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"Sui bus in questi giorni troppi assembramenti": la fase 2 è lontana, ma per i trasporti i problemi sono già reali

La denuncia dei lavoratori: su alcune linee il distanziamento non è garantito. E ancora non siamo nella fase 2. Come fare per garantire la sicurezza dell'utenza?

Ressa in metro (immagine d'archivio, non riferita alla notizia))

Il vecchio "bigliettaio" trasformato in conta persone, mascherine obbligatorie per tutti, qualche mezzo tecnologico che consenta ai controllori di conoscere in tempo reale il numero di utenti presenti nelle metro. Oppure dei filtri direttamente ai tornelli. Come sarà prendere un autobus o una metro dopo il coronavirus? Per adesso possiamo solo immaginarlo. Le autorità, dal Ministero al Campidoglio ad Atac, stanno studiando. Ma i problemi cominciano già ad affacciarsi, dando la misura di quanto il tema sia complesso. 

Passeggeri già troppo vicini

Il trasporto pubblico locale procede da un mese a ranghi ridotti. Eppure sui bus si formano già i primi assembramenti. Stare a distanza, anche nella fase di blocco, è un'impresa. Di assembramenti su più linee, negli orari di punta, parlano le rappresentanze sindacali dei lavoratori (rsu) in Atac, in una lettera inviata ai vertici aziendali che RomaToday ha potuto visionare. Il problema esiste già, senza bisogno di passare alla fase 2, quella della riapertura graduale della città. Troppe persone, troppo vicine e senza contromisure da adottare nell'immediato. 

Agli autisti che in questi giorni hanno segnalato affollamenti sulle vetture, sul 360, per dirna una, la linea che collega i Parioli a San Giovanni, o sul 792 che porta da San Giovanni a La Pisana, gli operatori della centrale non sapevano cosa rispondere, se non di proseguire il normale servizio. Così hanno raccontato i lavoratori, chiedendo di "intensificare fin da subito le linee interessate". Già, perchè è bene ricordare che a inizio emergenza, da metà marzo, l'offerta del trasporto pubblico è stata ridotta drasticamente, con l'applicazione dell'orario estivo, in risposta a un fisiologico crollo dell'utenza fino al 70% di accessi secondo i dati forniti da Agenzia per la Mobilità. 

Come gestire la fase 2 su bus e metro

Ora che il flusso comincia lentamente ad aumentare, anche se siamo ancora in fase 1, si chiede di ripristinare a ritmo ordinario le linee più critiche. Non basta però. La crescita di passeggeri, timida ma sufficiente a lanciare l'allarme, pone questioni su cui è bene farsi trovare iper preparati: gestire il via vai di utenti sugli autobus facendo rispettare un metro di distanza tra i passeggeri sarà dura.  

"È ancora da capire come fare nel concreto per evitare gli affollamenti" commenta a RomaToday Marino Masucci, segretario della Filt Cisl Lazio. "Sembra che si potrà fare uso di qualche strumento tecnologico per contare quante persone ci sono sulle metro per dire, controllando il tutto da remoto, certo servirà comunque del personale fisicamente presente per far rispettare le regole". Difficile da immaginare, specie pensando alla frotta di utenti scaricati a ogni ora ai nodi di scambio, nelle stazioni, alle centinaia e centinaia di pendolari pronti a riversarsi sulle banchine per prendere i mezzi e recarsi a lavoro.

Quanto dovranno attendere, posto che il numero di vetture in servizio verosimilmente resterà lo stesso? "Forse sui bus sarà più facile" spiega ancora Masucci, immaginando di trasformare i controllori in conta persone. Una sorta di vecchio "bigliettaio" piazzato alla porta anteriore dei mezzi. Anche qui però si porrà il tema dell'attesa alle fermata. Certo sarà auspicabile imporre l'obbligo di mascherine, come chiesto anche dalle rsu. Una misura base che aiuterebbe laddove ci fossero falle nella gestione delle masse. 

L'uso dei mezzi pubblici crollerà?

Secondo i blogger di Odissea Quotidiana, noto portale di esperti in analisi e denunce sul funzionamento della rete di tpl di Roma, lo scenario generale potrebbe comunque cambiare. Potremmo assistere a un'inedita contrazione generale nell'uso del mezzo pubblico: in Cina la paura del contagio ha spinto il 66% degli utenti all’utilizzo dell'auto privata, come dimostra un'analisi di Ipsos Group. Potrebbe accadere anche a Roma, suggeriscono i blogger. Sarà ma resta ferma l'urgenza: farsi trovare pronti a gestire le resse, quelle ordinarie e sempre presenti sui mezzi romani, oggi, con il coronavirus, assolutamente bandite. 

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