Donne pronte alla mobilitazione: "Zingaretti rilanci i consultori familiari"

Venerdì 1 febbraio la protesta sotto la regione Lazio, organizzata dall'assemblea delle donne dei consultori di Resede, Denina e Condottieri, con Non Una Di Meno-Roma

Un presidio davanti alla sede della Regione Lazio per chiedere al presidente Nicola Zingaretti il rilancio dei consultori familiari. A chiamare la piazza venerdì 1 febbraio dalle 10 alle 13 con lo slogan "Tutte in piazza per i Consultori" è l'assemblea delle donne dei Consultori di Resede, Denina e Condottieri, con il Comitato Donne 100Celle e dintorni e Non Una Di Meno-Roma.

Sblocco del turnover, con la garanzia della presenza di almeno uno psicologo e un assistente sociale a tempo pieno per consultorio; presenza e valorizzazione di tutte le figure professionali previste nell'equipe con contratti che garantiscano continuità lavorativa e stabilità; copresenza degli operatori, in coerenza con la metodologia consultoriale basata sul concetto di lavoro in equipe e approccio interdisciplinare delle problematiche affrontate; sperimentazione della somministrazione della RU486 (la pillola abortiva, ndr) nei consultori. 

Sono solo alcune delle rivendicazioni dell'assemblea, che, nel testo di lancio del presidio di piazza Oderico da Pordenone su Facebook, chiede anche l'estensione degli orari di apertura del consultorio fino alle 19 in alcuni giorni della settimana e l'eventuale apertura nella giornata di sabato, l'attenzione al momento dell'accoglienza con personale dedicato, la presenza di mediatrici linguistiche e culturali per favorire l'accesso alle donne straniere, il recupero di progetti relativi alla sessualità e all'affettività destinati agli adolescenti, in collaborazione con le scuole.

E ancora: il rilancio di spazi giovani come contrasto al disagio giovanile, la previsione della distribuzione gratuita della contraccezione, "già attuata in altre regioni", il ritorno dei consultori alla loro funzione di "luoghi di formazione e autoformazione" e una loro evoluzione come "luoghi di sperimentazione, aperti ad accogliere bisogni e domande di diverso tipo" con riferimento "all'accoglienza di soggettività non eterosessuali, ovvero alle soggettività LGBTQI, e ai nuovi nuclei familiari". 

"Recenti cambiamenti gestionali da parte della Direzione della Asl Roma2 stanno modificando radicalmente il mandato istituzionale dei consultori impoverendoli a discapito di molte attività fondamentali per la salute delle donne - si legge sul post di Non una di meno Roma - l'odierno orientamento aziendale privilegia solo due linee di attività, quella vaccinale e quella ostetrica, facilitando l'accesso dell'utenza in queste aree attraverso call center e indirizzi mail dedicati, nonchè garantendo la presenza di ostetriche e pediatri e impegnandosi a colmare eventuali carenze con la mobilità del personale e bandendo concorsi specifici"

"Purtroppo questo tipo di approccio gestionale e di visione del consultorio - avverte l'assemblea - va a discapito di tutti gli altri percorsi socio assistenziali che caratterizzano il lavoro consultoriale, percorsi previsti anche dal Dca Zingaretti del 2014: giovani, interventi di contrasto alla violenza di genere, salute sessuale-riproduttiva-contraccezione, assistenza per la donna che richiede interruzione volontaria di gravidanza, adozioni. 

Queste linee di attività - conclude il post - vengono penalizzate poichè concretamente le donne, i giovani e le persone nella maggior parte dei casi non riescono ad accedere al consultorio, chi vince la scommessa lo fa con estrema difficoltà o per casualità. Per tutte queste ragioni l'1 febbraio saremo sotto la Regione con un presidio per chiedere a Zingaretti che fine hanno le promesse sul paventato investimento del consultorio che, ad oggi, non è affatto fattivo".

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(Fonte Agenzia Dire)
 
 

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