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Domenica, 28 Novembre 2021
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Come è cambiata la mobilità dei romani in pandemia

Secondo l’indagine “Osservatorio Stili Mobilità”, di Legambiente e Ipsos, il 43% degli intervistati chiede meno assembramenti e più sicurezza sui mezzi pubblici

Roma è una città in movimento, ma la pandemia ha stravolto le abitudini di viaggio. Lo conferma l’indagine “Osservatorio Stili Mobilità”, redatta da Legambiente e Ipsos, che ha preso in esame il sistema di trasporti di quattro grandi città e come viaggiano i suoi cittadini.

Mobilità a confronto per Roma, Milano, Napoli e Torino, con oltre 1.300 interviste raccolte tra il 24 settembre e il 4 ottobre 2021 e una visione diversa sui trasporti da indirizzare al Ministro Giovannini. Tra le proposte di Legambiente, la realizzazione di una “città da 15 minuti”, la transizione al trasporto pubblico elettrico, abbonamenti integrati a TPL e la sharing mobility.

Ecco come i cittadini romani si sono messi pre e durante la pandemia.

Diminuisce l’utilizzo dei mezzi pubblici

Sebbene gli italiani riconoscano allo sharing e al Tpl un contributo ambientale fondamentale, il 32% predilige ancora il mezzo di trasporto proprio. La buona notizia è che rientrano in questo gruppo anche bici, scooter e monopattino.

La percezione a Roma è che si usino tuttavia meno i mezzi pubblici. “Siamo tornati a muoverci come prima, ma per il mezzo pubblico anche peggio – sostiene Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente - l’auto ha perso pochissimo, è il mezzo pubblico che stiamo sacrificando di più”.

L’utilizzo di bus e tram è diminuito dal 2,3% prima della pandemia all’1,7% di oggi. Lo stesso si può dire per la metropolitana, con un calo dal 2,1% all’1,6%, e per mezzi di trasporto come treni e bus urbani, con una discesa dell’utilizzo dall’1,2% prima del 2020 all’1% attuale.

Una perdita di utenze che non permette di concepire la mobilità come priorità a Roma. “La Roma-Lido aveva 100mila utenze al giorno prima della pandemia, ora ne ha 60mila, solo per fare un esempio. Un altro riguarda la fermata metro Policlinico, che si trova di fronte uno degli ospedali più grandi d’Europa – sostiene Roberto Scacchi, Legambiente Lazio – è stata chiusa per un anno nel pieno dell’emergenza sanitaria, facciamoci due domande”.

Mancanza di fiducia

Secondo l’indagine di Legambiente ed Ipsos, i cittadini romani chiedono forti rassicurazioni per tornare a usare il TPL serenamente, soprattutto sul distanziamento e il rispetto delle norme igenico-sanitarie.

Per quanto riguarda bus e tram, secondo il 25% degli utenti i mezzi sono infatti troppo affollati, lo pensa anche il 28% degli intervistati sulle condizioni di viaggio in metro così il 25% dei viaggiatori di treni e bus extraurbani.

Dopo Milano, Roma inoltre è la città italiana presa a campione dove è più sentita l’esigenza di un minor affollamento degli utenti, su cui è concorde il 43%.

Mobilità alternativa

Roma è la città dove il 50% degli spostamenti in auto è per meno di 6 km. Vista la sfiducia nei trasporti pubblici, la pandemia ha portato il 41% dei romani utilizza ad utilizzare almeno 1 volta alla settimana dei mezzi diversi per compiere lo stesso tragitto.

“L’inversione di tendenza l’abbiamo avuta sullo sharing mobility con i monopattini – prosegue Andrea Poggio – ma non vanno demonizzati, semmai va svolta una campagna d’informazione sull’educazione stradale e il rispetto delle regole”.

Chi si affida alla modalità “stop and go” a Roma, per il 60% predilige così l’utilizzo di mezzi pubblici + auto/moto/scooter di proprietà. È la città italiana dove più si fa difficoltà ad abbandonare l’automobile, inoltre solo il 6% alterna mezzi pubblici a bici o monopattino.

Elettrico

Il 74% degli intervistati in Italia si sta interessando all’auto ibrida, tra le città coinvolte, Roma in testa con l’82%. I romani sono anche fortemente interessati però all’auto elettrica (61%), secondi a Napoli (66%), ma prestano attenzione anche a scooter (28%) e monopattino (21%) elettrici, mentre solo il 38% converge verso la bicicletta elettrica con pedalata assistita.

La maggior resistenza all’adozione dell’elettrico riguarda i costi e la gestione pratica dei veicoli, così il 37% degli intervistati in tutta Italia risponde che ci farebbe un pensierino solo “se costasse meno”.

La città da 15 minuti è realizzabile?

La “città da 15 minuti” è anche uno dei cavalli di battaglia del neo Sindaco di Roma per riformare la mobilità capitolina. Ed è, secondo il report Legambiente, una proposta che ha forte attrazione nelle aree metropolitane, ma lascia dubbi sulla sua realizzazione, il 77% proviene proprio dai romani.

Inoltre, per il 75% di loro, l’auto rimane irrinunciabile, allontanando sempre più il progetto di Roberto Gualtieri.

“Le risposte al sondaggio dimostrano che per chi vive a Roma la proposta ha contorni ancora irrealistici. Tuttavia anche Roma può diventare una città da 15 minuti, ma bisogna ridisegnare prima lo spazio pubblico e ridurre le auto private, soprattutto investire sul servizio di prossimità: non è vero che Milano è più avanti di Roma. Lo abbiamo visto con l’assistenza sanitaria durante la pandemia. I romani sono pronti ad accogliere i cambiamenti, questa indagine lo dimostra: il problema non è la gente, ma la classe dirigente che deve applicarsi”, conclude Andrea Poggio di Legambiente.

“Gli stili di vita, per raggiungere questo traguardo, devono essere accompagnati da cambiamenti hard nelle politiche della città. Roma è la città che negli anni ‘90 ha inventato la parola cura del ferro, che non era nient’altro che far fermare nei quartieri i treni regionali, aprendo alla mobilità a interi quadranti, come Appiano e Prenestino. Può farcela”, confida Roberto Scacchi.

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