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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Ucraina, quattro immobili confiscati serviranno ad accogliere i profughi

Tre si trovano al Torrino, uno tra Montesacro e Tufello. I notai donano 145mila euro alla prefettura per ristrutturazione e mobilio

Prima in mano a esponenti della criminalità organizzata o a imprenditori autori di frodi e altri delitti finanziari, tra poco abitate da profughi ucraini in fuga dalla guerra: è il destino di quattro immobili che, ormai sequestrati, beneficieranno anche della donazione del consiglio nazionale del notariato.

Il 10 giugno, infatti, il prefetto di Roma Matteo Piantedosi e la presidente Valentina Rubertelli hanno siglato un protocollo tramite il quale i notai devolvono 145.000 euro a Palazzo Valentini, per ristrutturare e arredare gli appartamenti confiscati. Un'iniziativa partita allo scoppio del conflitto con la costituzione del comitato "Una casa per l'Ucraina" e una raccolta fondi interna alla categoria notarile.

La prefettura impiegherà la somma per l’acquisto di arredi e di ogni altro allestimento necessario a rendere immediatamente fruibili quattro immobili, da destinare all’ospitalità dei cittadini ucraini, fino al termine della situazione emergenza. Tre degli appartamenti si trovano nel quartiere Torrino a sud di Roma, tra via Fiume Giallo (civico 440, interni 9 e 10) e via Fiume delle Perle 11, mentre il quarto è tra Tufello e Montesacro, in uno dei comprensori di più recente realizzazione, in via Villa di Faonte 79/A. 

“Come notariato abbiamo ritenuto che l’emergenza più immediata cui occorre far fronte sia quella della casa - il commento di Valentina Rubertelli, presidente del consiglio nazionale -, anche perché la casa costituisce il cuore della nostra attività e ad essa viene legata la figura del notaio. Ma non solo, vogliamo trasmettere il messaggio che quei beni che la criminalità organizzata aveva impunemente acquistato, o costruito, con l’utilizzo dei proventi derivanti da attività illecite risorgono a nuova vita e potranno svolgere una funzione di cui essere orgogliosi”.

“Il contrasto ai gruppi criminali, realizzato sottraendo loro i profitti del malaffare, può dirsi davvero completo solo quando è accompagnato dalla restituzione alla comunità dei beni sequestrati e confiscati, che in tal modo si trasformano in presidi di legalità e in simboli di giustizia - dichiara Piantedosi – . E in quest’ottica allora un valore ancora maggiore assumono questi immobili i quali, grazie al contributo offerto che ne consentirà un immediato utilizzo, vogliono altresì rappresentare un segno tangibile di aiuto, di accoglienza e di solidarietà al popolo ucraino”.

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