Lunedì, 15 Luglio 2024
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Caos nidi e materne, "processo" al Comune per i disservizi in tutta Roma

In commissione capitolina le lamentele dei genitori si sommano agli attacchi delle opposizioni. Ma anche alcuni assessori pongono il problema. All'orizzonte un consiglio straordinario

Continua il dibattito politico e non solo intorno ai servizi educativi 0-6 anni di Roma Capitale. Infatti, sin da prima che aprissero i nidi e la materne comunali, non si è mai placata la polemica rispetto alla qualità della gestione all'interno delle scuole disseminate sul territorio e durante l'ultima commissione capitolina Scuola, congiunta con Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica, è andato in scena un vero e proprio processo a carico del Campidoglio. Al banco degli imputati l'assessora alla scuola, formazione e lavoro Claudia Pratelli e quello al personale, Andrea Catarci. 

Nidi e materne, processo al Comune

I genitori sono scontenti, è innegabile. Collegati il 10 novembre durante la doppia commissione - presieduta da Carla Fermariello e Riccardo Corbucci - ce ne sono diversi, alcuni molto agguerriti. Dal I all'VIII municipio, passando per il III, l'XI, il XIII. La rete dei comitati di gestione dei nidi e delle materne romane, creatasi spontaneamente quest'anno in virtù dei disagi riscontrati sin da settembre, sta premendo quotidianamente sugli assessorati competenti affinché venga inserita una marcia diversa nella governance dei servizi educativi 0-6 anni. "La qualità è scaduta moltissimo per la prima volta da tempo - accusa una madre del centro storico - , nonostante le rette siano le stesse o in alcuni casi più alte. Oggettivamente c'è un numero inferiore di educatrici a disposizione". Circostanze ribadite da altri cittadini intervenuti, ma anche dalle mamme e dai papà ascoltati da RomaToday in questi giorni. 

Da destra ai Cinquestelle, attacchi frontali: "Una vergogna mai vista"

Ovviamente, essendo un'occasione istituzionale che coinvolge consigliere e consiglieri di Roma Capitale, gli interventi delle opposizioni non sono mancati. E sono stati duri. Francesca Leoncini, consigliera di Italia Viva: "Ci arrivano tante segnalazioni dal III municipio - fa sapere - e si verificano anche casi di regressione educativa in alcuni bambini, dovuta all'inefficienza dei servizi, che andrebbero garantiti correttamente. I genitori pagano questi disservizi e di conseguenza ricade tutto sui bambini". Più pesante Rachele Mussolini di Fratelli d'Italia: "C'è stata una cattiva gestione delle risorse da parte del Comune - ipotizza - perché se fossero state gestite bene, oggi non ci troveremmo in queste condizioni. Si è voluto tenere aperti i nidi fino alle 18, è una bellissima cosa degna di una grande città europea, ma nella situazione attuale forse sarebbe meglio pensare a garantire lo standard fino alle 16".

Il municipio che aspetta i fondi del Comune per non tagliare gli orari a nidi e materne

Antonio De Santis, consigliere della Civica Raggi, non è nuovo ad attacchi al Campidoglio e in particolare a Pratelli e Catarci, i due assessori competenti in materia: "Sono mesi che facciamo commissioni su queste problematiche - ricorda - ma mai una volta abbiamo ricevuto risposte dai diretti interessati, che non sono mai stati presenti e non lo sono nemmeno oggi. Si dice che una variazione di bilancio garantirà i fondi fino a dicembre, ma non può essere solo questo: c'è un tetto di spesa per legge che ha ogni comune ed è stato gestito male. Da assessore al personale mi sono trovato a gestire i servizi educativi in tempo di Covid e un livello così vergognoso non l'abbiamo mai raggiunto. Basta con le prese in giro".

Fratelli d'Italia chiederà un consiglio straordinario

Federico Rocca (FdI), presidente della commissione trasparenza, chiederà un consiglio straordinario sul tema: "Così smetteremo di fare commissioni che assumono i tratti delle sedute terapeutiche - ironizza - e avremo il Sindaco e gli assessori in aula a spiegarci che direzione sta prendendo il servizio educativo di Roma". Infine Virginia Raggi: "Sono profondamente addolorata per le condizioni lavorative delle educatrici e maestre, per le condizioni dei bambini e dei genitori - esordisce l'ex Sindaca, che poi risponde a un'assessora dell'XI municipio - . Se, come sostiene lei, pensiamo che i problemi vengano da lontano, vorrei dire che questo lo sappiamo già e le famiglie anche lo sanno. Però noi abbiamo assunto 1.600 precarie durante la mia amministrazione. Inoltre, ogni cambiamento va introdotto con gradualità. Le tante riforme lanciate in questo biennio hanno fatto saltare il sistema perché non c’è adeguata copertura e gestione. E sta accadendo anche con gli Oepac, dove molti municipi hanno esaurito le graduatorie ma il plafond non è stato incrementato e si verificano disservizi. Il bacino in cui si trovano i soldi per retribuire educatrici, maestre, supplenti è lo stesso da cui si pesca per le altre assunzioni a tempo determinato che vengono fatte. Ci vogliono invece delle priorità, che vanno stabilite dalla testa politica. La programmazione si fa con le risorse disponibili e capendo priorità e interventi che necessitano maggiormente di copertura, col residuo si fa il resto. Facendo tutto sapendo che la coperta è corta, il sistema salta".

