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Spostare gli stand dalla banchina del Tevere per far spazio alla ciclabile: l'appello del Comune alla Regione

Intanto su facebook Calenda attacca i lavori. La replica dell'assessora Linda Meleo

La ciclabile sul Tevere diventa pomo della discordia elettorale. Da un lato il Comune di Roma e la giunta a cinque stelle che accelera sui lavori di manutenzione e rifacimento e chiede alla regione di spostare gli stand di Lungo Il Tevere... Roma. Dall'altro Carlo Calenda che, raccogliendo l'indignazione social, ironizza sui lavori in corso.

A spiegare i lavori di riqualificazione è il consigliere Daniele Diaco. Su facebook, come al solito, racconta: "Nel tratto tra Ponte Risorgimento e Ponte Marconi è già iniziata la stesura del primo livello di asfalto, che fungerà da base per la pavimentazione vera e propria. Non potendo scavare (perché si tratta di un argine) è stato necessario creare un nuovo strato che faccia da base".

La richiesta del Comune

Lavori di riqualificazione che verrebbero oscurati nel caso in cui quest'anno tornasse la manifestazione "Lungo il Tevere?Roma". Per questo Roma Capitale ha inviato alla Regione Lazio la richiesta per ricollocare stand e bancarelle "considerato il crescente numero di ciclisti urbani e l'aumento dell'utilizzo della ciclabile". Cosa propone il Comune? "Qualora le condizioni dettate dall'emergenza sanitaria da Covid-19 lo consentano, si chiede di valutare la possibilità di posizionare gli stand per la tradizionale manifestazione in modo da non interferire con l'uso della pista ciclabile, sul lato opposto della banchina del fiume, nel tratto tra Ponte Sublicio e Ponte Sisto".

"L'obiettivo", spiega il Comune, "è consentire ai cittadini, turisti e ai ciclisti di percorrere in sicurezza il percorso ciclopedonale, che il Dipartimento Lavori Pubblici sta riqualificando in questi giorni, e apprezzare le bellezze del fiume Tevere durante la stagione estiva".

Calenda fa ironia

Ma i lavori stanno facendo discutere i social. Girano infatti le foto della striscia d'asfalto posata sulla banchina. Asfalto che straborda sul travertino. Asfalto, come spiegava Diaco, necessario per creare una prima base. Asfalto probabilmente da rifinire. In particolare a ironizzare è il candidato sindaco Carlo Calenda che, postando la foto, di lascia andare: "Una mattina la Sindaca di Roma si svegliò corrucciata e chiese al pittore di corte Calabrese: "come possiamo ulteriormente deturpare questa città ingrata?". "Mia sindaca, rispose il pittore, abbiamo fatto tutto il possibile per punire i romani: sporcizia, traffico, declino. Abbiamo rinunciato alle Olimpiadi e cancellato il Colosseo per far capire ai romani quanto indegni essi siano". "Non mi basta!". "Potremmo, o magnifica sindaca, buttare una colata d'asfalto sul Tevere?" "Ecco si mio diletto così va bene, procedi", e così fu".

Meleo replica

A replicare all'ex è l'assessora Linda Meleo: "Dare giudizi prima della fine dei lavori è prematuro e fuorviante per i cittadini, soprattutto per i ciclisti che la utilizzeranno, una manutenzione che non veniva eseguita da oltre 15 anni. Carlo Calenda dovrebbe tacere e smettere di parlare di cantieri, opere infrastrutturali e lavori nella città sostituendosi ai tecnici. Ormai è diventato un tuttologo: parla a sproposito di qualsiasi cosa. E il bello che non ci prende mai".

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