Coronavirus, a Roma città 846 nuovi casi. 1381 i nuovi contagi nel Lazio. I dati del 12 gennaio

Diminuiscono i decessi ed i ricoveri, aumentano i casi e le terapie intensive

Oltre 300 casi di Coronavirus in più a Roma città, con una diminizione dei contagi sia nei Comuni della provincia della Capitale (247 martedì a fronte dei 427 del giorno prima) che nei capoluoghi di provincia (263 rispetto ai 288 delle 24 ore precedenti). Sono 1381 i nuovi casi di Covid19 registrati nel Lazio alla giornata di martedì 12 gennaio. Un aumento che rispecchia anche un maggior numero di tamponi effettuati (+ 2702 rispetto a ieri). Lo si evince dal bollettino quotidiano dei contagi reso noto dalle Asl territoriali.  

"Su oltre 13mila tamponi nel Lazio si registrano 1381 casi positiv, 42 i decessi e 1633 i guariti. Diminuiscono i decessi ed i ricoveri - il commento dell'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato - mentre aumentano i casi e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10%, me se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 4%. I casi a Roma tornato a quota 800". 

Coronavirus: il bollettino del 12 gennaio 2021

Nel complesso, alla giornata del 12 gennaio sono 78587 gli attuali casi positivi Coronavirus nella regione Lazio. Di cui 75390 sono in isolamento domiciliare, 2871 sono ricoverati non in terapia intensiva, 326 sono ricoverati in terapia intensiva. 4218 sono i pazienti deceduti e 99491 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 182296 casi. 

Coronvirus 12.01.2021-2

Coronavirus a Roma: i dati del 12 gennaio 

Nella Asl Roma 1 sono 376 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano tre decessi di 69, 78 e 84 anni con patologie. Nella Asl Roma 2 sono 315 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Centododici i casi su segnalazione del medico di medicina generale. Si registrano undici decessi di 59, 64, 70, 73, 78, 80, 83, 85, 86, 91 e 94 anni con patologie. 

Covid19 nei Comuni della provincia di Roma

Nella Asl Roma 3 sono 155 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Otto casi sono ricoveri. Si registrano tre decessi di 73, 79 e 88 anni con patologie. Asl Roma 4 sono 14 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 81 e 84 anni con patologie. Nella Asl Roma 5 sono 134 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano quattro decessi di 72, 87, 87 e 95 anni con patologie. Nella Asl Roma 6 sono 99 i casi nelle ultime 24h e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano quattro decessi di 79, 80, 88 e 100 anni con patologie. 

Coronavirus nel resto del Lazio 

Nelle province si registrano 288 casi e sono quindici i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 106 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 61 e 87 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 99 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano sette decessi di 56, 66, 68, 77, 79, 80 e 90 anni con patologie. Nella Asl di Viterbo si registrano 40 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Sono sette i casi con link a struttura Villa Buon Respiro a Viterbo dove è in corso l’indagine epidemiologica. Si registrano due decessi di 88 e 91 anni con patologie. Nella Asl di Rieti si registrano 43 casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano quattro decessi di 73, 84, 86 e 96 anni con patologie. 

Il bollettino dello Spallanzani del 12 gennaio 2021

In questo momento sono ricoverati all'Inmi Spallanzani di Roma "198 pazienti positivi al tampone per Sars-Cov-2" Lo sottolinea il bollettino numero 348 dello Spallanzani. Sono "35 i pazienti ricoverati in terapia intensiva - proseguono i medici - i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o in altre strutture territoriali sono, a questa mattina, 1.741".

Vaccino Reithera pronto a giugno

Francesco Vaia, Direttore Sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma, è stato ospite del programma "L'imprenditore e gli altri" condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt).

Sul vaccino Reithera. “E’ da poco iniziata la fase 2, poi ci sarà la fase 3 –ha affermato Vaia-. Nella fase 1 questo vaccino non ha dato nessun effetto collaterale serio, nessuna reazione avversa. E soprattutto è stato immunogenico, ovvero l’organismo in cui è stato inoculato il vaccino ha prodotto sia anticorpi che linfociti t. E non ci sarebbe bisogno della seconda dose, ma questo dovrà essere confermato in fase due e fase tre. Immaginiamo che il governo, come già annunciato, calerà una fiche sul nostro vaccino che, con una produzione di 100 milioni di dosi, renderà l’Italia autosufficiente. Siamo a buon punto, è probabile che sarà pronto a giugno-luglio, se si verificheranno due condizioni: la prima è che lo Stato italiano ci dia il suo sostegno in termini di finanziamento e questo lo do per scontato, la seconda condizione è che anche gli Stati latino-americani ci diano la possibilità di sperimentare fase 2 e fase 3”.

Sullo scetticismo nei confronti del vaccino. “A parte i no-vax, cioè le persone che per partito preso non sono d’accordo, io credo che vadano date giuste motivazioni a coloro che in buona fede fanno delle osservazioni. Qualcuno si può chiedere, se ci sono voluti 5-10 anni per fare alcuni vaccini, come mai in appena un anno voi dite che questo vaccino è sicuro? Non si è saltata alcuna fase riguardo alla sicurezza e all’efficacia. E’ stato possibile accelerare così tanto i tempi perché sono state messe in campo ingenti risorse economiche e umane. Se ci voleva un anno per somministrare a 500 persone una dose di candidato vaccino, qui si sono somministrate a migliaia di persone, perché si è creata nel mondo una pressione forte, un’attesa spasmodica rispetto all’esigenza vaccino. La scienza ha determinato una certezza e noi dobbiamo credere alla scienza. Questi vaccini sono sicuri ed efficaci”.

Sulla durata dell’immunità. “Siamo nel campo di una sperimentazione continua di un vaccino che combatte un virus che era sconosciuto, un nemico nuovo. Nel corso dell’esperienza di questi decenni abbiamo visto che questi coronavirus si comportano in un certo modo, è probabile che ci sarà un’immunità di 9-12 mesi, ma non è certo. Mi auguro che tutti i cittadini italiani si sottoporranno alla vaccinazione in modo che si sviluppi l’immunità di gregge. In ogni caso, non c’è nessun problema se ogni anno dovremo vaccinarci per il covid come facciamo per l’influenza, non sarebbe un problema”.

Sulle varianti del virus. “Durante questa estate in Italia ha circolato molto la variante iberica, che non ha dato nessun aumento della patogenità. Ad oggi vediamo un’alterazione morfologica non sostanziale della proteina spike. In ogni caso sembra che i vaccini coprano tutte le varianti finora conosciuta”.

Sulle terapie. “Noi in Italia siamo molto avanti rispetto agli anticorpi monoclonali, siamo in una fase sperimentale, adesso però Aifa sta per esprimersi. Appena Aifa si esprimerà noi utilizzeremo questi anticorpi monoclonali”.

Articolo aggiornato alle ore 17:05 del 12 gennaio 2021 

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