Trasporti e fase 2, controlli solo in metro. Sui bus contapasseggeri: con il mezzo pieno l'autista potrà saltare la fermata

Controlli affidati ad Atac che non però punta i piedi. Richiesto anche un aumento dei mezzi e Roma lavora per trovare supporto anche dai privati

Contapasseggeri sui mezzi, fermate saltate in caso di bus pieni, controlli affidati a personale Atac. Sono questi i contenuti dell'ordinanza regionale per la fase 2 dei trasporti che sciolgono il nodo dei controlli. Un provvedimento non ancora ufficiale anche perché ieri, filtrati i primi contenuti, è nato un caso con Atac.

Controlli ad Atac che non gradisce

L'azienda dei trasporti romani infatti ha preso duramente posizione contro la Regione. "Atac", si legge in una nota, "ribadisce l'impossibilità che siano le aziende di trasporto pubblico locale a farsi carico dell'onere di verificare il distanziamento e l'utilizzo delle mascherine in capo ai passeggeri, nella ormai prossima "fase 2". L’azienda boccia quindi le ipotesi che stanno circolando in merito all'ordinanza della Regione Lazio, che di fatto le attribuirebbero in via esclusiva l’onere dei controlli sulle prescrizioni a tutela della salute pubblica". Una posizione, quella di Atac, già chiaramente espressa in sede di trattativa. Impossibile per l'azienda di via Prenestina implementare i controlli su mezzi e fermate. La difficile situazione finanziaria (Atac è in procedura di concordato preventivo, ndr), non permette di utilizzare personale a tempo determinato, strada invece battuta da Cotral. Difficile poi spostare personale da uffici. Da qui il no. 

Presidio solo in metro

Secondo quanto si apprende Atac si occuperà unicamente del presidio delle fermate delle metro e delle ferrovie concesse. E' la stessa nota ad indicare l'impegno dell'azienda: "Per il prossimo 4 maggio, Atac sta organizzando dei presidi di contingentamento dei passeggeri nelle stazioni di maggiore afflusso delle metropolitane e ferrovie di competenza e, presso i capolinea bus e tram, sta sviluppando presidi di informazione alla clientela per illustrare le nuove modalità di trasporto che si stanno definendo in queste ore. A tal fine l'azienda si sta attivando per  riallocare personale attualmente sospeso dal lavoro e in cassa integrazione".

L'ausilio dei contapasseggeri

E il Comune? Mentre Atac usciva con questa nota, Raggi con un post su facebook raccontava del posizionamento degli adesivi in metro e sui bus, sottolineando un aspetto: "Stiamo proseguendo con i test sul trasporto pubblico per limitare gli ingressi e monitorare i flussi dei passeggeri per fasce orarie, sia nelle stazioni metro che a bordo di alcune linee bus, anche con l’ausilio dei contapasseggeri. Ricordo infatti che sui bus potrà salire circa un quarto delle persone rispetto alla capienza massima". 

Nessuna polemica con la regione quindi, ma l'indicazione, nel contapasseggeri della soluzione. In caso di bus pieno, come prescritto dall'ordinanza, il bus salterà la fermata. Si fermerà solo se chi è a bordo del bus chiederà la discesa.

L'ora di punta non esiste più

L'ordinanza, per il resto, contiene temi già risolti nel dialogo tra enti locali. L'ora di punta viene abbattuta con l' "articolazione del lavoro con orari differenziati", riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e impedendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari. Si punta sul prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e dei servizi pubblici ovvero con rimodulazione dell’orario di lavoro, anche in termini di maggiori flessibilità giornaliera e settimanale, compatibili con l’utilizzabilità del servizio di trasporto pubblico locale o con altre forme di utilizzo di mezzi privati. Ovvio il massimo ricorso allo smart working, con programmazione settimanali degli eventuali turni di presenza fisica presso le sedi di lavoro in modo che il personale di ciascuna azienda/amministrazione distribuisca le giornate di rientro in modo omogeneo sull’intera settimana, evitando la concentrazione su singole giornate.

Più mezzi

La richiesta della regione è di aumentare il numero di mezzi. Atac in tal senso si sta già muovendo per cercare accordi con pulmini scolastici, mezzi per i trasporti dei disabili, Gt Open bus e pullman gran turismo. Obiettivo aumentare la flotta. Il servizio sarà attivo fino alle 23.30 ed è richiesta, nell'ordinanza, l'integrazione del servizio tra aziende. Dialogo quindi, ad esempio, tra Atac e Cotral, per provare a portare i pullman extraurbani in città, consentendo la discesa e salita tra fermate in città. 

Distanziamento sociale e mascherine

La capienza di bus e vagoni metro è portata al 50% dell'immatricolazione. Una sfida al Dpcm governativo che chiedeva l'utilizzo di un posto ogni 4. Regione e Comune si sono trovate d'accordo sull'impossibilità di segurie tale prescrizione. Il giusto compromesso è stato trovato sul 50%. Mezzi a capienza dimezzata e con l'obbligo della mascherina. Isolato l'autista che dovrà indossare la mascherina. Sospesa la bigliettazione a bordo. Inoltre sarà fattp "divieto di attivazione della funzione ricircolo dei sistemi di condizionamento dell’aria".

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Nelle stazioni metro 

Nelle stazioni, così come sui mezzi, è prescritta "igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei locali, con particolare riguardo alle parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori". Richiesta l'installazione di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri. Sempre nelle stazioni ingresso e uscita saranno ben distinti e i flussi dei passeggeri ben divisi. Da capire come tale divisione, prescritta a quanto si apprende nell'ordinanza, sarà garantita sui bus e sui treni. 
 

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