Rallenta la raccolta rifiuti, cassonetti pieni in città. E ad Ottavia tornano i cinghiali tra la spazzatura

"C'è un numero crescente di malati tra i lavoratori Ama" denuncia la sindaca. Nei giorni passati, sulle misure anti coronavirus, lo scontro con i sindacati

La foto scattata oggi in via Carlo Piancastelli, quartiere Ottavia

Quattro cinghiali all'assalto dei rifiuti, abbandonati fuori dai cassonetti stradali. La foto scattata poche ore fa nel quartiere Ottavia non sorprende granché. Se le strade sono deserte, il proverbiale traffico romano è sparito, gli autobus si sono svuotati, le metro pure, la raccolta rifiuti, al tempo del coronavirus, rimane in sofferenza. Piaga a cui la Capitale è tristemente avvezza. Stavolta però le ragioni sono diverse. Non c'entrano impianti e discariche.

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Cosa accade invece? Per stessa ammissione della sindaca Virginia Raggi la filiera dell'immondizia sta vivendo una fase di "rallentamento". Che tradotto significa: cassonetti pieni e i primi cumuli di sacchetti sui marciapiedi. E la causa principale sarebbe da ricercare nella riduzione improvvisa del personale in servizio.  

"C'è un numero crescente di malati tra i lavoratori Ama, non parliamo di contagiati dal Covid-19 ma di malattie certificate - ha denunciato Raggi - per compensare questa diminuzione abbiamo utilizzato le società che si occupavano di raccolta dei rifiuti commerciali, le cosiddette Und - Utenze non domestiche". Poi assicurando che "da ieri sono andate in compensazione e da oggi si rinormalizzerà il servizio". 

Lavoratori in malattia, già. In tanti, è l'ipotesi più probabile, per timore di contrarre il virus operando in condizioni non propriamente sicure, senza i dispositivi di sicurezza. Specie dopo la notizia di un contagiato presso il deposito di Rocca Cencia. E da lì che si è diffuso il panico tra i dipendenti, specie tra quelli in prima linea nello svuotamento dei cassonetti. Le modalità di raccolta differenziata, per chi è risultato positivo al virus, sono cambiate. O meglio, per i contagiati la separazione dei rifiuti è sospesa. Ma c'è chi teme di contrarre il virus maneggiando l'immondizia, o ancora di più semplicemente lavorando senza che vengano rispettate distanze e misure precauzionali.  

A tal proposito si è acceso lo scontro nei giorni passati tra Raggi e i sindacati confederali, che hanno richiesto una riorganizzazione dei turni - sulla base del fatto che la produzione di rifiuto è risultata inferiore di 1500 tonnellate nell'ultima settimana - e la fissazione di un protocollo per le varie manovre da effettuare durante la raccolta. 

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Le interlocuzioni sono ancora in corso, e Raggi ha rassicurato la città: le condizioni dei cassonetti torneranno normali. Intanto però c'è chi appena sveglio scatta una foto a un gruppo di ungulati intenti a grufolare tra gli scarti. Un adagio conosciuto che ci ricatapulta in un baleno alla vecchia normalità. Siamo in via Carlo Piancastelli, XIV municipio. "Non è il momento di fare polemiche - commenta Andrea Montanari, esponente Pd locale, autore dello scatto che ha fatto il giro dei social - ma così non si può andare avanti". 

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