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VIDEO | Casa popolare assegnata ad anziani rom, ma i residenti impediscono l'ingresso della coppia

I due anziani hanno chiamato i carabinieri e sono rimasti poi dall'altro lato della strada. Senza poter entrare, alla fine hanno scelto di andare via. Gli abitanti: "Quella casa è inagibile, è per la sicurezza della scala"

Hanno trovato la serratura del portone di accesso alla scala del palazzo cambiata. Dopo vari tentativi, con gli inquilini che uno ad uno iniziano a scendere nel cortile, Zehera e Nhao, 78 e 79 anni, accompagnati da uno dei loro figli e dall’ufficio speciale rom e sinti del Campidoglio, hanno chiamato i carabinieri.

“La scorsa settimana sono venuti a vederla per firmare l’assegnazione, sono entrati e usciti senza problemi", spiega il figlio Najo. "Ora il portone ha un’altra serratura e non sappiamo se la casa è occupata da qualcun’altro o meno, perché le forze dell’ordine non entrano". La casa in questione è stata assegnata a questa coppia di anziani, provenienti dal campo rom di via Salviati, e ad un loro figlio disabile, Miki, di 62 anni.

“Si era rotta una chiave e abbiamo dovuto sostituire la serratura", dice Roberto, uno degli inquilini Ater del lotto 20 di San Basilio. "Quella casa è inagibile e non può essere abitata, tempo fa ci fu una grave fuga di gas e dovettero intervenire i vigili del fuoco. Oltre al fatto che abbiamo già accolto due famiglie straniere e secondo noi abbiamo dato, adesso basta”.

Due alloggi su 40, per loro stessa ammissione: “Una di origini romene e una dal Perù, e li abbiamo accolti bene”, dicono. Ma sono “troppi” a quanto pare: “Abbiamo paura e non ci fidiamo - dice un altro inquilino -, sappiamo bene come vanno queste cose, non entra solo la coppia di anziani, ma si porteranno dietro un gruppo di ‘zozzoni’ come loro”.

Questo alloggio, come ci spiega anche l’addetto dell’ufficio speciale capitolino per il piano rom, rientrava in un accordo di “autorecupero”: gli assegnatari pagano di tasca loro i lavori di manutenzione, che sembrano ingenti in questa casa rimasta disabitata da tempo, per poi scalare il costo dagli affitti. “Oggi siamo venuti proprio per quantificare i lavori da fare", continua Najo. "Ma se non si parla prima con le persone e non si spiega loro che chi è assegnatario ne ha diritto, ecco cosa accade”.

Gli agenti di polizia e dei militari dell’Arma accorsi sul posto, hanno lavorato principalmente per sedare gli animi. Nessuno ha alzato la voce più del dovuto. Non ci sono state le scene di insulti e violenza a cui purtroppo abbiamo assistito in passato. Ma gli inquilini non ne vogliono sapere: “Non siamo razzisti", continua Roberto, "ma queste case cadono a pezzi, Ater sono 60 anni che non si fa vedere da queste parti e siamo noi a fare i lavori di manutenzione nei giardini e nelle scale”. Ma cosa centra con l’assegnare casa ad una coppia di anziani di origini rom? “Vanno distribuiti - risponde -, non si possono concentrare in un’unica palazzina”.

Alla fine Zehera e Nhao se ne vanno. Ma non intendono rinunciare alla loro casa: "Anche se abbiamo un po' paura", dice la 78enne.

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