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Accoglienza migranti, anziani, disabili: ecco i servizi per i più fragili colpiti dal caro-bollette

L'allerta resta alta dalle cooperative sociali di Roma e del Lazio: "Non solo energia, anche benzina e alimenti incidono pesantemente"

Si occupano di anziani non autosufficienti, di persone con disabilità, di bambini e adolescenti delle periferie difficili, gestiscono asili nido in convenzione con il comune di Roma, accolgono migranti e donne sole con minori. Le realtà che si riconoscono sotto la bandiera del Terzo Settore sono tra le più colpite dal caro-bollette, ma non solo. Anche i costi del carburante e l'inflazione che determina aumenti nel settore alimentare. Nella Capitale e nel Lazio circa 250 di loro fanno parte di Federsolidarietà - Confcooperative regionale.

Federsolidarietà: "Soddisfatti a metà per gli aiuti governativi"

Il presidente Luciano Pantarotto, all'indomani dell'approvazione delle integrazioni al DL Aiuti per supportare le realtà che lavorano nel sociale, spiega che la toppa da parte del governo è benvenuta "ma la situazione è complessa e più ampia". "Gli ultimi decreti sono di aiuto, è vero - ammette Pantarotto - ma non tengono conto di ciò che è l'indotto generale. Abbiamo avuto a che fare con l'aumento del carburante, adesso c'è anche quello delle derrate alimentari. Noi ci occupiamo di trasportare persone disabili o anziani, portiamo pasti a domicilio e ai senza tetto. Questo tema l'abbiamo fatto presente al comune, perché per esempio il servizio dei pasti è ormai storico, va avanti da 15 anni, ma risentirà inevitabilmente degli aumenti e saremo in terribile difficoltà. Questa ondata inflattiva sta colpendo chi già soffre, i più fragili e indifesi". La soddisfazione per i contributi che arriveranno (si parla di circa il 25% dei costi per le bollette) è solo "parziale - aggiunge Pantarotto - perché il caro bollette è solo il fattore più emergente allo stato attuale. Il governo non ha considerato i centri diurni per disabili dove ci sono costi energetici esclusi dal decreto. Eppure anche lì, non solo nelle residenze, si consumano luce e gas, si accendono i riscaldamenti". 

Il caro-bollette fa male al terzo settore: "Regione e comune ci aiutino o i servizi sono a rischio"

"Si può rinunciare a un gelato, non ai servizi assistenziali"

Molte cooperative gestiscono gli asili nido convenzionati: "A Roma sono quasi il 50% del totale dei servizi educativi - sottolinea il numero 1 di Federsolidarietà Confcooperative Lazio - e buona parte di loro hanno gestioni autonome, che rispondono dei costi. Vediamo sui giornali imprenditori del food che denunciano bollette stellari, sicuramente è un problema, ma loro possono aumentare i prezzi di ciò che vengono. Noi possiamo aumentare del 20% le tariffe dei nostri servizi? Si può rinunciare ad un gelato, non a portare un genitore anziano o un parente disabile in un centro". 

"Dal 2020 a oggi escalation di disagio, siamo in difficoltà"

La cooperativa Santi Pietro e Paolo a Roma opera in quasi tutti i municipi, con oltre 300 operatori a tempo indeterminato, oltre la metà dei quali sono donne. Gestisce tre centri di aggregazione giovanile tra Borghesiana e Ponte di Nona, asili nido sempre a Borghesiana, ad Acilia e Romanina, si occupa di trasporto scolastico per disabili anche a livello universitario con un raggio d'azione che si estende a Tivoli e fino a Brindisi in Puglia. "Lo scarto vero nei costi energetici lo vedremo il prossimo bimestre - commenta Francesco Sagone, referente della cooperativa - ma i rincari sono già attuali. Oltre a quello delle bollette c'è l'aumento del carburante, che per noi influisce nel trasporto dei pasti. Affrontiamo in prima linea la povertà educativa, siamo nelle periferie con progetti di inclusione sociale, il Terzo Settore non va ignorato ed è un bene che siano intervenuti. Ma dal 2020 a oggi è un'escalation del disagio, lo vediamo nelle famiglie con cui abbiamo a che fare, l'ultima ondata di inflazione ci sta mettendo in difficoltà. Qui non si tratta solo di lievi o meno lievi aumenti, ma anche di ritardo nella reperibilità dei materiali, della strumentazione". Far tornare i conti si fa sempre più complicato: "Alla lunga è tosta mantenere la sostenibilità dei servizi - conclude Sagone - e quando ci va bene adesso andiamo in pareggio. Chi ha una sola struttura residenziale o un solo asilo, rischi di andare sotto. C'è chi potrebbe raggiungere il terzo esercizio finanziario in negativo e allora lì si va in bancarotta se non chiudi". 

La coop che lavora con disabili, anziani e migranti: "Nel 2021 77mila euro di aumenti"

 Marco Frisari è consigliere d'amministrazione delegato all'immigrazione di Centro per l'Autonomia, cooperativa sociale fondata nel 1996 per occuparsi di disabili gravi e gravissimi, diventata poi una realtà più ampia che dal 2014 gestisce anche centri di accoglienza per migranti, ultimi quelli arrivati dall'Ucraina dopo lo scoppio della guerra. In totale 116 operatori, il 30% dei quali lavoratori disabili. "Attualmente gestiamo un centro di accoglienza straordinario a Marino con 50 donne e bambini piccoli . spiega Frisari a RomaToday - dal 2021 gestiamo un SAI, ex Sprar all’Alessandrino per 24 nuclei familiari mentre dallo scoppio della guerra in Ucraina gestiamo 3 piccoli centri per donne ucraine con minori. Uno di questi centri è a Marino ed è dedicato a persone con disabilità. Abbiamo una casa famiglia a Monte Porzio Catone per persone malati Hiv e una casa di riposo per anziane in cui ci sono signore laiche e religiose non autosufficienti, a Casalotti". Già lo scorso anno, quando gli aumenti dei costi dell'energia si erano palesati nelle bollette degli italiani, il colpo per loro è stato pesante: "Nel bimestre novembre/dicembre - conferma l'operatore - abbiamo avuto un incremento di 77.000 euro per l'energia, rispetto allo stesso periodo del 2020. Senza cambiare impostazione ai nostri sistemi di riscaldamento. Ci aspettiamo molto peggio tra due mesi, addirittura ci hanno prospettato aumenti del 480% rispetto a un anno fa". Addirittura, per far fronte agli aumenti, la cooperativa ha pensato di rinunciare ad alcune gestioni: "Per esempio al centro di Marino con 50 persone - ammette Frisari - consumando moltissima energia, perché è una struttura vecchia. Qualcosa però abbiamo già dovuto fare altrove, a Casalotti. E' una casa di riposo privata, abbiamo aumentato le rette e nessuna delle 60 ospiti ha avuto da ridire, perché sono consapevoli dei costi che abbiamo. La stessa cosa però non si può fare con i migranti, quando il servizio catering ti aumenta il prezzo di 1 euro e 20 ognuno. Non puoi chiederlo all'ospite, ci rimetti tu". 

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