Caffarella: per bloccare i romani che corrono nel parco arriva un drone

Diminuita la presenza di cittadini e runner all’interno della Caffarella. Per vigilare sul perimetro del parco, la Protezione Civile sta utilizzando anche un drone

Foto dalla pagina facebook "Raggruppamento Emergenza Roma 9 Protezione Civile" Photopress

E’ dovuta intervenire anche la Sindaca per allontanare i romani che, nonostante i divieti, continuavano a recarsi alla Caffarella. Il parco non è recintato e l’assenza di barriere fisiche non facilita il compito di quanti devono far rispettare ordinanze e decreti governativi.

Un'area off limits

Per contenere i contagi del nuovo Coronavirus, il polmone verde è stato reso off limits. Alla Caffarella si applicano le stesse prescrizioni previste per gli altri parchi cittadini. Solo che qui, un po’ per l’estensione ed un po’ per la difficoltà a rinunciare alle proprie abitudini, alcuni romani hanno continuato a frequentarla.

Romani più responsabili

“Dopo l’intervento della Sindaca Raggi devo dire che sono diminuite le persone all’interno del parco. Noi abbiamo riscontrato solo qualche problema con alcuni giovani, ma niente di trascendentale. La situazione appare sotto controllo anche se poi, visto che ce lo hanno chiesto, diamo una mano a monitorare” racconta Roberto Massimi Raccis, presidente del Raggruppamento Emergenza Roma 9”.

Angeli custodi del parco

“Noi siamo un’associazione di Protezione Civile  che da sette anni opera nel Municipio VII – ha spiegato Raccis – abbiamo ottenuto una sede in un casale che si trova all’interno del parco della Caffarella, cui si accede da via Bitinia. Tra i compiti cui assolviamo, per quanto riguarda la Caffarella, diamo un supporto ai guardiaparco, ad esempio durante la manifestazioni che si svolgono nell’area verde ma anche per problemi legati alle esondazioni. Siamo stati i primi infatti a ripulire il letto dell’Almone”. Il fiume, soprattutto negli anni passati, tendeva a formarsi una diga di rifiuti plastici. Una parte di questi si deposita anche lungo le sponde e, se non vengono rimossi, rischiano di far esondare il corso d’acqua.

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I controlli con il drone

Il Raggruppamento Emergenza Roma9, una ventina di persone per lo più residenti nel territorio, dispone anche di un drone. “Io ho un brevetto di pilota SAPR e, poiché la Polizia Locale ci ha chiesto di farlo, lo utilizziamo per controllare, dall’alto, com’è la situazione nel parco. Continueremo a farlo anche se, ripeto, mi sembra che i romani abbiano capito che devono restarsene a casa”. Se poi avessero ancora qualche dubbio, ora sanno che c’è anche un occhio elettronico che, dall’alto, vigila contro gli eventuali assembramenti.
 

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