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Martedì, 30 Novembre 2021

Sola, con tre figli e sotto sfratto: ancora un mese per trovare casa a Yatnaris. I sindacati: "Prefetto allarghi la task force"

L'inquilina di via Bartoloni potrebbe trasferirsi temporaneamente in un residence comunale a Capannelle. Pd e Sinistra Civica Ecologista: "Si attivino subito i servizi sociali e il dipartimento"

Come successo già il 5 ottobre, anche oggi martedì 26 ottobre lo sfratto di una donna sola con 3 figli a Colli Albani (VII Municipio) è stato scongiurato: c'è ancora tempo fino al 30 novembre per trovare una soluzione abitativa. Yatnaris, 41 anni, nata a Cuba e cittadina italiana, da circa sei anni vive in un appartamento in via Bartoloni, insieme ai tre figli di 23, 11 anni e 9 mesi. E' disoccupata, la figlia maggiore anche, i due bambini hanno problemi di salute.

Questa mattina poco dopo le 9, ancor prima che arrivasse l'ufficiale giudiziario per notificare lo sfratto, esecutivo da giugno 2019, oltre ad una pattuglia della Polizia di Stato c'erano i rappresentanti dei sindacati inquilini (Sicet Cisl, Unione Inquilini, Sunia Roma) e una delegata dell'ufficio legale della Caritas Diocesana. Sul posto anche i neoconsiglieri capitolini Yuri Trombetti (Pd) e Alessandro Luparelli (Sinistra Civica Ecologista) e la consigliera neoeletta in VII Municipio, sempre di SCE, Emanuela Ammerata

Yatnaris, 41 anni

I sindacati: "Il Prefetto allarghi la task force sugli sfratti"

"Non c'è la buona volontà da parte di chi dovrebbe intervenire e prendersi carico di queste situazioni - le parole di Guido Lanciano, segretario romano dell'Unione Inquilini, a Roma Today - . Solo con un sit-in come quello di oggi abbiamo potuto forzare la mano affinché si muovesse qualcuno. Non è possibile andare avanti così. Il Prefetto ha messo in piedi un task force, noi chiediamo che venga implementata insieme agli ufficiali giudiziari, all'assessorato alla casa comunale e di tutti i Municipi. A Roma ci sono tantissime case, anche pubbliche, vuote. Quindi è possibile dare un alloggio ai circa 30 sfrattati problematici che ci saranno al mese fino a giugno. Solo quando si arriva al limite si interviene? Vorremmo invece che si agisse con criterio, nella normalità". "A volte basta copiare quello che fanno già altri comuni - il commento di Emiliano Guarnieri, segretario regionale Sunia Roma - . Altrove i protocolli tra le istituzioni sono già stati siglati e funzionano, qui si tratta di trovare la formula per un corretto utilizzo delle risorse sia economiche sia in termini di patrimonio immobiliare. La prova che viene dalla giornata di oggi è che gli uffici comunali devono armonizzare le risorse, serve un censimento del budget e delle case disponibili sia per trasferimenti temporanei sia per soluzioni definitive e che possano far fronte a quei 4 o 5 sfratti che vengono fatti quotidianamente a Roma. Le situazioni d'emergenza, con famiglie che rischiano di rimanere in strada, sono un numero gestibile con le risorse a disposizione dell'amministrazione". "Siamo qui per dare solidarietà alla famiglia - dichiara Beatrice Bruno di Caritas - e perché è importante che all'interno dei tavoli decisionali ci sia il coinvolgimento di tutte le parti sociali per poter chiedere ogni volta l'intervento, soprattutto quando ci sono minori o anziani interessati dagli sfratti". 

La soluzione temporanea: il residence di Campo Farnia

Al momento, anche grazie alla proroga di un mese accordata dall'ufficiale giudiziario, la soluzione più concreta per evitare che Yatnaris e i figli finiscano in strada o vengano separati, è quella di portarli in uno dei tre appartamenti liberi, ma inagibili, del residence di proprietà comunale in via Campo Farnia 100 a Capannelle. "Questi tre alloggi - spiega Emanuela Ammerata - sono vuoti da tempo per problemi di muffa. Ma l'emergenza abitativa non può attendere i tempi delle amministrazioni, bisogna muoversi subito e farli ripristinare. Già oggi chiederemo al servizio sociale del VII di scrivere al Dipartimento e insieme ai sindacati faremo pressione affinché quest'ultimo, al momento assente dalla partita, si prenda la responsabilità di far trasferire la signora con i tre figli. Ci sono anche 6 o 7 appartamenti liberi a Casale Lombroso. Il patrimonio e i fondi per affrontare la situazione a Roma ci sono, va fatta una rete funzionale che dia risposte concrete, sia per quanto riguarda gli alloggi popolari che sono disponibili, ma vanno rimessi a disposizione anche gli alloggi a canone sociale e va costituito un fondo di garanzia per le morosità e le caparre". 

Le versioni dell'inquilina e della proprietaria

"Ho smesso di pagare nel 2019 - racconta Yatnaris - e la proprietaria mi ha staccato la luce. Con lei ci sono stati anche dei contenziosi per alcuni contratti d'affitto non registrati. Poi dall'inizio della pandemia la situazione è peggiorata, io da un po' di tempo non lavoro più e prima percepivo il reddito di cittadinanza, mia figlia non lavora e mi aiuta col fratellino più piccolo. A novembre entrambi i miei figli minori subiranno degli interventi al Bambin Gesù. Io sono disposta ad andarmene, ma dev'essere una soluzione che ci permetta di restare insieme". Differente la versione della proprietaria dell'appartamento, Laura Vergnani, presente sul posto insieme al suo avvocato: "Sono 4 anni e mezzo che l'inquilina non paga - racconta - lo sfratto è esecutivo dal 2019 e io mi trovo a pagare le spese di riscaldamento e il condominio, non so più come fare. Da oltre due anni siamo in questa situazione". 

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