Blocco del traffico, Raggi tira dritto: "Stop ai diesel è per tutela della salute pubblica"

La sindaca risponde alle polemiche legate al blocco delle auto diesel per contrastare l'inquinamento dell'aria: "Ci muoviamo nell'ambito di quello che prevede la legge"

La sindaca Virginia Raggi (immagine d'archivio)

"Sto vedendo molte polemiche e richieste relative a queste misure di stop ai diesel. Evidentemente il nostro primo obiettivo è quello della tutela della salute pubblica" ha detto la sindaca Virginia Raggi in merito alle polemiche di questi giorni sul blocco del traffico allargato anche alle auto diesel euro 5 ed euro 6. "Ci stiamo muovendo nell'ambito di quello che prevede la legge, siamo costantemente in attesa dei dati" ha commentato a margine di un evento in Campidoglio. 

Poi ancora su Facebook: "Immaginiamo una stanza con le porte e le finestre chiuse, come l'area fumatori di un aeroporto, e 10 persone che fumano al suo interno. L'aria in breve tempo diventa irrespirabile. C'è un problema: le porte non possono essere aperte. Rimanere così al suo interno è insostenibile. A quel punto per migliorare la situazione viene chiesto a cinque persone di non fumare. L'aria nella stanza continua ad essere densa di fumo ma almeno si evita che peggiori. È quello che sta accadendo nella città di Roma".

Poi difende la sua scelta: "Come amministrazione siamo intervenuti con gli strumenti emergenziali a disposizione: negli orari più trafficati, abbiamo vietato la circolazione alle automobili più inquinanti. È come se avessimo chiesto a una parte dei fumatori di non appesantire ancora di più l'aria della stanza chiusa. Guardate queste immagini. Rappresentano la concentrazione di gas e polveri sottili previste in città nelle giornate di oggi e di domani. Se non intervenissimo la situazione peggiorerebbe e il ritorno alla normalità sarebbe più lontano. C'è chi dice che i motori diesel euro 6 non inquinano. Non è proprio così".

Le misurazioni di Arpa: lo smog aumenta

Le ultime rilevazioni però, quelle della giornata ieri raccolte da Arpa Lazio nella apposite postazioni di misurazioni del livello di inquinanti nell'aria dicono che lo smog in città, al netto dei blocchi, è aumentato. La scelta quindi di stoppare anche le auto diesel euro 5 ed euro 6, che tanto sta facendo discutere, non sembrerebbe avere avuto effetti sostanziali. In attesa di capire se il Campidoglio deciderà di proseguire con il blocco anche per la giornata di domani venerdì 17 gennaio e per quella di sabato 18, le critiche non si fermano. L'ultima arriva dalla Cna di Roma, la Confederazione dell'artigianato e delle piccole e medie imprese. 

La polemica: "Raggi ha tradito patto con cittadinanza"

"Tre giorni di stop solo per i mezzi diesel nella Fascia Verde, mentre quelli a benzina da Euro 4 in poi possono circolare liberamente. Così il Comune di Roma ha pensato di risolvere il problema dell’eccessiva concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera cittadina" scrive l'associazione di categoria in una nota stampa.

"In questo modo viene meno il patto di fiducia tra la Pubblica Amministrazione e la cittadinanza. Infatti, è particolarmente grave che questo provvedimento sia stato preso a pochi mesi di distanza dall’adozione di una norma che vieta l’accesso in città a tutti i veicoli diesel fino a Euro 3, obbligando gli imprenditori a sostenere costi per decine di migliaia di euro, senza incentivo alcuno e senza specificare che in caso di emergenza i diesel Euro 6 sarebbero stati comunque penalizzati".

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E ancora: "Gli artigiani, i commercianti e gli imprenditori si sentono quindi traditi dall’Amministrazione Capitolina che sembra non tenere conto di loro. Il Comune ha stabilito che l’Euro 6 fosse la conditio sine qua non per poter svolgere l’attività economica all’interno dell’Anello Ferroviario, salvo poi bandire solo i veicoli diesel dalla possibilità di circolare".
 

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