Attualità

Lazio in zona gialla, il caffè al banco è "amaro". Gli esercenti: "Perdite per i bar per 150 milioni di euro"

La circolare del ministero ai prefetti ha chiarito alcune regole per i bar. Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio, lancia l'allarme

Foto Ansa

Il caffè al banco in zona gialla si potrà prendere o no? Il rito veloce, ma per qualcuno imprescindibile, delle mattine sarà ancora una tappa da conquistare. La ristorazione, infatti, come più volte ha sottolineato il Governo avverrà solo all'aperto.

Con Roma e Lazio in zona gialla da domani 26 aprile, entrerà in vigore il nuovo decreto riaperture che stabilisce che i locali riaprono a pranzo e a cena (nel rispetto dell'attuale coprifuoco alle 22), purché all'aperto. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La distanza è fissata a un metro.

Dal primo giugno, soltanto in zona gialla, attività aperte anche al chiuso dalle 5 alle 18. Nelle scorse ore, una circolare del ministero ai prefetti ha chiarito alcune regole per i bar. Sarà consentito il servizio ai tavoli all'aperto e anche al banco solo "in presenza di strutture che consentano la consumazione all'aperto", come riportano anche Sky e Adnkronos. Altrimenti, solo servizio ai tavoli e asporto, ammesso fino alle 18.

I bar che non hanno spazi aperti, quindi, non potranno fare servizio al banco o al tavolo. Una decisione che azzoppa molte attività come sottolinea Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio: "Il Decreto Riaperture in vigore dal 26 aprile non comprende la possibilità per i bar di consumare al chiuso al banco. Il decreto del Governo quindi non dà la possibilità alla clientela di prendere un caffè o un aperitivo. Poiché tutti gli esercizi pubblici un anno fa si sono adeguati ai protocolli di sanificazione all'interno dei locali. riteniamo anche discriminatorio non poter consumare al bancone di un bar pur con adeguato distanziamento, quando precedentemente in zona gialla si poteva consumare all'interno fino alle 18. Calcolando che i bar che non hanno tavoli all'esterno rimarranno chiusi, l'impossibilità di consumare al bancone si traduce in una ingente perdita economica che per il solo mese di maggio secondo le stime della Fiepet-Confesercenti sarà pari a 150 milioni di euro a Roma e nel Lazio. Si tratta di un giallo mascherato da arancione. Lanciamo una proposta: agli esercenti non venga applicato il pagamento del servizio al tavolo come segno di protesta civile nei confronti di una norma che ci penalizza".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lazio in zona gialla, il caffè al banco è "amaro". Gli esercenti: "Perdite per i bar per 150 milioni di euro"

RomaToday è in caricamento