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Domenica, 26 Maggio 2024
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Caro affitti, la protesta degli studenti smuove le istituzioni: "Aumenteremo gli alloggi"

La rettrice della Sapienza: "Ne stanno arrivando altri 400". L'assessore regionale: "Apriamo un tavolo"

La protesta delle studentesse e degli studenti della Sapienza contro il caro affitti ha smosso le coscienze. Intanto quelle dei vertici dell'ateneo e regionali. I fuorisede chiedono di calmierare le locazioni, arrivate a una media di 500 euro per una stanza e i decisori prendono l'impegno di aumentare l'offerta per far sgonfiare un po' il mercato. La rettrice Antonella Polimeni annuncia oltre 400 posti alloggi "nei prossimi mesi". 

La tendopoli contro il caro affitti

Con 40.000 studenti fuorisede residenti a Roma ma solamente 2.800 alloggi per studenti in tutto il Lazio, difficile non capire come mai i proprietari di immobili possano affittare a 400-500 euro al mese, bollette escluse, una camera senza bagno privato, soprattutto se l'appartamento è ben collegato con i principali atenei romani. Per questo la protesta iniziata l'8 maggio e durata tutta la notte fino alla mattina del 9 è servita per riportare al centro del dibattito un tema fondamentale: il diritto alla casa e quindi allo studio. E dopo le parole di Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza, anche la Regione è intervenuta.

Polimeni: "Presto 400 posti in più"

"Siamo a fianco di chi manifesta contro il caro affitti - ha detto Polimeni - con l'obiettivo di portare all'attenzione dell'opinione pubblica le difficoltà di trovare per i fuorisede alloggi a prezzi accessibili. Ho fatto quanto nelle mie possibilità finora, per promuovere attività concrete per mitigare le difficoltà presenti: è stato istituito un fondo per finanziare contributi alloggio, sono in corso progetti di edilizia universitaria che metteranno a disposizione sul territorio romano, e in parte a Latina, oltre 400 posti alloggi già nei prossimi mesi". Per rispondere alla domanda di case in maniera decisiva, però, manca ancora molto. Per questo l'assessore a università, scuola, formazione, ricerca e merito del Lazio, Giuseppe Schiboni, tende la mano ai rettori.

Schiboni: "Lavoreremo con i rettori"

"Per noi è prioritario garantire più disponibilità di alloggi - spiega Schiboni - nel minor tempo possibile, così da far calmierare i prezzi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e lo faremo lavorando fianco a fianco con i rettori delle università per fornire risposte concrete. Il tavolo sulla riqualificazione dell’Umberto I sarà quindi l’occasione per discuterne e realizzare poi centinaia di nuovi alloggi per gli studenti". 

Lo sciopero generale del 26 maggio e la richiesta di un reddito universitario

Nel frattempo, a Sinistra Universitaria si è aggiunta anche Cambiare Rotta, che oltre ad aver partecipato il 9 maggio mattina al flash-mob contro il caro affitti, ha lanciato uno sciopero generale per il 26 maggio: "Da anni il carovita, aumentato con la crisi pandemica e l'economia di guerra - fanno sapere - e aggravato nei suoi effetti dai tagli netti al welfare, ai salari e ai diritti, fa di giorno in giorno peggiorare la condizione di vita delle classi popolari e il futuro che si prospetta per noi giovani. A questa situazione hanno condotto le politiche scellerate dei governi succedutisi in questi anni. Come se non bastasse, sull’onda della gentrificazione si promuove la costruzione di studentati privati e di lusso: l’ultimo schiaffo agli studenti e ai giovani lavoratori delle classi popolari". Per questo, Cambiare Rotta chiede un reddito universitario per chi ha meno possibilità, un piano pubblico di investimento per l'ampliamento delle strutture residenziali, l'interruzione di tutti i progetti co-finanziati e delle convenzioni con i privati "per riportare l'intervento sulle politiche abitative in mano ai ministeri", la reintroduzione dell'equo-canone. 
 


 

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