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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Strade colabrodo, vittoria del Codacons contro il Comune: dovrà mostrare gli atti

L'associazione a tutela dei consumatori si è rivolta al difensore civico dopo che Roma Capitale ha rifiutato di mostrare le carte relative al dissesto stradale

Roma Capitale dovrà presentare tutti gli atti e i documenti relativi agli interventi effettuati per migliorare la condizione delle strade della città, costellate di buche. Lo ha stabilito il Difensore Civico della Città Metropolitana di Roma, accogliendo il ricorso presentato dal Codacons.

La sentenza del Tar: Comune obbligato a mettere in sicurezza le strade

L’associazione a tutela dei consumatori si era rivolta al Difensore Civico dopo che il Comune aveva negato di mostrare le carte relative al dissesto stradale. La richiesta era stata avanzata in seguito alla vittoria della class action presentata al Tar del Lazio, che lo scorso giugno aveva ordinato a Roma Capitale “di adottare ogni atto necessario per la realizzazione degli specifici obiettivi strategici e operativi del DUP 2018-2020, nonché l’obiettivo strategico chiamato ‘Migliorare la sicurezza stradale intervenendo su infrastrutture, veicoli ed utenti, anche sulla base del lavoro svolto dalla consulta cittadina della sicurezza stradale’”. 

La sentenza stabiliva anche che il Comune avrebbe avuto a disposizione 180 giorni per mettere in sicurezza le strade, definendo la class action "pienamente ricevibile ed ammissibile. Né è revocabile - avevano detto i giudici amministrativi - o in dubbio il fatto che l’associazione interveniente abbia allegato una lesione diretta, concreta ed attuale dell’interesse collettivo di cui essa si fa promotrice".

La richiesta di accesso agli atti negata

L’associazione aveva quindi presentato un’istanza di accesso agli atti al Comune per prendere visione di tutti i documenti che provassero il rispetto della sentenza del Tar l’ottemperanza dell’Amministrazione alla pronuncia del Tar, e capire così in che misura il Comune è intervenuto per risolvere il grave problema delle buche stradali.

Roma Capitale non aveva però fornito al Codacons i documenti richiesti, ed era scattato il ricorso al Difensore Civico. Che ha accolto l’istanza, ordinando al Comune di Roma di effettuare il riesame dell’istanza di accesso “in quanto la stessa appare allo scrivente fondata nel merito, emergendo un interesse, diretto, concreto ed attuale della parte ricorrente in ordine ai dati richiesti”.

“Ora Roma Capitale dovrà fornire al Codacons tutti gli atti circa l’attività realizzata in tema di dissesto stradale e rispetto della sentenza del Tar - ha detto il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi - in caso di reiterato rifiuto, saremo costretti a denunciare il sindaco Gualtieri per omissione di atti d’ufficio”.

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