cencia - e le assenze riscontrate tra i lavoratori, con annesso rallentamento del servizio, le sigle sindacali hanno puntellato le autorità ma senza ottenere riscontri. Le misure di sicurezza adottate non sarebbero sufficienti. 

"Ama ha iniziato a fare le cose che servivano due settimane fa. Meglio tardi che mai" commenta il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale di Cola. "Restano tutti i problemi: sul frazionamento degli accessi, non controllato e quindi causa di assembramenti; sulla mancata consegna dei kit personali per igienizzare i mezzi e le postazioni di lavoro, con una gestione casalinga dei singoli responsabili che acquistano i prodotti scontrinando a 9,90 euro; sul razionamento dei Dpi. Vanno riaperte le docce, contingentandone l’utilizzo, perché lavoratori che non hanno ancora ricevuto nemmeno l’intera dotazione di vestiario e che usano la stessa divisa per settimane a causa del pessimo funzionamento del servizio lavaggio, non possono essere esposti pure al rischio biologico. L'Ama ha deciso questa misura spot senza nemmeno aver fornito uno straccio di valutazione medico-scientifica. Un'azienda da 7.500 dipendenti non può essere gestita in modo così artigianale". Oggi alle 17 un'altra riunione di coordinamento per fare il punto. 

Proteste in queste ore anche dal circolo Pd Ama. "Siamo costretti a denunciare ancora una volta la totale inadeguatezza dell'amministrazione Raggi e dei vertici Ama nella gestione dei rifiuti urbani, soprattutto in queste settimane di emergenza da Covid-19" dichiarano Daniele Parrucci, responsabile delle Politiche del Lavoro del Pd Roma, e Flavio Vocaturo, segretario del circolo. "Siamo ad uno snodo cruciale, dove c'è una maggioranza capitolina che continua a fuggire dalle proprie responsabilità, non approvando ben 3 bilanci societari che hanno portato Ama ad un passo dal fallimento. Purtroppo ad aggravare uno scenario del genere, ci si è messa anche l'azienda comunale, responsabile di gravi ritardi nell'assumere misure anti contagio per garantire la tutela della salute dei lavoratori".

La replica: "Attuate tutte le misure"

Ama da parte sua si difende. "Tutte le misure di protezione a tutela della salute dei lavoratori sono state attivate per tempo" si legge in una nota di replica. "Già dal 31 gennaio con la Delibera del Consiglio dei Ministri, infatti, è stato predisposto un pacchetto di disposizioni poi puntualmente adeguate e aggiornate alla luce di quanto stabilito dai vari DPCM che si sono via via susseguiti per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19. Queste azioni, ben 20 tra Procedure, Istruzioni, Ordini e Comunicazioni di servizio, hanno anticipato anche i protocolli di intesa successivamente siglati tra Governo e Parti Sociali e tra Utilitalia e Organizzazioni Sindacali. L'azienda è disponibile in qualsiasi momento ad un incontro con il Prefetto di Roma per illustrargli tutte le misure poste in essere".

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