Coronavirus, a Roma città 74 nuovi contagi. 139 i casi di Covid19 nella regione Lazio

Di questi 43 riguardano i Comuni della provincia della Capitale. D'Amato: "Al via all’aeroporto di Fiumicino la sperimentazione su due voli Roma-Milano Covid Free"

Meno 21 casi a Roma città rispetto a lunedì. Sono 74 i nuovi contagi da Coronavirus nella Capitale, 43 quelli dei Comuni della provincia (come nelle 24 ore precedenti) ed altri 22 nelle città capoluogo della regione Lazio. Sono 139 i nuovi casi da SarsCov2 registrato nel territorio regionale alla giornata di martedì 15 settembre. Lo rende noto Salute Lazio nel quotidiano bollettino delle Asl territoriali.

Coronavirus a Roma il 15 settembre 2020

Nello specifico a Roma città: nella Asl Roma 1 sono 20 i casi nelle ultime 24h e di questi cinque sono casi di rientro, due con link dalla Sardegna, due con link alla comunità del Perù e uno dalla Grecia. Tre sono casi con link familiare o contatto di un caso già noto e isolato. Nella Asl Roma 2 sono 47 i casi nelle ultime 24h e tra questi diciassette casi di rientro, uno con link dalla Sardegna, uno dal Bangladesh, uno dalla Spagna, undici con link alla comunità del Perù, uno dalla Bolivia, uno dall’Argentina e uno dalla Calabria. Sei i casi individuati dal medico di medicina generale. Cinque sono i contatti di casi già noti e isolati e quattro i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl Roma 3 sono 7 i casi nelle ultime 24h e si tratta di sei casi con link dalla Sardegna. 

Covid19 nei Comuni della provincia romana 

Per quanto riguarda i Comuni della provincia romana: nella Asl Roma 4 sono 3 i casi nelle ultime 24h e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 5 sono 26 i casi nelle ultime 24h e si tratta di otto casi di rientro, uno dal Trentino e sette con link alla comunità del Perù. Tre i casi individuati in fase di pre-ospedalizzazione e sette i contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl Roma 6 sono 14 i casi nelle ultime 24h e si tratta di due casi con link dalla Sardegna. Uno individuato su segnalazione del medico di medicina generale. Due individuati in fase di pre-ospedalizzazione e sette sono i contatti di casi già noti e isolati. 

Coronavirus nel Lazio 

Nelle province si registrano 22 casi e zero decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono undici i casi e di questi sei sono casi di rientro tre da Singapore, due dalla Lombardia e uno con link dalla Sardegna. Tre sono contatti di casi già noti e isolati e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl di Frosinone sono due i casi e si tratta di contatti di casi già noti e isolati. Nella Asl di Rieti si registrano sei casi e si tratta di tre casi con link ad un cluster di una festa privata e tre sono contatti di casi già noti e isolat. Nella Asl di Viterbo si registrano tre casi e si tratta di contatti di casi già noti e isolati.  

Il commento dell'Assessore D'Amato 

“Oggi nel Lazio si registrano 139 casi di questi 74 sono a Roma e due decessi - il commento dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato - . Da domani presso l’aeroporto di Fiumicino inizia la sperimentazione su due voli Roma-Milano ‘COVID Free’, iniziativa in comune tra AdR, Alitalia e la Regione Lazio. La collaborazione con AdR ha consentito di aumentare la sicurezza in aeroporto per i passeggeri. Oggi ne parla anche la CNN in merito al premio anti-covid". 

Il bollettino dello Spallanzani del 15 settembre

All’Istituto Spallanzani di Roma sono ricoverati “92 pazienti positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2. 9 pazienti necessitano di terapia intensiva”. Lo comunica, nel bollettino medico diffuso in mattinata, l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani aggiungendo che “i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 673”. 

Test rapidi al personale della Protezione Civile 

Nei prossimi giorni la Asl Roma 3 effettuerà una campagna di test rapidi antigenici Covid-19 rivolta a tutto il personale della Protezione Civile di Roma Capitale. Nell’ambito della collaborazione tra le varie strutture interessate al contrasto dell’epidemia da virus Covid-19, continua il mutuo supporto tra la Asl Roma 3 ed il Dipartimento Sicurezza e Protezione Civile di Roma Capitale.

In particolare, dopo il fondamentale sostegno delle attività di assistenza alla popolazione durante il lockdown, attualmente sia la Protezione Civile sia la Asl Roma 3 continuano ad essere in prima linea per assicurare una rapida effettuazione dei test Covid-19 e nel contempo assistere, nel rispetto delle vigenti disposizioni sulla sicurezza, la cittadinanza in attesa dell’effettuazione degli stessi.

Aeroporto Fiumicino "Covid19 5-Star Airport Rating"

Come informa Salute Lazio, "l'aeroporto di Roma Fiumicino è diventato il primo aeroporto al mondo a ottenere "il COVID-19 5-Star Airport Rating" da Skytrax, un ente di rating del settore aeroportuale internazionale. Sebbene Skytrax sia meglio conosciuta per le sue classifiche annuali dei migliori aeroporti del mondo, la crisi globale del Covid-19 ha spinto l'organizzazione a proporre una designazione per l'igiene aeroportuale.

