Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Coronavirus: tra mascherine e casi sospetti è psicosi anche a Roma

A Civitavecchia 7mila passeggeri bloccati a bordo di una nave da crociera. Decine i test arrivati da tutta Italia all'ospedale Spallanzani

La nave da crociera ferma al porto di Civitavecchia dopo il sospetto caso di Coronavirus (foto Ansa Massimo Percossi)

Casi sospetti, mascherine, paura e controlli crescenti. Sale l'attenzione e l'apprensione sul Coronavirus, proveniente dalla regione del Wuhan in Cina, dove ha provocato decine di morti determinando un allarme sanitario mondiale. Psicosi e timori che non hanno lasciato indenne la Capitale d'Italia, dove nelle ultime ore si sono registrati diversi sospetti casi con successiva attuazione del protocollo d'emergenza sanitaria.

Coronavirus in via Cavour a Roma 

Con l'attenzione mediatica sempre crescente, non sono passate inosservate nella serata di mercoledì 29 gennaio le tute e le mascherine bianche con le quali il personale medico del 118 è stato immortalato in video e foto divenuti virali, nel corso di un intervento di un caso sospetto di un turista cinese arrivato a Roma da pochi giorni ed alloggiato in un hotel di via Cavour. Manifestata febbre alta il cittadino orientale è stato trasferito all'ospedale Spallanzani con l'attivazione della procedura sanitaria prevista in caso di sospetti sintomi da Coronavirus. 

Coronavirus su una nave da crociera a Civitavecchia 

Da Roma alla vicina Civitavecchia, cambia il territorio ma non l'apprensione. Sono infatti 7mila i passeggeri rimasti bloccati giovedì 30 gennaio su una nave da crociera al porto di Civitavecchia. A far scattare il protocollo d'emergenaza la febbre alta riscontrata in due passeggeri, marito e moglie, residenti ad Hong Kong, che ha fatto scattare il protocollo d'emergenza a bordo della nave Costa Smeralada proveniente da Palma di Maiorca, in Spagna

Passeggeri bloccati sulla nave a Civitavecchia 

Arrivati a Milano Malpensa con un volo da Hong Kong il 25 gennaio scorso, i due cinesi originari di Macao ora sotto il controllo dei medici per un sospetto contagio di coronavirus, si sono imbarcati mercoledì sera al porto di Savona sulla nave da crociera Costa Smeralda. Ad accusare i sintomi la donna, 54 anni, messa immediatamente in isolamento nell'infermeria a bordo della nave bloccata dalle 7:30 al porto di Civitavecchia. Sotto osservazione dei medici arrivati anche dall'ospedale Spallanzani di Roma c'è pure il marito della donna, sebbene non presenti al momento sintomi. Era stata la moglie mercoledì sera a far scattare l'allarme dopo essersi presentata all'ospedale di bordo con febbre e problemi respiratori.

Le rassicurazioni della Asl e dell'Assessore regionale 

In relazione ai due casi di sospetti di contagio da Coronavirus registrati sulla nave ormeggiata a Civitavecchia sono poi arrivate le rassicurazioni dell'Assessorato alla Sanità regionale e della Asl Roma 4. 

"Non ci deve essere alcun allarmismo in merito alla nave ormeggiata al porto di Civitavecchia. Le competenti autorità hanno messo in atto le procedure operative del caso e sono in corso gli accertamenti sui campioni giunti presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma - afferma in una nota l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato - . Occorreranno dei tempi tecnici per compiere le necessarie verifiche, ma la situazione non desta particolari preoccupazioni".

"In merito al presunto caso segnalato in data odierna sulla nave da crociera al porto di Civitavecchia, la Asl Roma 4 intende rassicurare tutti i cittadini e gli operatori portuali in quanto sono stati attivate nell'immediato tutte le procedure previste dal protocollo del Ministero della Salute, e che la Asl è in contatto costante e diretto con Usmaf, Ministero della Salute e Seresmi dello Spallanzani.  La situazione è gestita e sotto controllo. Fanno capo all'unità di crisi attivata - conclude la nota della Asl - anche il Comune di Civitavecchia e la Capitaneria di porto che stanno svolgendo un ruolo di primaria importanza nella gestione delle operazioni".

Mascherine esaurite in farmacia

Timore e psicosi che già da giorni hanno colpito anche i romani con le farmacie della Capitale che nel volgere di pochi giorni hanno esaurito le mascherine in vendita esponendo poi la scritta "Mascherine esaurite" con FederFarma Roma che ha poi rassicurato che "saranno presto di nuovo disponibili e non si registra una carenza di scorte nei magazzini dei rifornitori".

Test all'ospedale Spallanzani

Da quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute, sono una ventina i casi di Coronavirus arrivati da tutta Italia all'ospedale Spallanzani di Roma che, assieme al Rocco di Milano, sta esaminando i casi sospetti registrati in tutto il Paese

Caso sospetto di Coronavirus su treno Roma-Bari

Paura e apprensione che sono stati vissuti anche mercoledì mattina nei pressi di Foggia per un uomo di 38 anni che, accusando un malore, ha temuto di potere essere stato contagiato dal coronavirus  (virus cinese) essendo stato recentemente in Cina. L'uomo, residente nel barese, viaggiava a bordo del treno Frecciabianca proveniente da Roma e diretto a Bari

Durante la corsa ha accusato capogiri e mal di pancia e si è rivolto al capo treno. Il viaggiatore era particolarmente agitato perché riteneva di essersi contagiato con il coronavirus durante un viaggio effettuato pochi giorni prima in Cina. Giunto all'altezza della Stazione Ferroviaria di Foggia, intorno alle 10,50, è stato fatto scendere dal treno e visitato da personale del 118 intervenuti immediatamente sul posto. 

