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Coronavirus, Roma torna sotto i 600 casi. 1123 in totale nel Lazio. I dati del 26 dicembre

I guariti in totale sono circa 77mila e superano gli attuali casi positivi

Quasi 200 casi in meno (188) rispetto alle 24 ore precedenti. Tornano sotto quota 600 i nuovi casi di Coronavirus. Numeri che tengono conto anche di quasi 6mila tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Nel complesso a Roma città sono 570 i nuovi casi di Covid19 alla giornata del 26 dicembre. 364 i positivi nei Comuni della provincia romana, e 189 nel resto del Lazio. 

“Su oltre 10mila tamponi nel Lazio (- 5.922) - il commento dell’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato - si registrano 1123 casi positivi (- 568), 24 i decessi (- 7) e 879 i guariti. Diminuiscono i casi ed i decessi, mentre aumentano ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10%. I caso a Roma città tornano a quota 500. I guariti in totale sono circa 77mila e superano gli attuali casi positivi”.

Coronavirus: il bollettino del 26 dicembre 2020

Nella regione Lazio sono 76294 gli attuali casi positivi al Covid19 alla data del 26 dicembre. 2742 i ricoverati non in terapia intensiva. 297 i pazienti in terapia intensiva. Sono invece 3513 le persone decedute. 73255 i positivi in isolamento domiciliare. 76983 i guariti. Il totale dei casi esaminati alla data di oggi è di 156790 persone.

Coronavirus 26.12.2020-2
 

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Coronavirus a Roma. I dati del 26 dicembre 2020

Nella Asl Roma 1 sono 205 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Tre casi sono ricoveri. Si registra un decesso di 86 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 274 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centoquattordici sono i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano tre decessi di 73, 91 e 93 anni con patologie. Nella Asl Roma 3 sono 91 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Tre casi sono ricoveri. Si registrano due decessi di 60 e 75 anni con patologie.

Coronavirus in provincia di Roma

Nella Asl Roma 4 sono 41 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Nove i casi con link alla RSA Santa Cecilia a Civitavecchia dove è in corso l’indagine epidemiologica. Nella Asl Roma 5 sono 193 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 71 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 130 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano otto decessi di 70, 77, 78, 80, 81, 82, 89 e 93 anni con patologie.

I dati dai capoluoghi di provincia

Nelle province si registrano 189 casi e sono dieci i decessi nelle ultime 24h. nella Asl di Latina sono 45 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 60, 73 e 80 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 27 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano cinque decessi di 80, 82, 86, 88 e 94 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano 73 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 76 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 44 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 89 anni con patologie. 

Il bollettino dello Spallanzani del 26 dicembre 2020

Come informano dall’ospedale Spallanzani nel consueto bollettino quotidiano all’ospedale epidemiologico “sono ricoverati 173 pazienti positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2. 30 sono invece i pazienti in Terapia Intensiva”. A questa mattina, invece, i pazienti dimessi o trasferiti a domicilio o presso altre strutture, sono 1616”.  

Vaccino arrivato a Roma 

Venerdì sera è arrivato a Roma il furgone con le prime 9.750 dosi di vaccino contro il coronavirus. Il carico è arrivato a destinazione presso una struttura dei carabinieri a Tor di Quinto, ed in mattinata è stato recapitato all'ospedale Spallanzani. Nell'ambito dell'operazione Eos, i mezzi e gli aerei della Difesa provvederanno a distribuire i vaccini sul territorio italiano

Le parole di Mattarella nella lotta al Coronavirus

"L'Italia riscuote fiducia" e "quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore". Quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronuncia queste parole la sera del 31 dicembre 2019 in occasione del tradizionale messaggio che saluta il passaggio dal vecchio al nuovo anno, nè lui nè gli italiani che lo ascoltano possono immaginare che a partire dalla fine di febbraio diventeranno le coordinate per affrontare la drammatica crisi sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia del coronavirus. E da quel 21 febbraio, quando a Vo' Euganeo e a Codogno si materializzano i primi casi di contagio e di morte nel nostro Paese, il Capo dello Stato diventa il costante punto di riferimento per cittadini e istituzioni, invitandoli ad affrontare con "senso di responsabilità e unità di impegno", un virus "che tende a dividerci" e che proprio per questo rappresenta "il vero nemico di tutti e di ciascuno". Messaggio che naturalmente non può rimanere relegato ai confini nazionali, perchè "la pandemia ha unito il destino dei popoli, ha reso ancor più espliciti i legami e gli equilibri che innervano il pianeta e l'intera umanità".

Il Capo dello Stato perciò, nei giorni immediatamente successivi allo scoppio della pandemia, non esita a chiedere all'Unione europea "iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente". E la sua voce si fa sentire quando qualcuno vorrebbe trascinare il nostro Paese sul banco degli imputati, rimproverandogli una gestione poco oculata dei propri bilanci. L'Italia "si attende a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l'azione", afferma dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato che "non siamo qui per ridurre gli spread". E a chi nei giorni delle frenetiche trattative sul Recovery fund vorrebbe utilizzare "categorie arbitrarie fra amanti della frugalità e cultori della non frugalità nell'Unione europea", Mattarella ricorda che "negli ultimi 25 anni tra i grandi Paesi del G7 solo Germania e Italia sono quelli che hanno avuto un avanzo primario in bilancio di anno in anno". Con la Repubblica tedesca e con il Presidente Frank Walter Steinmeier un rapporto già intenso anche sul piano personale si intensifica ulteriormente in questi mesi, con contatti continui ed iniziative comuni e il Capo dello Stato riconosce il ruolo "di Berlino e di Parigi per dar vita a quello che è diventato il Recovery fund".

Articolo aggiornato alle ore 16:14 del 26 dicembre 2020. 

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