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Ogni scusa è buona per non stare a casa ai tempi del Coronavirus: il meglio del peggio dei romani

Tra le scuse: "Vado dalla zia anziana e malata". Anche fughe da ultimi romantici: "Esco per amore"

Immagine di archivio

Dalla partita di carta al barbecue, dalla zia malata alle pene d'amore. Ogni scusa è buona per uscire di casa ai tempi del Coronavirus. Nonostante le restrizioni previste dal decreto “Io resto a casa” emanato lo scorso 9 marzo dal premier Giuseppe Conte per contrastare il contagio del Covid 19, a Roma si continua ad uscire. E sulle autocertificazioni spuntano le scuse più improbabili.

Sull’autocertificazione avevano scritto che erano usciti di casa per andare a fare la spesa ma in realtà stavano spacciando. A pensare di farla franca due uomini rintracciati e “controllati” dai carabinieri a Boccea. Nei giorni scorsi, un giovane ragazzo poco più che ventenne, fermato dagli agenti per i controlli voluti dal governo, aveva scritto come motivazione per giustificare l’uscita “Cena a casa di amici”.

Dalla più classica delle scuse “Vado a comprare le sigarette” fornita da un uomo in viaggio di notte da Formello a Roma, a scuse più verosimili come quella di due donne di Monterotondo che, fermate sulla via Aurelia, hanno dichiarato “Andiamo da zia, anziana e malata”. Un tentativo fallito di arginare i controlli perché la zia è poi risultata appena quarantenne e in perfette condizioni di salute. In questo periodo di restrizioni, anche fughe d’amore. Un giovane di Acilia ha usato come motivazione sull’autocertificazione proprio la parola “amore”: poche ore prima era stato lasciato dalla fidanzata e tentava di raggiungerla.

Tanti i tentativi di eludere i controlli e di utilizzare scuse per uscire di casa. Lo sanno bene alcuni cittadini che nei giorni scorsi in viale America hanno dichiarato di spostarsi per andare a lavoro e invece sono stati sorpresi a giocare a carte dai carabinieri.

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