Coronavirus, Lazio verso il coprifuoco e didattica a distanza parziale per le superiori. In arrivo un'ordinanza con i provvedimenti

Si lavora in queste ore al documento. Filtrano le prime indiscrezioni: chiusura notturna più provvedimenti legati alla didattica a distanza

Foto Ansa

Dopo Lombardia e Campania anche la regione Lazio sta in queste ore valutando la misura del coprifuoco. Chiudere tutto e vietare le uscite dalle 24 alle 5, per scongiurare assembramenti legati alla movida notturna, principale indiziata del nuovo incremento di contagi da coronavirus: questa la ratio alla base della decisione. La Regione dovrebbe, secondo le indiscrezioni raccolte da RomaToday, varare un'ordinanza nelle prossime ore. 

Coprifuoco a Roma e nel Lazio: tornano le autocertificazioni

Nel testo la misura restrittiva chiave sarà lo stop alla circolazione notturna per cinque ore, a partire da venerdì 23 ottobre e per la durata di 30 giorni. Faranno eccezione i casi con ogni probabilità legati a chi deve muoversi per ragioni lavorative o di salute, ricalcando il vecchio modello delle autocertificazioni in vigore durante il lockdown della scorsa primavera. 

Didattica a distanza

La stessa ordinanza, a partire invece da lunedì 26 ottobre, dovrebbe contenere anche la didattica a distanza obbligatoria per il 50% degli alunni delle scuole superiori (esclusi quelli del prima anno), e per il 75% degli universitari, eccezion fatta per attività formative e matricole. 

Il Comune al lavoro sulla movida

Anche il Comune di Roma sarebbe pronto a varare un provvedimento per contrastare gli assembramenti serali. In particolare si starebbe pensando ad un elenco di piazze in cui stabilire una sorta di numero chiuso. Piazze dove sarebbe previsto il presidio fisso delle forze dell'ordine che, in caso di assembramenti, provvederebbero alla chiusure delle stesse. Si sta lavorando, in queste ore, all'elenco dei luoghi interessati e a stabilire il numero di uomini necessario al presidio degli stessi.

I numeri dei contagi

Numeri alla mano, il Lazio risulta la quarta regione oggi per numero di nuovi casi positivi, 1219, la seconda per numero di ricoveri (1226) e la sesta per casi totali esaminati al 21 ottobre, 28370. Nella Capitale i positivi nelle ultime 24 ore sono invece 543, con un Rt (tasso di contagiosità) di 1,2, la metà di quello riscontrato nella città di Milano.

Una situazione che preoccupa ma che viene definita sotto controllo, rispetto ai numeri di altre città e regioni. L'obiettivo è cercare di piegare la curva, mantenendo i contagi a livelli tali da non saturare gli ospedali. In regione si lavora all'incremento dei posti covid: si dovrebbe arrivare a quota 2913, di cui 552 di terapia intensiva. Il San Filippo Neri, nell'Asl Roma 1, diventa ospedale multidisciplinare. Due padiglioni saranno completamente dedicati alle persone che hanno bisogno di cure ma sono positive al virus (come nel caso delle fratture). Aumentano la capacita' di posti letto anche il Policlinico Umberto I, l'Istituto Spallanzani e il Covid Columbus. L'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, ha inoltre richiesto disponibilità di posti letto anche alle strutture accreditate.

Il Lazio, secondo i dati della Protezione Civile di ottobre, risulta essere la prima regione Italiana per casi testati ogni 100 mila abitanti. La media nazionale è di 2.497 casi testati per 100 mila abitanti mentre quella della regione Lazio è di 4.045 casi. casi testati

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