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Roma capitale delle proteste, Bauli in piazza: "In mille per gli aiuti al mondo dello spettacolo"

La protesta del movimento nato nell'ambito della campagna internazionale "We make events" arriva nella Capitale nel tentativo di sollecitare un intervento concreto da parte del governo su specifiche richieste

Roma si conferma, ancora, capitale delle proteste dei lavoratori in crisi in epoca Covid. Sabato lo scenario è quello ai piedi del Pincio, con mille bauli in piazza come simbolo della protesta di un settore, quello dello spettacolo, che in un anno non ha praticamente mai assistito a una parvenza di ripartenza con conseguenze pesantissime su tutti coloro che, prima della pandemia di coronavirus, facevano funzionare una macchina gigantesca.

La protesta, che prende il nome dell'associazione che dà il nome all'evento (Bauli in piazza), va in scena dal primo pomeriggio in piazza del Popolo entrando nel vivo alle 17, e mette al centro l'oggetto che accomuna tutti i lavoratori dello spettacolo, dai tecnici agli autori passando per i facchini e gli assistenti di produzione.

Da Gazzè alla Mannoia, artisti in piazza per sostenere la protesta

In piazza anche molti artisti, arrivati per manifestare solidarietà a chi lavora dietro le quinte, da Paola Turci ad Andrea Delogu passando per Fiorella Mannoia, Max Gazzé, Daniele Silvestri, i Negrita.

"Il tempo della farsa è finito - spiegano da Bip -

 Abbiamo deciso di tornare alla Piazza, con il nostro stile e le nostre modalità, per riaccendere l'immaginario creato il 10 ottobre, in piazza Duomo a Milano, e lo vogliamo fare soprattutto a sostegno di coloro che non sono stati adeguatamente ristorati".

Le richieste dei lavoratori dello spettacolo

Tra le richieste dei lavoratori ci sono l'immediata istituzione di un fondo da erogare in soluzioni mensili a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ed eventi, sia discontinui che partite iva, che coprano il periodo gennaio-dicembre 2021, per garantire una soglia minima di continuità di reddito, immediato sostegno economico per le imprese della filiera basato sul fatturato annuo legato a spettacolo ed eventi, immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che, su parametri prestabiliti, imposti i modelli graduali di ripartenza del settore e di un tavolo interministeriale che affronti la riforma del settore con particolare riferimento alla previdenza e all'assistenza delle lavoratrici e dei lavoratori".

Il programma dell'evento di protesta prevede che dalle 16.30 tutti i lavoratori del comparto spettacolo prendano posizione dietro i bauli, una manifestazione che si inserisce all’interno della campagna internazionale lanciata dal movimento britannico 'We Make Events'.

"Il governo non ci vede", è l'appello che campeggia anche sulla raccolta fondi lanciata su produzionidalbasso.com: "Le misure messe in campo dal Governo non sono affatto sufficienti a contrastare la crisi drammatica che stiamo vivendo , sia come lavoratori che come imprenditori", sottolineano dal movimento, ricordando lo slogan con cui è partita la protesta: "Un unico settore, un unico futuro".

Roma capitale delle proteste

In questo aprile molte sono state le manifestazioni nella Capitale. Dopo la protesta di Io Apro, il 13 aprile al Circo Massino sono scesi in strada ambulanti, ristoratori e partite Iva, mentre il giorno dopo è toccato alle sigle del comparto aereo. Proteste che, per quanto riguarda i lavoratori di 100 addetti delle pulizie in Alitalia, che sono proseguite anche venerdì davanti al Campidoglio. Sempre il 16 aprile, ad incrociare le braccia anche le pompe funebri di Roma: ad oggi ci vogliono almeno 40 giorni per avere l'autorizzazione utile alla cremazione.

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