L’albergo Covid spacca il quartiere: raccolte firme per sostenere che “Statuario è solidale”

Le contestazioni del Comitato di Quartiere e l’interrogazione della Lega non rappresentano lo stato d'animo di tutti i residenti di Statuario. In 127 hanno firmato un appello perché "Siamo lieti di aiutare Roma nel combattere il Covid"

Statuario è diviso. Se è vero che c’è chi ha contestato e continua a mostrare una certa preoccupazione per la presenza dell’ “albergo Covid”, è altrettanto innegabile che vi siano anche residenti, per ora rimasti in silenzio, che non mostrano alcun timore. Ed anzi si dichiarano orgogliosi che il proprio quartiere contribuisca nella battaglia contro il nuovo Coronavirus.

Le contestazioni pasquali

La recente divisione ha una data d'origine. Alla base della frattura in seno ai residenti, si colloca l'arrivo, nella mattinata di Pasqua, di alcuni migranti in via Siderno. Sono stati trasferiti, all'interno dell'Hotel Capannelle. I residenti hanno subito notato la presenza delle ambulanze ed in poco tempo, complice l'assenza di comunicazione, ha cominciato a circolare la notizia, rivelatasi infondata, che i nuovi ospiti fossero arrivate persone positive al Covid 19. La mancanza d'adeguate informazioni  ha scatenato le ire di alcuni residenti, scesi in strada per contestare la decisione.

Un successivo sopralluogo ha però chiarito che, l’albergo di via Siderno, non stava ospitando persone contagiate. Al suo interno erano arrivate persone, come ha più volte ribadito anche dalla presidente del Municipio, in quarantena perché entrate in contatto con soggetti risultati positivi ai tamponi.

Le tensioni e le bufale

I chiarimenti ottenuti non hanno però cancellato le proteste. Sono state alimentate anche dalla notizia, annunciata da esponenti della Lega, dell’arrivo di altri 20 migranti, provenienti dal centro di prima accoglienza di Torre Maura. La notizia si è rivelata infondata. Una “bufala” in piena regola, stigmatizzata anche dalla presidente Lozzi che ha invitato la Lega a non alimentare la tensione. Le contestazioni hanno però continuato a trovare spazio su alcuni social. Ed hanno contribuito ad una narrazione, quella d' un quartiere preoccupato per la presenza dell’albergo Covid, che non è piaciuta a tutti. Ci sono oltre 100 residenti che contestano apertamente quell'identificazione.

Un quartiere solidale

In una lettera inviata anche alla presidente Lozzi, questi cittadini hanno voluto esprimere “la voce della moltitudine” che non ha avuto la possibilità di essere ascoltata dalla stampa. La voce di chi comprende bene come zone di quarantena siano determinanti per evitare il contagio e preservare la vita di tutti noi”  si legge in un testo  firmato da 127 residenti. Scorrendone i nomi non si trovano i dati anagrafici di alcun rappresentante politico. Sono semplici cittadini di Statuario che hanno voluto prendere le distanze da  certi comportamenti. Che non accettano di essere associati alla scritta  “Statuario non è un lazzaretto”, comparsa sotto l'albergo di via Siderno. Sono residenti che si dispiacciono perchè Statuario viene raffigurato  “agli occhi di un’intera città, come un quartiere respingente e non solidale”. Sono mortificati pechè “il comportamento di pochi ha danneggiato la serenità e il comportamento civile di una composta maggioranza che a Statuario abita e lavora”. 

Orgogliosi dell'albergo Covid

Questi cittadini, rimasti per ora in silenzio, nella lettera inoltrata alla presidente del Municipio ed in copia a Romatoday, hanno dichiarato di essere “lieti di aiutare la città di Roma a contenere il contagio e siamo orgogliosi di tutte quelle Istituzioni – dalla Asl alle Forze di Polizia – che ci stanno aiutando a superare questo drammatico momento”.  La presa di distanza, promossa da una residente e sottoscritta da tanti cittadini, testimonia la frattura che sta vivendo un intero quartiere. Non ci sono soltanto quanti temono che,  i nuovi arrivati, possano restare a lungo nell’albergo di via Siderno.

I migranti dopo la quarantena

La possibilità che i migranti, finita la quarantena, possano restare nell’albergo di Statuario, è del resto poco plausibile. “È evidente che si tratta di un operatore economico che in un momento così complesso ha deciso di fare lavorare questa struttura” ha riconosciuto anche Flavia Cerquoni, la coordinatrice romana della Lega che, venerdì 17 insieme al Capogruppo capitolino Maurizio Politi, ha incontrato il direttore della struttura.

Le posizioni contrapposte

Ma la spiegazione data e l’incontro istituzionale tra i rappresentanti della Lega ed il manager dell’Hotel Capannelle, ha finito per alimentare un’ulteriore divisione. Questa volta tra i rappresentanti della destra ed alcuni oltranzisti del Comitato di Quartiere che sono satti accusati, dalla leghista Cerquoni, di essere solo “alla ricerca di visibilità”.

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Statuario è solidale

Ci sono però altre centoventisette persone che hanno invece sottoscritto un appello. E’ stato promosso da chi, al contrario, chiede di non essere citato con nome e cognome. L’obiettivo, in questo caso, è palesemente dichiarato: vogliono si sappia che “Statuario è solidale”. Missione compiuta.

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