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Guaine e rifiuti nel Tevere: la fabbrica del degrado a 500 metri dal Tiberis

A soli 500 metri da Tiberis c'è un insediamento abusivo che sversa nel fiume quello che resta dal recupero di rame e ferro

 

Quasi 3 euro al chilo per il rame. Poco meno per il ferro e i cavi elettrici sani. Tutto il resto è un rifiuto di cui sbarazzarsi e che, spesso, finisce nell’acqua del fiume Tevere.

Siamo all’interno di un insediamento abusivo sotto il lungotevere di Pietra Papa, nella zona di Marconi e a poche centinaia di metri dalla spiaggia Tiberis. Qui vive una piccola comunità di origini rom che tira avanti con il recupero dei materiali dai rifiuti. Una pulizia certosina per recuperare, da ogni oggetto, il prezioso “oro rosso”.

Ma plastica e materiale inquinante è destinato così ad andare nel Tevere, ma destinato ad andare in mare: “Questa purtroppo è una certezza perché è un punto nevralgico in cui le piene invernali portato via tutto quello che trovano - spiega Claudio Sisto, fotoreporter ed esperto del fiume Tevere anche per il suo lavoro con la Protezione civile -. Siamo a soli 500 meri dalla spiaggia Tiberis, non riesco a capire perché anche in questo punto non si possa creare una situazione del genere. Serve la presenza di un’associazione che faccia presidio e che si prenda cura del fiume visto che questo punto ogni volta viene ripopolato malgrado gli sgomberi”.

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