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Coronavirus, la Moschea di Roma chiude: cambiano i riti funebri, niente rimpatrio delle salme

Dal Centro Islamico Culturale d'Italia le nuove linee guida su funerali e sepolture, poi l'appello ai fedeli: "Rispettate indicazioni delle autorità e collaborate a iniziative solidali”

Non solo Moschea chiusa fino al 3 aprile 2020 e preghiera del venerdì sospesa, l’emergenza Coronavirus cambia anche i riti funebri. Il Segretario Generale del Centro Islamico d’Italia, Abdellah Redouane, ha diramato le nuove linee guida sui funerali musulmani ai tempi del Covid-19. 

Coronavirus, la Moschea: “Collaborate a iniziative di solidarietà”

“Il Centro Islamico Culturale d'Italia fa appello a tutta la comunità islamica italiana, invitandola a seguire con precisione le disposizioni del governo in materia di contenimento del Covid-19, invita la comunità islamica a collaborare attivamente, ciascuno secondo le sue possibilità e le sue competenze, a tutte le iniziative di solidarietà attiva tra cittadini e istituzioni” – il messaggio ai fedeli. 

Coronavirus cambia riti funebri musulmani

Per quanto riguarda i riti funebri “per quel che concerne il lavaggio delle salme dei defunti, là dove questo non sia possibile, né sia possibile versare acqua sulle salme senza procedere al lavaggio, è lecito procedere al tayammum, ovvero una forma di abluzione intenzionale mediante l'utilizzo di sabbia o di una pietra. Là dove le circostanze sanitarie e la salute pubblica non rendano possibile né il lavaggio, né il versamento dell'acqua, né il tayammum, si proceda direttamente con la stesura del sudario sul defunto, anche in presenza di altri vestiti.” – l’indicazione della Grande Moschea di Roma. “Ricordiamo a tutti i fedeli, in questo momento drammatico, che, secondo l'insegnamento del Profeta, pace e benedizioni su di lui, le azioni valgono secondo le intenzioni”. 

Per evitare l’assembramento di persone funerali vietati, non la preghiera in solitaria al cimitero. “Là dove possibile, nel rispetto delle norme cimiteriali in materia di accompagnamento del defunto, è sempre permesso nel cimitero pregare per il defunto nel rispetto delle distanze di sicurezza previste dalla vigente normativa. Ricordiamo che la preghiera funebre è un dovere individuale e ha validità anche se compiuta da una sola persona”. 

Visto che la religione islamica prevede di seppellire i defunti il prima possibile, “considerato il carattere di eccezionalità e di emergenza in cui si trova l'Italia” la Grande Moschea ha raccomandato di offrire la massima collaborazione alle autorità sanitarie e competenti in materia di polizia cimiteriale là dove non sia possibile una immediata sepoltura. “Al contempo – scrive nella sua comunicazione Abdellah Redouane -si esortano le autorità sanitarie e competenti in materia di polizia cimiteriale a voler prestare la massima comprensione per la sensibilità religiosa dei fedeli, favorendo, là dove possibile, la massima rapidità nel procedere alle sepolture”. 

Per le salme poi niente rimpatrio. “Considerate le difficoltà e le limitazioni di spostamento dall'Italia e l'accesso ad altre aree geografiche, che è nei fatti al momento impossibile, l'unica opzione di sepoltura al momento possibile è quella in Italia, nelle aree cimiteriali riservate ai fedeli di religione islamica. Si prega pertanto di rinunciare all'opzione del rimpatrio immediato della salma nel paese di origine del defunto e di agevolare quanto possibile le attività degli enti preposti in materia di polizia mortuaria e gestione dei cimiteri. Sarà sempre possibile rispettare il desiderio del defunto, là dove esplicitato, di essere sepolto nella sua terra di origine quando – rassicura il Centro Islamico d’Italia -  le circostanze e le condizioni lo permetteranno in futuro”. 
 

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