Coronavirus, emergenza nelle case di riposo di Roma e provincia: oltre 100 contagi e 2 morti in poche ore

A Vallerano, da ieri, nella gestione sanitaria della struttura è subentrata la Asl Roma 2 e nella gestione del vitto è subentrato il Comune di Roma

Due morti in poche ore a causa del coronavirus. E' il bilancio tragico che arriva da due case di riposo del Lazio, la Giovanni XXIII di Vallerano e quella di Nerola. 

La prima vittima aveva 82 anni, un uomo "con patologie pregresse" ospite nella casa di riposo di via Galeffi gestita dalla Fondazione Sorelle della Carità: è morto nella notte. E' la seconda vittima del coronavirus ospite nella struttura di Vallerano, a Roma.

Una questione delicata sulla quale la Regione Lazio, dalla giornata di ieri, ha voluto aprire la cosiddetta Unità di Crisi Covid-19, attivata per gestire al meglio la situazione emergenziale che si è creata. 

Martedì risultavano positivi 13 anziani e 5 operatori. Oggi la Pisana, dopo aver confermato il secondo decesso, ha annunciato che "si sta predisponendo anche il trasferimento di 3 ospiti dalla casa di riposo verso le strutture ospedaliere" della Regione.

"Vista la gravità della situazione e l'insufficienza dell'azione messa in campo dalla proprietà della casa di riposo, la Asl Roma 2 è subentrata nella gestione sanitaria della struttura", aveva commentato ieri l'assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

Il Comune di Roma, invece, sta pensando alla gestione del vitto. La casa di riposo Giovanni XXIII è una struttura che ospita 66 anziani. La notizia, nel quartiere, non ha provocato grossi sconvolgimenti ma ora la situazione è diventata più grave. 

Coronavirus: le notizie del 25 marzo

Più complicata, invece, la questione che riguarda la casa di riposo di Nerola dove ieri venivano registrati, secondo i dati del Comune, 56 positivi covid-19 tra i pazienti e 16 tra i dipendenti. Anche qui, in poche ore, si è registrato il secondo decesso e sono in trasferimento 6 ospiti della struttura.

Alla Asl Roma 5, con il supporto tecnico del SERESMI – Spallanzani, è stata affidata la gestione sanitaria della struttura ed il suo isolamento, mentre al Comune di Nerola è demandata la gestione del vitto.

"Dai primi dati emersi dall'indagine epidemiologica risulta una condizione assolutamente non conforme da parte della casa di cura in relazione alla presa in carico di pazienti non autosufficienti che non possono stare per legge all’interno di case di riposo", si legge in una nota della Regione che poi ha deciso per lo svuotamento della struttura: "Si è deciso di trasferire tutti i pazienti, quelli che necessitano di assistenza sanitaria andranno in strutture ospedaliere, gli altri in strutture in grado di gestire pazienti Covid e sarà compito della Asl assieme al Sindaco avvisare tutti i famigliari. E' stata inoltre montata dalla protezione civile una tenso-struttura per le procedure necessarie per effettuare i tamponi ai contatti stretti che inizieranno alle ore 16.30. Sono in costante contatto con il Prefetto ed il Sindaco anche per valutare ulteriori interventi".

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Le strutture di Vallerano e Nerola sono due delle quattro Rsa di Roma e provincia che preoccupano la Regione. Un'altra è la struttura di Guidonia. L'altro caso è quello della Rsa Madonna del Rosario di Civitavecchia. Qui si contano 37 casi positivi, curati nella stessa Rsa, trasformata in un reparto Covid dove sia gli attuali degenti positivi che altri futuri pazienti che avranno necessità di ricovero, potranno essere curati. 

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