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Coronavirus, Roma città torna sopra i 600 casi. 1339 i nuovi casi di Covid19 nel Lazio

L'assessore D'Amato: "Evitate assembramenti altrimenti terza ondata sarà inevitabile"

Oltre 600 casi di Coronavirus a Roma città (655 rispetto ai 573 di 24 ore prima), 295 nei Comuni della provincia romana e 389 nei capoluoghi di provincia. Sono 1339 i nuovi casi di Covid19 nella regione Lazio alla data di domenica 13 dicembre con la Capitale che torna dunque sopra la soglia dei 600 casi. 

"Su quasi 15mila tamponi nel Lazio (-1271) si registrno 1339 casi positivi (+145), 27 i decessi (-14) e + 2021 i guariti. - il commento dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato -. Diminuiscono i ricoveri e i decessi ed aumentano le terapie intensive. Roma città torna sopra i 600 casi. Faccio un appello: per favore  evitate assembramenti altrimenti terza ondata sarà inevitabile". 

Coronavirus: il bollettino del 13 dicembre 2020

Nel complesso, alla giornata del 13 dicembre, sono 86609 gli attuali casi positivi Coronavirus nella regione Lazio. Di cui 83331 sono in isolamento domiciliare, 2937 sono ricoverati non in terapia intensiva, 341 sono ricoverati in terapia intensiva. 2938 sono i pazienti deceduti e 50129 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 139676 casi. 

Coronavirus 13.12.2020-2

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Coronavirus a Roma 13 dicembre 2020

Nella Capitale, nella Asl Roma 1 sono 204 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Dieci casi sono ricoveri. Si registrano quattro decessi di 78, 85, 89 e 92 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 345 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centocinquantatre sono i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano tre decessi di 69, 69 e 77 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 106 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Due sono ricoveri. Si registrano due decessi di 90 e 93 anni con patologie. 

Covid19 nei Comuni della provincia di Roma 

Nella Asl Roma 4 sono 25 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 5 sono 100 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nella Asl Roma 6 sono 170 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 90 e 100 anni con patologie. 

SarsCov2 nelle province laziali 

Nelle province si registrano 389 casi e sono sedici i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 169 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 55, 78 e 84 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 133 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano quattro decessi di 71, 87, 92 e 93 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano 54 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 82, 84 e 86 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 33 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano sei decessi di 79, 81, 84, 88, 90 e 98 anni con patologie. 

Il bollettino dello Spallanzani del 13 dicembre 2020

All’Istituto Spallanzani di Roma sono ricoverati “213 pazienti positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2. 40 pazienti necessitano di terapia intensiva”. Lo comunica, nel bollettino medico diffuso in giornata l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani aggiungendo che “i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 1493”. 

 Le risorse del MES 

“Se nel pieno di una pandemia storica che ha stravolto le vite e l’economia alla sanità vengono destinate le briciole significa che non abbiamo imparato la lezione-  afferma l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato -. Veniamo da un oltre un decennio di sotto-finanziamento del nostro sistema sanitario che ha perso 35 miliardi e  che viaggia a meno di due punti di PIL rispetto a Francia e Germania. Occorrono dei segnali forti  come può essere l’utilizzo del MES ed investire nella più grande infrastruttura pubblica del nostro Paese. Basti pensare che la sola messa in sicurezza antisismica e antincendio del patrimonio sanitario richiede investimenti dell’ordine di 100 miliardi”.

L'allarme dei virologi 

Non solo Sars-CoV-2. Ci sono anche altri coronavirus che in futuro, se non terremo la guardia alta e non correggeremo il tiro del nostro impatto sull'ambiente, potranno rappresentare una minaccia pandemica come l'agente responsabile dello tsunami Covid-19. E' l'allarme che arriva dal quarto Congresso nazionale della Società italiana di virologia (Siv-Isv), organizzato da Guido Antonelli, Arnaldo Caruso e Massimo Clementi. All'evento, che si è svolto online, hanno partecipato centinaia fra i principali ricercatori del settore, italiani e stranieri. Canio Buonavogli, dell'università di Bari, delinea "un quadro molto preoccupante sui coronavirus animali ancora potenzialmente pericolosi per l'uomo" e su come "questi virus hanno potuto, con minime mutazioni del loro codice genetico, operare salti di specie tra animali arrivando anche a infettare animali domestici come cani e gatti. In futuro, teoricamente, potrebbe divenirne bersaglio anche l'uomo". 

Uomo che Arnaldo Caruso dell'università di Brescia, presidente della Siv-Isv, indica come "il vero nemico dell'umanità. L'uomo che ormai domina incontrastato l'ecosistema, lo stravolge con disboscamenti, allevamenti e coltivazioni intensive, lo contamina pesantemente favorendo cambiamenti climatici", ha creato "terreno fertile per l'emergenza di infezioni zoonotiche che hanno favorito il salto di specie di virus animali nell'uomo". "Bisogna porre rimedio all'attività distruttiva dell'uomo se vogliamo anche cambiare il suo destino, impedendo ai virus zoonotici nuovi salti di specie e inevitabili pandemie", ammoniscono gli esperti ed evidenzia Giorgio Palù, past president della Siv-Isv. "Dal salto di specie alla pandemia i tempi per la diffusione mondiale del Sars-CoV-2 sono stati rapidissimi, grazie ai trasporti internazionali sempre più capillari", osserva Giuseppe Ippolito dell'Istituto Spallanzani di Roma.

Articolo aggiornato alle ore 16:15 del 13 dicembre 

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