"Secondo un comunicato di Skytrax, l'organizzazione ha basato la sua valutazione su una combinazione di controlli procedurali dell'efficienza, analisi dell'osservazione visiva e test. Ma non sono solo i test rapidi e organizzati che Skytrax ha notato nella sua recensione di FCO. L'aeroporto - conclude il post di Salute Lazio - ha ottenuto punti per la segnaletica di facile lettura in più lingue, l'applicazione rigorosa di indossare la maschera, il personale di pulizia visibilmente presente ed efficienza grazie al consolidamento di tutti i voli in entrata e in uscita in un unico terminal per un più facile monitoraggio".

Tar respinge sospensiva obbligo vaccinazione e istanza cautelare laboratori privati 

Nel corso della giornata l'assessorato alla Sanità di via della Pisana ha quindi reso noto che il del Tar del Lazio ha respinto ha respinto la richiesta di annullamento presentata dal Codacons, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 17 aprile 2020 n°30 che rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, e l'istanza cautelare presentata da numerosi laboratori privati che chiedevano la sospensione del decreto del Commissario ad acta n°71 avente ad oggetto il Nomenclatore tariffario e l’estensione dell’erogabilità delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale senza ulteriori oneri a carico del bilancio regionale.

Obbligo vaccinazione antinfluenzale 

Nel primo caso l’ordinanza regionale richiama le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la prevalenza della tutela della salute pubblica. “In attesa della discussione del merito questo pronunciamento del Tar è molto importante poiché non interrompe la macchina organizzativa della vaccinazione antinfluenzale che quest’anno ha un obiettivo ambizioso di coprire una fascia di cittadini molto ampia e anche tutti gli operatori sanitari con un vaccino gratuito e sicuro. Vaccinarsi quest’anno ha una particolare importanza data la pandemia in corso e una efficace copertura antinfluenzale consente di verificare prima i sintomi del COVID ed evitare inutili assembramenti presso i pronto soccorso” ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Programmazione sanitaria regionale 

Nel secondo caso il Tribunale Amministrativo del Lazio ha riguarduato l'istanza cautelare presentata da numerosi laboratori privati. “In giudizio sono intervenute ad adiuvandum dell’Amministrazione regionale numerose associazioni dei pazienti e dei malati che voglio ringraziare. Questo pronunciamento, seppur in attesa di una discussione di merito, è importante per dare un quadro di certezze nella programmazione sanitaria regionale” ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Il virus non è mai scomparso

Mentre i casi di positivi a Covid-19 aumentano in Europa, si torna a parlare di una seconda ondata di Sars-Cov-2 in autunno. "Ma in realtà il virus non è mai scomparso, come invece prevedevano alcuni modelli: il coronavirus, anche in Italia, ha continuato a circolare a scartamento ridotto, rispetto ai mesi più caldi della crisi". A leggere così il quadro offerto anche dai numeri diffusi dalla Protezione Civile è Roberto Cauda, ordinario di Malattie infettive all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, che sottolinea all'Adnkronos Salute come "anche l'Organizzazione mondiale della sanità nei mesi scorsi aveva detto che non si può parlare di seconda ondata: il virus non è mai scomparso e poi riapparso. Anche se adesso in Italia circola di più rispetto a giugno e luglio". 

"Il dato odierno di 1.008 nuovi casi - aggiunge l'esperto - risente anche del calo nel numero dei tamponi. A dirci che il virus circola di più - evidenzia Cauda - è soprattutto la percentuale di positivi rispetto ai tamponi: a giugno eravamo allo 0,6%, mentre adesso siamo intorno all'1,5-1,7%. Una crescita limitata, ma da tener presente, che si sta accompagnando all'aumento dei ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive". L'invito alla popolazione e ai giovanissimi, prosegue Cauda: "è dunque quello di osservare le misure anti-Covid e di non abbassare la guardia". 

Quarantena a 10 giorni scelta difficile 

"Ridurre la quarantena in Italia da 14 a 10 giorni è una scelta difficile. Alcuni casi potrebbero sfuggire, e da infettivologo la mia idea è quella di essere il più cauti possibile". Spiega ancora l'ordinario di Malattie infettive all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, alla vigilia dell'incontro in cui gli esperti del Cts (Comitato tecnico scientifico) si troveranno a valutare questa ipotesi. 

"L'Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie), ha calcolato che riducendo la quarantena a 10 giorni, il 6% dei casi sfuggirebbe. Sappiamo anche - ricostruisce l'esperto - che nella maggior parte dei casi l'infezione si manifesta dopo 5-6 giorni, e poi fino a 12 giorni. Il limite di 14 giorni è stato scelto per massima sicurezza. Occorre inoltre tener conto degli invisibili, ovvero i positivi che già sfuggono all'individuazione. Dunque - conclude Cauda - la mia idea è che si debba porre la massima cautela in questa materia. E che, se si decide di ridurre la quarantena per favorire un maggior rispetto di questa misura, semmai occorre essere pronti a tornare indietro. Insomma, è una scelta difficile". 

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Articolo aggiornato alle ore 16:55 del 15 settembre 2020. 
 

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