Venerdì, 19 Luglio 2024
Attualità

La strigliata di Caritas alla politica: "Sui poveri siamo in ritardo"

Benoni Ambarus: "Si parli di più del dramma". Gualtieri: "Ci vuole lavoro coordinato e coerente"

In attesa che Roma Capitale renda pubblico il risultato del censimento dei senza dimora lanciato a Termini la notte del 31 marzo, proprio nei pressi della stazione si è tenuto un incontro organizzato da Caritas Roma, insieme a quella di Milano, sul tema della povertà. Un modo, da parte dell'organizzazione episcopale del Vicariato, di tenere alta l'attenzione e richiamare al proprio ruolo le istituzioni pubbliche. 

La strigliata del vescovo dei poveri: "Non hanno colpe"

Ad aprire l'incontro è stato il vescovo vicario ausliario Benoni Ambarus, ex direttore Caritas e delegato alla Carità. Uno che di ultimi si occupa quotidianamente e quando ne parla non usa mezzi termini, davanti al sindaco Roberto Gualtieri: "La povertà viene considerata come una malattia che contagia - dice - perché quando guardiamo chi sta male, abbiamo paura che possa accadere anche a noi. Anche perché in una città come Roma, in una società come quella di oggi, tenere la barra dritta è difficile e ci vuole poco a passare dall'altra parte. Ecco, bisogna smetterla di pensare che i poveri siano un'emergenza, che siano una questione di sicurezza. Sono un dramma, di cui bisogna parlare. E non hanno colpa di essere tali". Per Ambarus "siamo in ritardo di 10 o 15 anni - conclude - rispetto a quello che andrebbe fatto. Ciò che vediamo è solo la punta dell'iceberg". 

Il tentativo di Gualtieri: "Tema enorme e complesso, ci vogliono azioni coerenti"

Poche ore prima del convengo a via Marsala, nei portici di piazza dei Cinquecento un dispiegamento di forze dell'ordine e operatori Ama aveva sgomberato i senza dimora, decine di disperati accampati davanti agli esercizi commerciali. Gualtieri, chiamato a dire la sua, di fronte alle parole di Benoni Ambarus ha risposto così: "Il lavoro che viene fatto da Caritas dev'essere affiancato da un'opera coordinata e coerente da parte di tutti i soggetti istituzionali - esordisce -. Questo è un tema enorme e complesso. C'è una Roma invisibile, composta da tante persone prive di sostentamento, di alloggio, spesso con problemi complessi dal punto di vista sanitario. Persone che esistono e non si può pensare che, creando spesso disagi e problemi, allora non devono esistere. C'è questa idea bizzarra che se non ci fossero le strutture di sostegno e accoglienza, per esempio qui a Termini, non ci sarebbero i poveri. E' un'idea assurda ma purtroppo diffusa. Le fragilità sono il prodotti di tanti fenomeni, a volte globali altre nazionali, che sono aumentati".

"Non esistono soluzioni magiche"

"E' necessario combinare politiche per la crescita e il lavoro - ha concluso Gualtieri - ma non esistono soluzioni magiche e semplicistiche. Dobbiamo, con la fatica e la pazienza di chi sa questo, mettere in campo un insieme di azioni. Abbiamo lanciato un grande censimento con l'Istat, perché bisogna conoscere ciò su cui intervenire, è una premessa fondamentale. Abbiamo avviato quattro strutture per l'housing first, destinato soldi ai municipi per i centri d'accoglienza, abbiamo deciso di derogare al decreto sulla residenza, investiamo sulla casa". 

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