Coronavirus, cosa succederà dopo il "lockdown": mascherine per tutti, distanziamento a lavoro e tracciamento dei positivi

Sono le idee allo studio della Regione Lazio. A fare il quadro di quella che potrebbe essere la cosiddetta fase 2 della ripartenza, l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato

Assessore Alessio D'Amato (foto Ansa)

Mascherine obbligatorie, che siano però sanificabili e riutilizzabili, misurazione della temperature nei luoghi che riapriranno e utilizzo massiccio dello smart working. L'assessore alla Sanità Alessio D'Amato traccia a grandi linee quello che succederà quando l'emergenza coronavirus, finalmente, allenterà la morsa e potrà terminare il "lockdown". Non prima del 3 maggio, come stabilito dal Governo centrale, ma intanto si comincia ad abbozzare quel che succederà tra un mese. 

Indagini epidemiologiche con test rapidi

Per arrivare al piano di riapertura, ha spiegato D'Amato nel corso di un'audizione regionale, sarà necessario mantenere inalterate alcune misure e prevederne altre. Intanto partendo dal monitoraggio degli aspetti epidemiologici, "anche attraverso l'ausilio del test sierologico su alcuni grandi cluster di popolazione, prima tra tutti quella del bacino sanitario che ha incrementato il fattore R di diffusione"

Distanziamento a lavoro

Sarà poi fondamentale mantenere il distanziamento tra persone, prima misura varata a inizio pandemia e con ogni probabilità anche l'ultima a essere rimossa. "I luoghi di lavoro andranno riorganizzati facendo riferimento alla distanza", spiega. Inoltre nella Pubblica amministrazione dovrà esserci "un utilizzo massiccio dello smart working". Un altro elemento riguarderà "la rilevazione della temperatura in tutti i luoghi: quelli di lavoro, quelli sanitari, i commerciali, di spesa e di aggregazione". 

Mascherine obbligatorie

Saranno indispensabili le mascherine, ma bisogna trovarne di sanificabili e riutilizzabili. "Spero che l'Istituto Superiore di Sanità validi per la molteplicità della popolazione una tipologia di mascherina che possa essere sanificata e riutilizzabile. Se pensiamo di far usare a 60 milioni di persone del materiale sanitario diciamo una cosa irrealizzabile. So che ci sono sistemi di imprese del tessile che si stanno ripensando, una validazione dell'Iss consentirebbe di garantire l'approvigionamento e riutilizzare il materiale". 

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Tracciamento positivi

Infine, altro elemento sarà quello della tracciatura dei soggetti positivi al Covid-19. L'idea è quella di utilizzare strumenti digitali sui telefonini, come le app, per conoscere i contratti stretti di persone contagiate. Il tema è oggetto di dibattito e allo studio a livello nazionale: "Io sono per tracciare, ma su questo tema dobbiamo metterci d'accordo con il Garante della Privacy perchè potrebbe non essere accettato da chi pensa di essere privato dei suoi diritti". 

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