Attualità Ponte Mammolo / Via di Pietralata, 497

Consultori, presidio dell'Assemblee delle donne in via di Pietralata: "No alla trasformazione in un casa della salute"

Il sit-in organizzato dal Coordinamento delle assemblee delle donne e delle libere soggettività del Lazio con Non Una Di Meno. Una delegazione è stata ricevuta dalla dottoressa Patrizia Magliocchetti, dirigente della Uoc Tutela della Salute della Donna e dell'Età evolutiva della Asl Rm2

Foto Agenzia Dire

Proteste questa mattina al consultorio di via di Pietralata 497, a Ponte Mammolo, durante il sit-in organizzato dal Coordinamento delle assemblee delle donne e delle libere soggettività del Lazio con Non Una Di Meno. A far scattare la protesta, la notizia realativa al fatto che lo spazio, in seguito a lavori di ristrutturazione, verrà in parte trasformato in Casa della salute, "quindi non mantenendo la riservatezza che caratterizza l'essere un consultorio, e alcuni dei servizi delle linee del consultorio trasferiti in altre sedi, perdendo il lavoro di equipe , altra caratteristica fondamentale per definirsi consultorio". Solo il 3 marzo 2021, sottolineano le attiviste, al tavolo della regione Lazio è emerso che il consultorio di Pietralata "sarebbe stato uno dei due su Roma che renderà attiva la somministrazione dell Ru 486 (aborto farmacologico)". 

Una decisione "inaccetabile" per le attiviste, perché "riusciamo a farne riaprire uno e nel frattempo ce ne smantellano altri due", denuncia un'attivista durante il presidio. "È l'ennesima presa in giro che la Regione Lazio sta facendo nei confronti delle donne e delle libere soggettività. A noi sta benissimo la ristrutturazione della struttura, ma perché smantellare il consultorio e spostare alcuni servizi, rompendo l'unità, anche dell'equipe?". 

Nel corso della protesta una delegazione ha incontrato la dottoressa Patrizia Magliocchetti, dirigente della Uoc Tutela della Salute della Donna e dell'Età evolutiva della Asl Rm2. "La Casa della Salute" spiega Magliocchetti, riportata dall'Agenzia Dire, "è un programma sanitario fatto a monte dal ministero per offrire una sanità di prossimità, evitando l'accesso improprio al Pronto Soccorso soprattutto dei malati cronici. Non è un poliambulatorio. La povertà degli edifici disponibili nel Municipio IV ha determinato che questo fosse individuato come il più grande e il più bello, ma l'ingresso al consultorio resterà separato e i servizi gratuiti".

La vera criticità, però, per le attiviste riguarda gli spazi. "Attualmente sono 15, col nuovo progetto ne resteranno sette qui, più dieci in un edificio dall'altra parte della strada", fa sapere Magliocchetti. Un'ipotesi che si scontra con l'esigenza di unità rivendicata dalle assemblee delle donne, "fondamentale" specie "dal punto di vista informativo nei confronti dell'utenza", sottolinea un'ex operatrice di consultorio e attivista del Coordinamento.
Altro elemento nel mirino delle attiviste del Coordinamento la trasformazione del consultorio di via Cambellotti a Tor Bella Monaca in un centro covid per la somministrazione dei vaccini.

"Abbiamo ceduto temporaneamente alcune stanze che mi sono state chieste in attesa dell'apertura della Nuvola", ha detto Magliocchetti, "per vaccinare gli ultraottantenni, che, per ragioni pratiche, devono farlo in spazi di prossimità. Si tratta di un'intesa momentanea per cercare di far fronte a questo momento di pandemia". E assicura che il consultorio sarà ripristinato non appena possibile.

"Le risposte della Magliocchetti ci hanno soddisfatto, nel senso che ci ha informato esattamente sul progetto. È il progetto che non ci soddisfa assolutamente, anzi, come Coordinamento abbiamo comunicato una posizione assolutamente contraria alla sua realizzazione", le parole di Mari, attivista del Coordinamento, rilasciate all'agenzia Dire. 

Infine il tema dell'obiezione di coscienza nei consultori: "Nella sola Asl Rm2 ci sono 15 obiettrici su 36 operatrici ostetriche e su 22 dirigenti Uoc Tutela salute della donna quattro sono obiettori", denunciano. "All'ultimo tavolo regionale il 3 marzo, ci è stato chiaramente dichiarato che gli obiettori nei consultori non possono stare, in base alla legge 194 e al decreto 152 a firma Zingaretti. Quindi noi chiediamo un trasferimento immediato del personale obiettore dei consultori presso gli ospedali, soprattutto ora che daranno la Ru486".

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