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L'incidente del 2008 sulla Nomentana - Foto Ansa

L'incidente del 2008 sulla Nomentana - Foto Ansa

Cimitero Nomentana, nessun intervento sulla strada a sei corsie: su incroci e attraversamenti pedonali si piangono morti

Un tratto di poco meno di un chilometro, una strada a sei corsie dove alta velocità e infrazioni sono all'ordine del giorno. Ieri l'ultimo incidente, con un 25enne morto a bordo del suo scooter

I fiori sempre nello stesso punto, appoggiati al semaforo, nel 2008 per Alessio Giuliani e Flaminia Giordani investiti da un pirata della strada, ieri per Luis, morto a seguito di uno schianto con un'auto. In mezzo decine di altri feriti e di vittime, tutte nel giro di 800 metri, quelli che portano da Porta Pia fino a villa Torlonia. Incroci maledetti, che attraversano quattro careggiate e ben sei corsie. Incroci dove si corre e che, nell'intersezione tra viale Regina Margherita e via Nomentana, hanno il loro punto più critico. 

Incidente viale Regina Margherita

I fiori per Alessio Giuliani e Flaminia Giordani morti in un incidente nel 2008

L'incrocio Nomentana viale Regina Margherita

Basta star fermi qualche minuto ad osservare l'andirivieni delle auto per rendersi conto dei rischi e delle insidie in questo crogiolo di corsie che conduce verso i Parioli, il Policlinico, il quartiere Nomentano e via XX Settembre.  Le ambulanze a sirene spiegate - per esempio - fanno fatica ad attraversare l'incrocio, bloccando per pochi secondi l'afflusso delle auto. I commercianti dei negozi che si affacciano sull'incrocio conoscono meglio di chiunque altro la gravità della situazione. Quasi ogni giorno escono dopo aver sentito il botto dello schianto e pregano che quell'incidente non sia mortale. 

Il punto è spesso teatro di infrazioni. Per chi proviene da Villa Torlonia infatti l'incrocio con viale Regina Margherita viene utilizzato per svoltare verso sinistra e dirigersi verso il Policlinico, evitando così un giro assai più lungo. Si tratta inoltre di un incrocio in cui si arriva a forte velocità e spesso si accelera per bruciare il giallo ed evitare il rosso. Tutte condotte fuori legge che portano a tragedie, ora con pedoni come vittime, più spesso con motociclisti che rimangono feriti o uccisi sull'asfalto. 

Nel luglio 2015 toccò a Mauro Sbragaglia, morto in ospedale dopo uno schianto pauroso tra il suo Honda 150 con una Mini. Nel dicembre 2012 toccò ad una donna rimanere gravemente ferita. Nell'ottobre 2013 un altro centauro rimase gravemente ferito nello stesso punto dove ieri morì Luis. 

L'incrocio Corso Trieste via Spallanzani

Non meno pericoloso è l'incrocio Corso Trieste verso Villa Torlonia e viceversa. Qui nel settembre scorso morì Serena Greco, coinvolta a bordo del suo scooter in uno scontro con altri tre veicoli. Nello stesso punto ha perso la vita, il 20 aprile 2017, Francesco Di Terlizzi, giovane originario di Fiumicino. A bordo della moto stava attraversando l'incrocio quando è stato centrato da un'auto. Sui muri di Villa Torlonia ci sono ancora le scritte che ne ricordano il decesso. 

Si tratta di un incrocio semaforico dove si arriva, soprattutto sulla Nomentana, a velocità sostenute. Da Corso Trieste si passa ad una via più stretta, via Spallanzani: un attraversamento di quattro carreggiate e sei corsie, con un semaforo non lunghissimo e dove in tanti, per la fretta, tendono a passare anche con il giallo, quando non con il rosso. Il risultato è che mentre sulla Nomentana è diventato verde, dando quindi a chi proviene da Porta Pia il segnale di strada libera, ci sono mezzi che stanno ancora attraversando l'incrocio, rubando l'istante per non perdere ulteriori minuti al semaforo. E qui, per questo, si creano incidenti. 

Da Porta Pia a viale Regina Margherita

Non meno insicuri sono gli attraversamenti tra Porta Pia e viale regina Margherita. Qui non ci sono incroci, ma attraversamenti pedonali, prenotabili. Provenienti da Porta Pia, usciti dal tunnel di Corso Italia o provenienti dall'ambasciata di Gran Bretagna, si corre e quando spunta il rosso si inchioda. Qui i residenti ricordano la morte di Tommaso Mossa, rimasto ucciso dopo essere stato investito all'altezza di via Reggio Emilia. 

Le richieste dei residenti 

Da tempo i residenti chiedono dissuasori di velocità, semafori più visibili - sospesi sui cavi - e un maggior presidio della polizia locale. Non sembrano invece sortire effetti le telecamere montate sull'incrocio e che nell'incidente di domenica potrebbero aver ripreso quanto accaduto. Altre telecamere, secondo quanto si apprende, sono state montate sulla pista ciclabile, ma hanno il solo obiettivo di contare le bici o i monopattini che passano. 

Il municipio

“Via Nomentana è una strada pericolosa. Bisogna stare attenti ed essere prudenti in ogni suo tratto. Come Municipio ci impegneremo per approntare ogni sistema che possa garantire maggior sicurezza anche se fare di più, come nel caso dell’incrocio con Regina Margherita o Corso Trieste e via Spallanzani, è difficile quando c’è un semaforo che funziona in modo regolare. Non un caso che quegli impianti restino verde-rosso-giallo e non lampeggianti anche di notte” - ha detto a RomaToday la presidente del Municipio II, Francesca Del Bello.

A breve invece si interverrà per la realizzazione del semaforo su via Nomentana, all'altezza di via dei Villini e via Reggio Emilia, dove nel 2018 morì Tommaso Mossa. Non aveva nemmeno 18 anni. “Li il problema è che la Nomentana è una strada a sei corsie e un attraversamento pedonale in quel trattio non è in sicurezza senza semaforo” - ha ribadito la minisindaca. “I lavori per quell’intervento che abbiamo chiesto a gran voce insieme ai residenti della zona dovrebbero iniziare tra un po’. Il semaforo è infatti stato inserito nelle attività del Dipartimento Mobilità per la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali”.

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