Attualità

Bike sharing, assegnato il servizio. Come cambiano le regole per i prossimi tre anni

Saranno Lime e Dott a occuparsi della gestione dei mezzi a noleggio, seguendo le norme già in vigore per i monopattini relative al numero di mezzi e alla sosta

Dopo i monopattini, le bici elettriche. A seguito della conclusione dell'iter amministrativo sull'affidamento del servizio di bike sharing, l’amministrazione Capitolina ha dato il via libera alle domande presentate dalle società Lime Technology e Em Transit - Dott, che per i prossimi tre anni svolgeranno il suddetto secondo le nuove regole e criteri introdotti da Roma Capitale.

Ad annunciarlo l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè: “Dopo l’affidamento del servizio di monopattini diamo una svolta anche nel settore del bike-sharing - ha detto - i due operatori dovranno attenersi al nuovo regolamento con il quale garantiamo norme chiare che favoriscono il servizio su tutto il territorio cittadino, quindi non più soltanto in centro ma anche in tutte le zone periferiche, e limitano gli abusi, nell’utilizzo e nelle possibilità di parcheggio. In coerenza con l’obiettivo che ci siamo posti di favorire l’intermodalità negli spostamenti, inoltre, è prevista la presenza di stalli in prossimità dei nodi di scambio con il trasporto pubblico e la gratuità per gli abbonati annuali Metrebus”.

Quante bici in sharing saranno disponibili a Roma

Il servizio sarà svolto esclusivamente con biciclette a pedalata assistita, con alcune limitazioni relative al numero di mezzi: nella ztl Tridente potranno esserci al massimo 60 veicoli, 30 per ogni operatore, che possono salire a 600 nella ztl Centro storico. Nella Ztl Trastevere, invece, ne sono consentiti 70 per ogni operatore, per un totale di 140 biciclette. Nel territorio del I Municipio, invece, con esclusione delle zone sopra indicate, il numero massimo di biciclette autorizzate per operatore è pari a 600. In totale, dunque, saranno disponibili un massimo di 2.600 bici.

Roma e i relitti dello sharing. La mobilità (in)sostenibile abbandonata dopo i fallimenti

La sosta è consentita soltanto nelle aree autorizzate e in uso alle società affidatarie. Il noleggio, grazie al controllo automatizzato da parte delle aziende, è ritenuto concluso soltanto se viene effettuato nell'area autorizzata, il che significa che se non si parcheggia nelle zone individuate dal Comune si continuerà a pagare. L’obiettivo, proprio come per i monopattini, è dare un giro di vite alla sosta selvaggia e all’abbandono di bici in punti che creano pericolo, degrado e intralcio al traffico, come marciapiedi o corsie dei bus. In questi casi è infatti prevista la multa.

Le nuove regole per i monopattini in sharing

Il nuovo affidamento del bike sharing arriva a poco più di un mese dall'entrata in vigore delle nuove norme relative ai monopattini. Il Comune di Roma aveva approvato un pacchetto finalizzato prima di tutto a contrastare la piaga della sosta selvaggia, decidendo di ridurre gli operatori in servizio in città, e dunque anche i mezzi a disposizione.

Dal primo settembre sono Bird, Dott e Lime a fornire i monopattini in città, con una flotta minima di 12 dispositivi per chilometro quadrato nelle aree periferiche e una diversa suddivisione in centro: 30 dispositivi massimo per singolo operatore nella ztl Tridente, massimo 300 nel resto della ztl centro storico diurna, massimo 70 nella ztl Trastevere notturna, 600 monopattini massimo in tutto il resto del I Municipio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bike sharing, assegnato il servizio. Come cambiano le regole per i prossimi tre anni
RomaToday è in caricamento