Dal municipio delle Torri: "Totale emergenza. Mancano gli educatori"

Presenti anche diversi assessori alla scuola dei municipi. Dal VI, unico a guida centrodestra, c'è Flavia Cerquoni (nominata anche vicesindaca di Pomezia): "Siamo in totale emergenza - accusa - e oggi non sono a rischio solo i servizi, ma la salute di bambini ed educatrici. Se non si punta sui servizi educativi, ilm Comune ha fallito. Ci sono continui scioperi e assemblee di operatori che lavorano in condizioni pessime e a ricasco si va sulle nostre famiglie e lo dico da amministratore e da mamma. Mancano gli educatori, le sostituzioni non vengono mandate, in alcuni giorni non c'è neanche il rapporto 1 a 7 sul totale dei bambini del plesso".

Mancano le supplenti, bambini senza vigilanza. Allarme nei nidi e nelle materne di Roma

Da Montesacro, III municipio, interviene Paola Ilari, che oltre alle deleghe sulla scuola è anche vicepresidente: "Abbiamo voluto essere vicini ai genitori avendo raccolto le loro segnalazioni - premette - e abbiamo scritto ai dipartimenti, anche più volte, allegando le problematiche. Abbiamo nidi più in sofferenza, altri meno. Credo però che siano state fatte alcune cose veramente innovative, una sulla gratuità di accesso alle fasce ISEE più basse e l'altra col prolungamento degli orari. Siamo in sofferenza, è vero, purtroppo i modelli organizzativi su sette ore non stanno funzionando, dovremmo fare un gruppo di lavoro e trovare soluzioni. Anche perché i genitori sono preoccupati, perché vedono le maestre nervose e oberate di lavoro. Le risorse? Siamo in carenza anche noi, ma fiduciosi dei feedback ricevuti dall'assessora al bilancio, da quella alla scuola e dalla capogruppo Pd in Campidoglio". 

Dal Campidoglio: "Le risorse ci sono. Monitoriamo i cambiamenti"

A fine commissione, praticamente sul "gong", ecco la replica dall'assessorato alla scuola, rappresentato da un membro dello staff: "Possiamo dire innanzitutto che l'assessora Pratelli ha dato disponibilità a incontrare i genitori - esordisce - e poi a fissare una nuova commissione durante la quale essere presente, come anche l'assessore Catarci. Vorrei però specificare alcuni aspetti e ripristinare la verità su altri: nell'anno educativo in corso non esistono più le deroghe per i fondi dedicati al personale a tempo determinato, concesse durante il Covid. Ci sono dunque vincoli di spesa da rispettare. Così, a fronte di questo ritorno al passato, abbiamo ripristinato gli organici pre-Covid, quelli del 2019 che sono gli stessi stabiliti sin dal 2008. Questa organizzazione garantisce una continuità nella qualità dei servizi? Lo stiamo monitorando. Se ci saranno problemi, interverremo da gennaio aggiustando il tiro. Vorrei poi dire che non stiamo facendo alcuna sperimentazione sulla pelle dei bambini, che le sostituzioni sono garantite come anche la presenza di un'educatrice la mattina e una il pomeriggio e che si manda la supplente quando c'è un fuori rapporto. Inoltre, confermo che le risorse ci saranno per le sostituzioni fino a dicembre".

Caos scuole comunali, il Campidoglio cede e rinforza gli organici

Infine, l'assessorato risponde a Raggi sui fondi per gli Oepac: "Non è vero che si stanno facendo operazioni senza programmare la copertura economica - conclude -  non è vero che su Oepac le risorse sono le stesse perché avevamo 65 milioni fino all'anno scorso, ora sono 90 milioni e per garantire il modello educativo di oggi abbiamo le risorse sufficienti". C'è poi una problematica che difficilmente verrà azzerata del tutto, legata alle caratteristiche endemiche del personale educativo: sono quasi tutte donne, sono avanti con l'età e si fanno carico delle cure di figli e genitori anziani a casa. "Per questo è impossibile eliminare del tutto le supplenze - confermano dall'assessorato - in un settore che ha il tasso di assenza più elevato di altri settori. Pensiamo a tutte coloro che hanno diritto alla 104". 

Catarci smentisce l'VIII municipio: "Nessuna carenza di fondi"

Andrea Catarci, assessore al personale di Roma Capitale, interviene dopo la commissione: “Sul tema delle risorse destinate alle supplenze non esiste alcun caos - sottolinea - . Esse sono state previste per tutti i municipi, compreso l’VIII (dal quale è scattato l'allarme fondi lanciato dalla direzione socio-educativa, ndr). Sulla base delle indicazioni pervenute dagli uffici del Dipartimento Scuola, infatti, già in una nota di settembre 2023 si era comunicato che la quantificazione del budget era provvisoria e non definitiva, come erroneamente sostenuto dai dirigenti dell'VIII. Se questi ultimi avessero semplicemente contattato gli uffici preposti, avrebbero appreso della disponibilità dei fondi. Alla luce di questo, stupisce l’ingiustificato clamore che la vicenda desta, in quanto attribuibile a una errata lettura delle comunicazioni tra strutture. Non risultano pertanto in nessun modo fondate le affermazioni relative alla riduzione dei servizi e alla interruzione dei contratti”.

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