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VIDEO | Alessandra e la sua battaglia contro un cancro metastatico: "Posso guarire, voglio vivere"

La storia di Alessandra Capone, malata di un cancro metastatico e della sua battaglia che l’ha portata fino a Francoforte pur di vincere

 

Forza, determinazione, capacità di modificare la propria vita e le proprie abitudini. Tutto per un solo grande fine: vivere. Alessandra Capone, 47enne di Centocelle, oltre ad essere una ballerina di flamenco, è un’attivista politica per i diritti umani. Dalla striscia di Gaza accanto a Vittorio Arrigoni, alle piazze italiane, con l’unico scopo di lottare per la vita dei più deboli. Una battagliera che mai, fino a dieci anni fa, avrebbe pensato di dover convogliare tutta quella energia per se stessa e contro una delle malattie più temute: un tumore maligno al seno scoperto nel 2010, in metastasi al fegato e 2015.

La rabbia, la paura, la sofferenza fisica legate alla chemio e alla radio terapia. Ma anche la rinascita: "Se tutti noi avessimo la consapevolezza di poter contribuire alla nostra guarigione, non ci penseremo due volte a cambiare stile di vita, alimentazione, ad abbracciare le terapie integrate che, ne sono convinta e ne sono dimostrazione, portano dei reali benefici - spiega Alessandra -. Eppure dovrebbero essere gli oncologi ad indirizzare il paziente ma non sempre così, ed è per questo che racconto la mia esperienza ormai da anni, mi confronto con altri malati, per provare ad aiutare anche una sola persona".

Alessandra infatti scrive da tempo sul tema. Ha letto libri e ricerche scientifiche che parlano di come un’alimentazione vegetale, con limitazione anche degli zuccheri, porti benefici. "Non parliamo assolutamente di un qualcosa che è alternativo alle terapie tradizionali - sottolinea - ma ad un qualcosa che le integra e che personalmente mi ha fatto bene. É il cosiddetto approccio olistico, un orientamento che si prende cura non solo dell’organo colpito, ma di  tutto il corpo, sostenendo il sistema immunitario messo a dura prova dalle sole terapie tradizionali, la mente e lo spirito. Quindi ho rivoluzionato la mia alimentazione, ho iniziato agopuntura, migliorato il mio stile di vita, meditato, intrapreso un percorso psicoterapeutico di conoscenza e consapevolezza. Ed ho tutto sommato una buona qualità della vita".

Nel 2016 si sottopone al primo trattamento di termoablazione al fegato, colpito da metastasi e che nemmeno un nuovo ciclo di chemioterapia sembrò in grado di fermare. A gennaio 2018 compare una lesione all'osso del  cranio, e la situazione dell’organo epatico sembra precipitare: "Migliaia di metastasi, non pensavo fosse andata tanto avanti", dice diventando cupa in viso. Ma questo non la scoraggia e non la ferma: "Lo scorso aprile, presso un istituto di Francoforte ho iniziato un trattamento di chemioperfusione e chemioembolizzazione al fegato - spiega -. Ho scelto di arrivare fin qui perchè trattano casi difficili e rischiosi come il mio, e il mio corpo non sopporterebbe un’altro ciclo di chemio classica. E lotto”. Trattamenti molto costosi e che hanno portato Alessandra, spinta da un gruppo di amiche, a lanciare una raccolta fondi su GoFundMe, “Alè Ale torna a ballare, che le permetta di andare avanti con questa terapia: “Il nome è un chiaro riferimento al fatto che sono una ballerina di flamenco e mi piacerebbe tornare a danzare, a guarire - dice -. Non mi sono mai arresa, resto impegnata nelle cause delle donne, nella lotta per far inserire una corretta alimentazione per i pazienti oncologici ricoverati”.

Alessandra il prossimo 28 giugno sarà a Lucha y Siesta per un dibattito sulle terapie integrate e per sostenere la sua campagna di crowdfunding: “La forza e la determinazione mi hanno permesso di arrivare fin qui, e non mi fermo”.

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