In una cornice di sicurezza garantita dal personale della Polizia Ferroviaria, i sanitari hanno potuto visitare l'uomo che già da un primo esame non presentava i sintomi del virus bensì quelli tipici di un attacco di panico. Comunque, per maggiore precauzione, è stato trasportato in Ospedale dove è stato applicato il protocollo operativo per lo screening del coronavirus risultando non contagiato e, verso sera, è stato dimesso.

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Task Force del Servizio Sanitario sul Coronavirus 

Proprio ieri, mercoledì 29 gennaio, si è insediata presso l’Assessorato alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio la task force del Servizio sanitario regionale per la gestione delle modalità operative sul Coronavirus (2019-nCoV) successive alle indicazioni del Ministero della Salute. 

Della task force fanno parte il Direttore operativo del NUE 112, il Direttore sanitario dell’Ares 118 e dell’INMI Spallanzani, il Direttore regionale della Programmazione sanitaria, l’Area Ospedaliera e l’Area della Prevenzione, nonché il SERESMI (Servizio vigilanza malattie infettive). 

"Ci sarà un aggiornamento giornaliero per coordinare le modalità operative secondo i protocolli di gestione emanati - si legge in una nota dell'Assessorato alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio -. Al momento non c’è alcun allarme ma l’attenzione è alta”.

Cosa è il Nuovo Coronavirus 

Ma cosa è il nuovo Coronavirus? Lo spiega nel dettaglio il Ministero della Salute: i Coronavirus - spiegano dal Dicastero - sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Il nuovo coronavirus nCoV-2019 è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.  

Sintomi del Coronavirus

I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. 

Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, come ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.

Trattamento del Coronavirus 

Essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino. Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere efficace.

Controlli in aeroporto

Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI) presso gli Aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa è stato predisposto un monitoraggio attivo da parte del personale degli USMAF-SASN di tutti i passeggeri a bordo dei voli diretti da Cina e Hong Kong.

Tale monitoraggio prevede la raccolta delle informazioni rilevanti dei passeggeri e dell’equipaggio, al fine di garantire la tracciabilità sul territorio nazionale nelle due settimane successive all’arrivo, la misurazione della temperatura corporea con termometri a infrarossi direttamente sull’aeromobile, la distribuzione delle raccomandazioni e consigli comportamentali elaborati dal Ministero della Salute in tre lingue (italiano, inglese, cinese) e il trasferimento di eventuali casi sintomatici in biocontenimento presso gli ospedali di riferimento territoriali.

Sono inoltre state predisposte e successivamente affisse nei due aeroporti sopra indicati delle locandine informative per i passeggeri in arrivo, con le informazioni pertinenti e i riferimenti del sito del Ministero della Salute e del numero di pubblica utilità 1500, per le informazioni al pubblico su quanto c’è da sapere in merito al nuovo coronavirus nCoV 2019.

Tutti i voli in arrivo dalla Cina saranno convogliati e fatti atterrare negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Consigli per i viaggiatori

Ministero della Salute che ha divulgato un vademecum con dei consigli per i viaggiatori. Per ridurre l'esposizione e l'eventuale trasmissione del nuovo coronavirus identificato in Cina, si raccomanda ai viaggiatori di vaccinarsi contro l’influenza almeno due settimane prima della partenza;  posticipare i viaggi  non strettamente necessari nelle aree colpite;  evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate; evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi;  evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti; rispettare l’igiene respiratoria se si hanno sintomi di infezione respiratoria acuta; evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente monouso, indossare una maschera chirurgica e lavarsi le mani.

Ritorno in Italia 

Al ritorno, se non si è cittadini che vivono in Italia, scrive ancora il Ministero della Salute - per qualsiasi necessità contattare l’Ambasciata o il Consolato del proprio Paese se nelle due settimane successive al ritorno da aree a rischio si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattare gratuitamente il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute

Vaccino per il Coronavirus 

Nel frattempo i ricercatori della Tsinghua University di Pechino stanno intensificando gli sforzi per lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus cinese. Secondo Zhang Linqi, capo del gruppo di ricerca: "lo sviluppo di un vaccino contro il virus sarà molto più semplice rispetto a quello dell'Hiv" e sarà più "affidabile ed efficiente". Zhang Linqi ha stimato che ci vorranno "almeno 40 giorni per arrivare al vaccino".

Gli scienziati stanno anche collaborando con gli ospedali in tutta la Cina per condurre studi clinici su pazienti che sono stati curati dalla malattia. Nel 2019 Zhang ha guidato un altro gruppo di ricerca che ha messo a punto un vaccino contro il virus della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers).

Articolo aggiornato alle ore 16:00 del 30 gennaio 2020
 

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