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Coronavirus, D'Amato avalla la proroga dello stato d'emergenza: "Casi importazione e movida sono un rischio"

L'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato: "Auspico una riflessione attenta sul tema. Questo è il mese in cui bisogna abbassare il più possibile la curva per esser pronti a settembre"

La proroga dello stato di emergenza per il coronavirus ancora non è stata formalizzata. Di fatto, però, il Governo è orientato verso la proroga al 31 ottobre, previo passaggio parlamentare. Il ministro della Salute Roberto Speranza lo ha confermato a Radio 24: "Il governo assumerà la decisione di prorogare lo stato di emergenza (che scade il 31 luglio) fino al 31 ottobre soltanto dopo un ulteriore passaggio in Parlamento per un confronto. L'orientamento del Governo è che non stiamo fuori da questa vicenda stiamo molto meglio rispetto a marzo, ma ancora c'è bisogno di rispettare tutta una serie di norme e di regole".

Una linea di pensiero sposata anche dall'assessore alla sanità nel Lazio Alessio D'Amato che, in una nota, ha sottolineato: "Con l'attuale andamento epidemico fortemente caratterizzato da focolai relativi ai cosiddetti casi di importazione e da un abbassamento dell'età dei contagi dovuto anche alla movida, decidere di non prorogare lo Stato di emergenza equivale allo sciogliete le righe. Auspico una riflessione attenta sul tema. Questo è il mese in cui bisogna abbassare il più possibile la curva per esser pronti a settembre. Ogni incertezza potrebbe avere conseguenze gravi. Nell’ultimo mese nel Lazio abbiamo avuto casi provenienti da 25 Paesi".

Insomma, il punto di vista di D'Amato è chiaro e lo si era capito anche dopo la task force con le Asl e gli ospedali di Roma e del Lazio del 23 luglio in un cui precisava: "Il calo di attenzione può generare una ripresa dei casi giornalieri. I fattori di rischio che vanno sorvegliati rimangono i casi di importazione e la movida".

L'assessore, giorni fa, aveva anche dichiarato esplicitamente di rendere obbligatoria la mascherina nel Lazio in alcuni luoghi della movida, salvo poi essere stoppatto dal prediente della Regione Nicola Zingaretti.

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