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Martedì, 24 Maggio 2022
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Ater chiede gli arretrati, ma (per sbaglio) manda raccomandate anche ai morti. È caos

L'azienda ha inviato lettere chiedendo arretrati scaduti da decenni a ex inquilini deceduti, ma almeno 500 comunicazioni non dovevano partire

Ater negli ultimi 8 mesi ha inviato almeno 17.000 raccomandate ad altrettanti inquilini ed ex inquilini, chiedendo arretrati per rate condominiali o affitti ma senza specificare altro, mandando nel panico migliaia di famiglie. Il punto è che di queste 17.000, secondo quanto RomaToday ha potuto verificare, almeno il 3% sono partite per errore: oltre 500, dunque. Con tutti i costi che ciò ha comportato. Inoltre, molte delle missive firmate da un direttore, hanno come intestatarie persone defunte da decenni, per lo più tra la fine degli anni '80 e gli inizi del 2000. Il motivo? Un database mai aggiornato. 

Le cartelle pazze spedite al Villaggio Olimpico

Avevamo raccontato delle decine di comunicazioni arrivate in particolare agli abitanti del Villaggio Olimpico, nel II Municipio. Diffide di pagamento dai 300 ai 6.000 euro rivolte ad ex assegnatari, poi diventati proprietari grazie ai riscatti degli alloggi avvenuti quasi tutti tra i 30 e i 36 anni fa, quando la gestione del patrimonio nell'ex residence per gli atleti dei Giochi del 1960 passò da Iacp ad Ater. Nelle lettere, senza firma, si contestano "oneri e/o canoni" apparentemente non corrisposti, non specificati e non collocati temporalmente. Una doccia gelata per decine di romani, residenti tra via Olanda, piazza Grecia, via Danimarca, via Jugoslavia e via Svizzera, che nel peggiore dei casi non sono riusciti a mettersi in contatto con gli uffici locali dell'azienda regionale per ottenere chiarimenti, nel migliore hanno ottenuto appuntamenti esclusivamente telefonici a cinque mesi di distanza. 

Succede anche a Torre Spaccata

In seguito all'articolo, sono arrivate segnalazioni anche da altri quartieri, tra questi Torre Spaccata. In particolare un proprietario ha ricevuto il 6 aprile una richiesta di oltre 6.000 euro, indirizzata al padre defunto nel 2009, nonostante il riscatto avvenuto ormai 23 anni fa, nel settembre 1999, da parte del figlio stesso. "Ho scritto una pec di risposta lo stesso giorno - fa sapere il proprietario - allegando anche copia dell'atto di acquisto con tanto di ricevuta da parte di Iacp". 

Circa 17.000 lettere inviate, il 3% è frutto di errori

RomaToday è riuscita a sapere che almeno negli ultimi 8 mesi sono state inviate circa 17.000 raccomandate da parte di Ater, tutte con richieste di pagamento per mancata corresponsione di "oneri e/o canoni di locazione", ovviamente non tutte a proprietari ex assegnatari. La possibilità che in alcuni casi l'invio sia frutto di errore è, a quanto appurato, concreta: circa il 3% delle richieste sarebbero partite per sbaglio, quindi almeno 500 raccomandate spedite senza motivo a chi non deve nemmeno un euro ad Ater. L'aver indirizzato le lettere a persone defunte ha poi una motivazione molto più banale di quanto si possa immaginare: da anni non vengono effettuati aggiornamenti del database. 

I debiti ordinari cadono in prescrizione dopo 5 anni

A correre in soccorso di molti tra coloro che si sono visti fare richieste economiche da Ater arriva anche la legge: in base all'articolo 2948 del codice civile, infatti, i debiti condominiali ordinari (relativi quindi a servizi di pulizia e normale manutenzione delle aree comuni) si considerano prescritti dopo 5 anni e l'aver inviato una raccomandata scaduto questo termine non interrompe la prescrizione. Ma c'è di più: la legge regionale 42 del 1991, che disciplina la cessione in proprietà degli alloggi ex Iacp, all'articolo 7 stabilisce che l'atto notarile "è subordinato alla certificazione dell'istituto che l'assegnatario è in regola con i pagamenti". Nessuno avrebbe potuto riscattare gli immobili del Villaggio Olimpico o di Torre Spaccata avendo arretrati non pagati. 

Agli attuali proprietari di case ex Ater o agli inquilini che siano in regola con tutti i pagamenti, sarà dunque sufficiente comunicare tempestivamente all'azienda il proprio status e certificare la regolarità di rate condominiali e d'affitto, per evitare di perdere ulteriormente il sonno. 

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