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Divieto di seduta su un bus (Immagine d'archivio)

Divieto di seduta su un bus (Immagine d'archivio)

Bus e metro pieni all'80% anche nel Lazio. Protestano i sindacati: "Sarà sciopero"

Usb proclama lo stato di agitazione: "A rischio la salute di autisti e utenti". La data è già fissata per il 25 settembre 

I mezzi pubblici arriveranno all'80% della capienza anche nel Lazio. Ancora la novità è da ufficializzare ma in Regione l'intenzione è quella di far propria la linea fissata a livello nazionale dalla Conferenza unificata Stato-Regioni con l'avallo del Comitato tecnico scientifico. Con la ripartenza delle scuole e il rientro a lavoro dopo il periodo estivo aumenterà la domanda di bus, tram e metro. 

Da qui, sempre mantenendo le distanze di sicurezza anti Covid, la necessità di aumentare anche la capacità di trasporto. Che appunto passerà dal 60% fissato con un'ordinanza regionale di maggio all'80. Con ogni probabilità non serviranno nuovi provvedimenti, basterà una semplice comunicazione alle aziende che gestiscono il trasporto pubblico, regionale e dei vari comuni. Comunicazione che, filtra dalla Pisana, dovrebbe arrivare a stretto giro. 

Una scelta che ha scatenato le proteste dei sindacati. Usb in testa ha proclamato uno sciopero di 24 ore per venerdì 25 settembre, astensione che si aggiunge allo sciopero nazionale della scuola già proclamato da tempo per il 24 e 25 del mese. "Impensabile l'80% della capienza mantenendo le distanze" commenta il segretario Usb Michele Frullo. "E comunque non c'è nessuno che controlla", come già l'Unione sindacale di base aveva fatto notare quando il limite era il 60%. 

"Avevamo già fatto ricorso al Tar. Ora che i mezzi sono destinati a essere presi d'assalto invece di potenziare il servizio cosa si fa? Si aumenta la soglia per legalizzare quello che fino a oggi legale non era". A rischio c'è la salute degli autisti, ripetono dal sindacato, e quella di migliaia di utenti. "Poi però a scuola devono stare distanti" tuonano ancora dal sindacato. "Provvedimenti contraddittori che rendono senza senso le stesse precauzioni adottate e che sono destinati a favorire una diffusione molto forte dei contagi". 

Critiche a un'organizzazione insufficiente sul fronte trasporti sono arrivate nei giorni scorsi anche dalla Cgil Roma e Lazio: "Da mesi ripetiamo come nella Capitale, con la riaperture delle scuole e le inevitabili limitazioni al riempimento dei mezzi di trasporto, aumenteranno i disagi e i rischi di assembramenti di studenti e cittadini". Dalla questione dei controlli assenti a quella delle uscite di sicurezza in metro, da riaprire in concomitanza con l'aumento dei passeggeri nelle stazioni, diversi i nodi contestati della nuova fase post Covid. Tutti o quasi ancora da sciogliere. 

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