Coronavirus, mascherine obbligatorie: il Lazio fa dietrofront e passa la palla ai comuni

D'Amato: "Abbiamo un problema con la movida e lo dobbiamo risolvere considerando che il senso di responsabilità per ora non c'è stato"

FOTO ANSA / FABIO FRUSTACI

Per ora non ci sarà l'obbligo di portare la mascherine a Roma e nel Lazio. La Regione, infatti, sembra aver fatto marcia indietro. Solamente lunedì l'assessore alla sanità Alessio D'Amato aveva annunciato una ordinanza per multare chi non portava le mascherine in compagnia di altre persone. 

Sembrava un provvedimento ormai fatto, tanto che anche ieri lo aveva ribadito al termine della consueta task force giornaliera con le Asl e gli ospedali della Regione. Nella giornata di oggi, però, il Governatore della Pisana Nicola Zingaretti ha voluto tirare il freno a mano, sconfessando nei fatti le uscite, individuali, dell'assessore D'Amato. 

"Stiamo monitorando con attenzione la situazione e ringrazio tutto il personale sanitario impegnato nel controllo del territorio. Per ora non procederemo con una ordinanza su obbligo mascherina, ma riprenderemo una forte campagna di informazione per invitare tutti alla responsabilità e a rispettare le regole. Faccio un appello ai sindaci a emettere, lì dove necessario, ordinanze per limitare ed evitare assembramenti. La nuova campagna invita tutti a non diventare complici del Covid 19. Eccola. Chiedo a tutti: massima diffusione", ha scritto su Facebook il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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In sostanza: la Regione, almeno per il momento, non farà nessuna ordinanza per obbligare l'uso delle mascherine passando così la palla (o la patata bollente) ai comuni, chiamati a decidere in autonomia. 

La motivazione, probabilmente, è legata ai luoghi della vita notturna che, in alcune città del Lazio, sembrerebbero i punti su cui concentrare la massima attenzione. Un punto, questo, sottolineato anche da D'Amato intervistato su Rai Radio1: "Abbiamo un problema con la movida e lo dobbiamo risolvere considerando che il senso di responsabilità per ora non c'è stato. Bisogna evitare ciò che è accaduto in Catalogna e bisogna prevenire la diffusione del virus".

L'altro fronte caldo è quello dei così detti casi di importazione. La Regione lazio sarebbe al lavoro sull'ipotesi di effettuare test rapidi a campione già in aeroporto su passeggeri provenienti da zone ad alta incidenza virale.

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"A Fiumicino si registra un numero di voli superiore agli altri scali italiani e per questo ora cerchiamo di privilegiare test rapidi anche a campioni sui voli da zone ad alata incidenza virale - ha detto D'Amato -. In questa maniera, testando chi proveniva dal Bangladesh, abbiamo rintracciato 240 positivi. Ora abbiamo anche un problema col Pakistan, bisogna coniugare il diritto alla salute col diritto a viaggiare".

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