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Bracciano, intorno al lago oltre 200 contagiati. L'ospedale diventa Covid: "Inaccettabile chiusura reparti"

Non scende la curva dei contagi nei comuni intorno al lago di Bracciano, il nosocomio Padre Pio convertito: "Cittadini dirottati a Civitavecchia"

Bracciano, intorno al lago oltre I reparti di medicina generale e ortopedia chiusi, ricoveri programmati bloccati fino a data da destinarsi con un bacino di 156mila abitanti, di fatto, costretto a rivolgersi altrove per tali prestazioni sanitarie.

Bracciano, intorno al lago oltre 200 contagi

L’emergenza da Coronavirus mette a dura prova il territorio di Bracciano dove l’unico ospedale presente, il Padre Pio, è stato designato Covid: garantiti solo gli interventi chirurgici “salva vita”. Una decisione presa già due settimane fa, nel picco dei contagi. Una curva che intorno al lago non accenna ad abbassarsi: a Bracciano 90 le persone positive al Coronavirus; 20 a Trevignano; 17 a Manziana; 20 a Canale Monterano e 72 ad Anguillara. 

L'ospedale di Bracciano convertito a sezione Covid

Ma sulla conversione del Padre Pio in ospedale Covid piovono critiche alla Regione Lazio. “Continua a gestire con difficoltà l’emergenza sanitaria. Sta accadendo ancora una volta nel comune di Bracciano dove l’unico ospedale, che serve circa 156mila abitanti, è stato designato Sezione Covid malgrado risulti sprovvisto di reparti di terapia intensiva e di sub terapie, anche a causa dei tagli effettuati alla sanità dalla Regione. Questo comporta il trasferimento di urgenze differibili presso l’ospedale San Paolo di Civitavecchia, ugualmente designato Covid, ma dove la Regione ha aumentato a 6 le terapie intensive e previsto assunzioni di personale sanitario” - ha scritto in una nota Francesca De Vito, consigliera M5S alla Regione Lazio, a margine del question time in consiglio regionale. 

Il M5s: "Perchè npn si è aperto ospedale da campo?"

Presentata anche una interrogazione con carattere di urgenza, per conoscere la motivazione del mancato allestimento di un ospedale da campo nello spazio esterno dell’ospedale Padre Pio di Bracciano, “che avrebbe permesso di gestire l’emergenza epidemiologica senza sospendere le attività necessarie a salvaguardare la salute dei cittadini affetti da altre patologie”. 

“La risposta dell’Assessore ci lascia totalmente delusi - prosegue De Vito - unico elemento positivo è la sua affermazione in merito alla tempestiva riapertura di ogni reparto attualmente chiuso in tutti gli ospedali, una volta terminata l’emergenza pandemica”.

Bracciano, l'accusa alla Regione Lazio: "Nemmeno il Cup funziona"

“La situazione è ancora più complessa” - sottolinea Marco Tellaroli, consigliere M5S del Comune di Bracciano, che chiede anche quale sia la motivazione per cui non sia stato attivato un servizio telefonico per il CUP presso l’ospedale stesso, “costringendo i pazienti a recarsi presso la struttura per prendere appuntamenti ambulatoriali”. Da sciogliere poi i dubbi relativi all’attivazione dei posti aggiuntivi di terapia intensiva “e il tasso di saturazione alla luce dei piani di riorganizzazione previsti dal Decreto Rilancio”.  

“L’Assessore alla Sanità, D’Amato, continua a percorrere la sua strada con evidente poca pianificazione e organizzazione. Siamo ancora in attesa di azioni concrete, malgrado le promesse di 15 giorni fa, in merito alla creazione di drive in per effettuare tamponi a titolo gratuito ai residenti nella Valle dell’Aniene, che hanno solo la possibilità di rivolgersi agli ambulatori privati.  Come si può pensare - conclude De Vito – di affrontare una pandemia senza coinvolgere l’intera parte politica? Forse, in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, l’apertura alla collaborazione e alla fattiva sinergia di molti, potrebbe produrre risultati idonei alle aspettative e alle necessità di tutti i cittadini, fin troppo pazienti, della nostra regione”.
 

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