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VIDEO | Covid, il cane può riconoscere chi è positivo attraverso il sudore. Lo studio al Campus Bio-medico

Ecco Lex, Roma e Harlock, tre dei sei cani addestrati a riconoscere chi è positivo al Coronavirus in 60 secondi attraverso l'olfatto

 

Si ferma e si mette seduto. Fermo, fissando il suo obiettivo. Questo il segnale che il cane addestrato mette in atto quando si troverà di fronte ad una persona positiva al Covid-19.

Ovviamente parliamo del risultato finale della ricerca avviata presso il drive in del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma. Un progetto che verrà realizzato per la prima volta al mondo su un campione statistico rilevante di oltre mille pazienti.

L’obiettivo è quello di poter utilizzare le unità cinofile per effettuare lo screening rapido degli individui potenzialmente affetti da Covid-19, sintomatici e asintomatici, all’interno di grandi eventi, all’ingresso di cinema, stadi e ai varchi di imbarco degli aeroporti con diversi vantaggi: “la velocizzazione delle operazioni di accesso ai luoghi di aggregazione, l’abbassamento delle spese derivanti dall’utilizzo dei tamponi e una migliore organizzazione ed efficacia dei controlli”, spiega Massimo Ciccozzi, professore ordinario di Epidiemologia e Statistica del Policlinico universitario.

All’interno di un container di circa 40 metri quadrati dedicato al progetto, il cane annuserà i campioni contenenti il sudore dei pazienti, i quali effettueranno un autoprelievo del sudore con una garza che verrà poi inserita in un contenitore anonimo, ma dotato di numero identificativo corrispondente al paziente stesso.

“Stiamo addestrando i nostri cani a riconoscere la presenza del Covid-19 nei campioni raccolti presso il Covid Center – spiega Massimiliano Macera, amministratore delegato di Ngs -. All’interno del container verranno sottoposte al cane alcune scatole all’interno delle quali ci saranno i campioni da processare. Per esercitarsi a sviluppare la sensibilità al virus il cane passa in rassegna le scatole metalliche e quando rileverà la presenza del Covid-19 lo segnalerà precisamente ma con discrezione e riceverà un premio”.

Dopo una prima fase di sperimentazione della durata di circa 8 settimane, il progetto entrerà in una fese successiva grazie alla collaborazione dei pazienti che effettuano i tamponi al drive-in:  “Grazie alle possibilità offerte contemporaneamente dall’attività del Drive-in Campus test e del Laboratorio Analisi possiamo lavorare in presa diretta con i cani e verificare scientificamente le nostre ipotesi”, dice Silvia Angeletti, direttore dell’Unità Laboratorio analisi del Policlinico.

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